Contagion, arriva il sequel: il cinema parla della pandemia

Contagion avrà un sequel a 9 anni dal debutto al cinema. Dopo Songbird di Michael Bay, il mondo cinematografico vuole continuare a parlare della nostra nuova realtà.

5' di lettura

Contagion, famoso film di Steven Soderbergh, è diventato il film icona del 2020 nonostante sia stato distribuito ben nove anni fa. Il motivo è intuibile dal titolo: parla di una pandemia mondiale, e lo fa non solo con un cast spaziale (in cui troviamo Matt Demon, Kate Winslet, Jude Law e Marion Cotillard) ma anche con una strana aura profetica. Ad oggi, Soderbergh ha rivelato di avere in cantiere un sequel del film ispirato ai giorni nostri.

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Il sequel di Contagion

Nella pellicola del 2011 Contagion, un virus arrivava negli States con una donna di ritorno da un viaggio in Asia. Comparivano le sinistre goccioline di saliva, la paura del contagio, la corsa al vaccino e la mancanza di respiro indotta dalla malattia. Così Contagion è tornato a far parlare di sé e Soderbergh ha colto l’occasione di parlare del suo nuovo progetto.

«Ho un progetto in lavorazione e Scott [Z. Burns, sceneggiatore di Contagion nel 2011] sta lavorando con me a una specie di sequel filosofico di Contagion, ma in un contesto diverso», ha detto il regista. «Dovete pensare ai due film come a una coppia, ma molto diversi tra loro». Soderbergh spiega che la nuova trama si concentrerà maggiormente sul comportamento individuale nel fronteggiare gli effetti di una pandemia e rivela che si concentrerà molto sulle reazioni scatenati dai rapporti tra individui sani e malati.

Cinema e TV: non solo Contagion

Oltre al ritorno di fiamma di Soderbergh per il suo Contagion, anche Michael Bay ha voluto dire la sua sul tema della pandemia con il film Songbird, girato quest’estate a Los Angeles in 17 giorni. (Clicca qui per saperne di più) La sua è una tragedia post apocalittica alla Giulietta e Romeo ambientata in una città devastata da una nuova mutazione del virus, con il controllo dell’esercito su ogni zona urbana e nientemeno che centri di isolamento per chi è positivo al virus. Un lavoro controverso, accusato sin da subito di aver lucrato sulle difficoltà della popolazione mondiale.

Un altro titolo che segue l’esempio del sequel di Contagion è Corona, il film iraniano di Mostafa Keshvari scritto a tempo di record – due settimane e dieci giorni in totale. La pellicola parla della paura del contagio attraverso la storia di un gruppo di persone bloccate in ascensore e in preda al panico quando uno di loro inizia a tossire.

Ma la voglia di riflettere sulla pandemia e rappresentarla sullo schermo ha “contagiato” anche l’Italia e così il premio Strega Niccolò Ammaniti ha deciso di adattare il suo famoso romanzo Anna (2015, Einaudi) in una serie tv per Sky. La protagonista è una bambina sopravvissuta a una pandemia che colpisce solo gli adulti. Lo scenario post-apocalittico è molto simile a quello di Contagion e Songbird: niente manifestazioni d’affetto, attenzione al contatto fisico, isolamento sociale e abitudini quotidiane stravolte per adattarsi alla formazione di nuove comunità. 

Cosa ci aspetta per l’intrattenimento

L’impatto della pandemia sul mondo dell’intrattenimento non si è risolto solo nel blocco di produzioni cinematografiche e televisive (per fortuna). Al contrario, ha portato sui nostri schermi un nuovo tema con cui fare i conti. Certo alcuni lo hanno trattato in modo discutibile (come nel caso del contestatissimo film di Enrico Vanzina, Lockdown all’italiana), nel tentativo di creare una commedia su basi che hanno ben poco di ironico. Ma l’onda di riflessione ispirata dalle esperienze del 2020 potrebbe regalarci prodotti di grande rappresentazione. Staremo a vedere cosa ci riserverà Contagion.

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