Conte pronto a prolungare lo Stato di emergenza Covid: cosa prevede?

Il presidente del Consiglio estenderà le misure straordinarie fino a fine anno



2' di lettura

Il governo è pronto a prolungare lo Stato di emergenza Covid che, verosimilmente, potrebbe essere esteso fino alla fine di dicembre 2020. Ad anticiparlo è stato il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, a Venezia per l’inaugurazione di una nuova parte del Mose.

Lo Stato di emergenza è l’insieme di restrizioni e provvedimenti straordinari che si applica per gestire situazioni imprevedibili e di esteso impatto sociale come catastrofi naturali o proprio la pandemia. Il potere di prolungarlo appartiene soltanto al Consiglio dei Ministri e consente a Conte di varare misure urgenti senza passare dal Parlamento, riducendo così i tempi dell’entrata in vigore.

Inoltre lo Stato di emergenza permette alla Protezione Civile di attivare procedure agevolate come l’acquisto di mascherine senza ricorrere a procedure di gara che rallenterebbero i tempi.

Il piano di Conte

La decisione di Conte e dei ministri arriverà su suggerimento del Comitato tecnico scientifico e del Ministero della Salute, dopo che in queste settimane si sono verificati casi di focolai distribuiti nella Penisola, anche se per ora non ci sono situazioni fuori controllo. Il governo si sta preparando il vista di ottobre, quando potrebbe verificarsi una nuova ondata del virus.

Le restrizioni che per ora sono vigenti, come l’obbligo di mascherina nei luoghi chiusi e il divieto di assembramenti, potrebbero essere integrati da nuove diposizione previsti nei Dpcm che Conte andrà a varare.

Occhio all’indice di contagiosità

Uno dei parametri da tenere d’occhio è l’RT, l’indice di contagiosità, che si fa preoccupante quando supera l’1 e in casi estremi potrebbe spingere il governo a disporre un nuovo lockdown o comunque a disporre chiusure localizzate. Nei prossimi mesi, infatti, un altro blocco totale delle attività potrebbe assestare il colpo di grazie all’economia italiana già profondamente compromessa.

L’italia, intanto, proprio alla luce dei contagi che si sono verificati negli ultimi giorni, ha deciso di bloccare l’ingresso a chi viene da tredici Paesi considerati a rischio:

  • Armenia
  • Bahrein
  • Bangladesh
  • Brasile
  • Bosnia Erzegovina
  • Cile
  • Kuwait
  • Macedonia del Nord
  • Moldova
  • Oman
  • Panama
  • Perù
  • Repubblica Dominicana

Il problema delle frontiere Schengen

Al momento è già previsto l’isolamento domiciliare di 14 giorni per chi arriva dai Paesi extra Schengen. Nei prossimi giorni il ministro della Salute, Roberto Speranza, dovrebbe varare un piano che prevede il divieto di ingresso per chi arriva dai Paesi a rischio, la quarantena per chi viene da Paesi a basso rischio e tamponi per quelli a medio rischio.

  • Divieto di ingresso per i cittadini dei Paesi ad alto rischio
  • Tamponi per quelli a medio rischio
  • Quarantena per gli arrivi da stati a basso rischio

Un problema che interessa le stesse compagnie aeree, ricevute le disposizioni dall’Enac, sono i primi a doversi accertare che i passeggeri abbiano le carte in regola per entrare nel territorio nazionale.

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