Conte a Draghi: Rdc, bonus e salario minimo per restare

Sul tavolo un documento di 9 punti che faccia chiarezza su diverse tematiche. Vediamo nel dettaglio le condizioni che avanza Conte a Draghi.

7' di lettura

Che il Movimento 5 stelle non stia passando un bel momento è risaputo. Dalla scissione del ministro degli Esteri, Luigi di Maio – che di fatto è costata ai pentastellati una sessantina di parlamentari -, all’ultimo Consiglio nazionale tenuto l’altro ieri, possiamo dire che è emersa una situazione alquanto tesa. E proprio nell’ultima assise del movimento che si sono palesate tutte le anime dei 5 stelle, confluite poi in un documento di 9 punti consegnato nelle mani del premier Draghi direttamente dal presidente del M5s Giuseppe Conte. «Un intervento straordinario sulle famiglie», visto che i «200 euro di bonus da soli non bastano», riduzione delle tasse mediante «il taglio del cuneo fiscale», «aiutare i lavoratori con il salario minimo», è la sintesi tracciata da Conte a Draghi. E ancora, il Reddito di cittadinanza non si tocca e «non permettendo a nessuno di metterlo continuamente in discussione». Insomma, un documento che spazia anche su temi europeisti sostenendo la volontà di «essere allineati» nel consesso Ue, ma «con dignità e autonomia» e non «con un ruolo di terminali passivi». Si continua in tema cashback fiscale, Superbonus 110%, cartelle esattoriali e “transizione ecologica”.  

Di seguito i 9 punti in sintesi (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE

Conte a Draghi: il Reddito di cittadinanza non si tocca

Riguardo al Reddito di cittadinanza da sempre cavallo di battaglia dei 5 stelle – , non si «può più accettare di stare in una maggioranza che, in molte sue componenti, rivolge attacchi pretestuosi e strumentali a questo minimale sistema di protezione sociale, scagliandosi vergognosamente contro le fasce più vulnerabili della popolazione». Tuttavia è palese la volontà da parte dei pentastellati «di valutare soluzioni utili a migliorare il sistema delle politiche attive». Tra le proposte infatti c’è quella di creare una piattaforma nazionale di domanda e offerta di lavoro, che raccolga tutti i dati dei beneficiari di prestazioni (non solo percettori del Rdc, ma anche di Naspi, Discol, Ds agricola ecc…) e veicoli queste informazioni alle imprese, anche mediante notifiche riguardanti il profilo, il settore, il luogo, in modo da incontrare la relativa domanda da parte delle aziende. Un sistema utile anche alle aziende in  modo da anticipare le varie agevolazioni, in termini di esonero contributivo, di cui godrebbero assumendo i percettori di reddito.

Di seguito un approfondimento sull’Rdc

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Conte a Draghi: introduzione del salario minimo

È necessaria l’introduzione del salario minimo. Per il M5s si tratta di «una misura molto diffusa anche in altri Paesi europei. Il nostro progetto di legge valorizza anche i contratti collettivi di riferimento» con un occhio a contrastare il «sistema dei contratti pirata».

Conte a Draghi: il “Decreto dignità”

A breve ci sarà la scadenza del “Decreto dignità”. Per il movimento è fondamentale che tali norme restino in vigore per contrastare il precariato. In uno scenario che vede circa il 9,2% dei contratti a tempo determinato con la durata di un solo giorno c’è l’esigenza di «studiare insieme incentivi per favorire le assunzioni a tempo indeterminato», senza però tralasciare soluzioni per i contratti a termine. Infatti, tali inquadramenti potrebbero essere collegati a specifiche causali.

Conte a Draghi: oltre il bonus 200 euro

Non si ritiene più sufficiente il bonus 200 euro. Infatti, l’ex presidente del Consiglio suggerisce di mettere in atto un intervento straordinario, «ampio e organico», a favore di famiglie e imprese.

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Conte a Draghi: taglio al cuneo fiscale

Quella del cuneo fiscale è una questione che attanaglia l’Italia da decenni ormai. Tutte le parti politiche se ne fanno promotrici e anche l’M5s propone la sua. I pentastellati ritengono – infatti – «assolutamente necessario e urgente intervenire» sulla diminuzione della tassazione.

Va da sé che un occhio viene strizzato anche alle imprese e lavoratori autonomi, «che non potranno certo sostenere questa impennata del caro-bollette e questa spinta inflazionistica».

Conte a Draghi: la transizione ecologica 

Altro cavallo di battaglia pentastellato è proprio quello della transizione ecologica e della tutela dell’ambiente.

Le proposte a riguardo mirano a favorire investimenti nelle infrastrutture a gas o «ad allargare le maglie» delle concessioni di sfruttamento dei «nostri giacimenti fossili».

Conte a Draghi: il Superbonus 110%

Che il Superbonus 110% non sia piaciuto al premier questo si sa. La riprova è il blocco della circolazione dei crediti fiscali. Sul tema l’M5s è chiaro: «Per noi è assolutamente imprescindibile che si introduca, con la massima urgenza, una soluzione davvero funzionale, in grado di sbloccare le cessioni e di consentire il completamento dei lavori».

Conte a Draghi. Le condizioni
Conte a Draghi. Le condizioni

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Conte a Draghi: il “cashback fiscale

Per l’M5s il cashback era motivo di digitalizzazione della pubblica amministrazione e contrasto all’economia sommersa. La misura, di fatto, è stata bloccata – o quanto meno non è mai decollata -. In quest’ottica la proposta risiede in un anticipo dell’applicazione del “cashback fiscale”. In poche parole, si tratta dell’accredito immediato sul conto corrente senza dover aspettare la dichiarazione dei redditi. Resta solo da individuare i settori merceologici e le fasce sociali a cui applicare la misura.

Conte a Draghi: agevolazioni per le cartelle esattoriali

Altro tema da sempre sentito e in maniera trasversale da tutte le parti politiche è quello delle cartelle esattoriali. I 5 stelle chiedono di «elaborare una efficace misura di definizione agevolata dei debiti iscritti a ruolo presso l’Agente per la riscossione. Non si tratta di un condono, ma di «un’agevolazione che conceda ai contribuenti termini più lunghi per pagare le sole imposte o i soli contributi, al netto di interessi e sanzioni». La soluzione potrebbe anche essere di consentire «il pagamento in forma rateale, con un piano di ammortamento congruo di almeno 120 rate mensili per tutti i contribuenti destinatari degli atti della riscossione, inclusi coloro che risultino decaduti da precedenti rateazioni».  

Conte a Draghi in materia “processualpenalistica” 

«Una clausola, per ogni legge di delegazione» che preveda che, ogniqualvolta il governo non si conformi al parere espresso dalle Commissioni parlamentari,  ritorni in Parlamento per motivare specificamente la sua scelta e solo dopo questo passaggio sarà possibile l’approvazione definitiva del decreto legislativo». In poche parole, più chiarezza nei procedimenti di approvazione delle leggi al prezzo di un passaggio istituzionale in più.

Un vademecum quello consegnato da Conte a Draghi – durante il faccia a faccia a Palazzo Chigi – che sancisce una netta posizione dei 5 stelle. Una posizione di fiduciacon riserva” al governo e che dipenderà «dalle risposte concrete, nei fatti, che verranno date ai vari punti delle richieste». Il primo banco di prova sarà lunedì 11, quando si dovrà votare il provvedimento legato alla cessione parziale dei crediti Superbonus. La prima forzatura è già stata palesata dall’esecutivo Draghi ponendo la questione di fiducia sul decreto Aiuti. Tuttavia l’M5s sembra che voterà la fiducia, ma astenendosi successivamente sull’approvazione del testo.  

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