Contagi covid in risalita, si accelera sulla terza dose

Contagi covid in risalita: in Italia nell'ultima settimana si è registrato un più 33,5%, con una crescita dei ricoveri, si accelera sulla terza dose di vaccino. Non solo per gli ultra 60enni. In aumento i contagi tra il personale sanitario, che è stato il primo a vaccinarsi e ora sconta un calo della immunizzazione. La situazione in Europa, preoccupa il dato in Germania, dove i dati della campagna vaccinale sono simili all'Italia.

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Contagi covid in risalita anche in Italia: più 33,5% in una settimana. Il dato deve comunque essere letto con attenzione: in parte la risalita dei contagi covid può essere stata causata dal notevole aumento dei tamponi dopo l’introduzione del green pass obbligatorio sui luoghi di lavoro.

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Si elaborano più test perché chi non vuole vaccinarsi deve fare il tampone per avere un certificato verde, anche se temporaneo.

Quello che suscita attenzione, non è solo l’aumento dei contagi, ma anche la frenata nella discesa dei ricoveri, che andava avanti da settimane. Ora i posti letto occupati nei reparti covid sono di più rispetto a una settimana fa.

Contagi covid: in aumento anche i ricoveri

Un aumento lieve, ma comunque in controtendenza: in sette giorni i ricoverati sono passati da 2.735 a 2.815. E questo significa che con l’aumento dei test – come detto per il green pass obbligatorio – non si stanno trovando solo contagiati asintomatici.

Beh, in fondo lo sappiamo, non c’era neppure bisogno di una conferma del dato: la situazione è notevolmente diversa rispetto allo stesso periodo dello scorso anno (grazie ai vaccini), ma non si può dire che il covid sia scomparso.

Il tasso di contagio è sotto l’1, ma solo di poco: 0,9.

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Contagi covid: il freddo e le patologie respiratorie

Non ci sono comunque regioni che rischiano la fascia gialla. Il passaggio dipende infatti dalla saturazione dei posti letto nei reparti ordinari e in terapia intensiva. Al momento per fortuna è siamo distanti da una situazione di allarme.

Se c’è una preoccupazione, riguarda il clima: con l’inverno, il freddo e una maggiore possibilità di frequentare ambienti al chiuso, il covid, così come tutte le altre patologie che colpiscono l’apparato respiratorio, si diffonde con maggiore facilità.

Contagi covid: in Germania è allarme

L’incremento dei contagi nell’ultima settimana non è una questione solo italiana, riguarda un po’ tutta Europa. Nei Paesi dove la vaccinazione è diffusa l’incremento è sostanzialmente come nella Penisola (Francia, Portogallo, Spagna).

L’eccezione è la Germania, che ha tassi di immunizzazione quasi uguali all’Italia, è stata seguita una politica prudente nelle riaperture, ma oggi si contano 14.000 casi al giorno, con una incidenza di contagi covid ogni 100.000 abitanti che è arrivata a quota 106 (in Italia è a 30).

Situazione parallela anche in Austria, dove si valuta l’ipotesi del lockdown solo per le persone che non sono vaccinate. Altro che green pass obbligatorio. In entrambe le nazioni si parla di quarta ondata.

Contagi covid: nel resto d’Europa

Quello che accade in Germania e Austria è da tenere sotto osservazione, proprio perché sono partite da una situazione molto simile a quella italiana.

Altrove la condizione è decisamente più critica. Come in Bulgaria e Romania, nazioni a basso tasso di vaccinazione: lì non ci sono più posti letto.

In Gran Bretagna il caso è diverso: i vaccinati sono tanti, ma tanti anche i contagi quotidiani (oltre 40.000). Nel Regno Unito si paga, evidentemente, l’eliminazione precoce di tutte le misure di sicurezza. Il risultato? Oggi il governo inglese sta pensando di introdurre il green pass.

Contagi covid: così in Italia

In Italia una delle incidenze più alte di contagi si registra a Trieste, che è diventata dopo la protesta dei portuali la città epicentro della protesta no green pass.

Nel Lazio un’altra situazione da tenere sotto controllo: l’aumento dei contagi è stato del 60% negli ultimi sette giorni (molto al di sopra della media nazionale). In crescita, come diretta conseguenza, anche il numero dei ricoveri.

Contagi covid: si accelera sulla terza dose

Per tutte queste ragioni il governo sta pensando di accelerare per la terza dose. Al momento è indicata per le persone fragili e per chi ha più di 60 anni. Nel frattempo si sta registrando una calo della protezione per tutte le persone che si sono vaccinate all’inizio dello scorso anno.

Sulla terza dose bisogna decidere in fretta. E attrezzarsi di conseguenza.

Non è un caso che da agosto in poi, quando i casi hanno iniziato una lenta ma costante discesa in tutto il Paese, ad aumentare sono state le infezioni nel personale sanitario, che è stato il primo ad avere la vaccinazione.

Lo stesso discorso si estende anche agli anziani ospiti delle Rsa, anche loro hanno avuto il vaccino tra gennaio e febbraio e anche per loro si inizia a riscontrare un calo della protezione.

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