Conti correnti cointestati: problemi per le detrazioni

Conti correnti cointestati: una sentenza della commissione tributaria ha riconosciuto una detrazione fiscale dimezzata per una persona con conto cointestato. Una decisione sorprendente, anche rispetto alla prassi abituale, ma che potrebbe rappresentare un insidioso precedente.

2' di lettura

I conti correnti cointestati potrebbero essere un problema. O meglio riservare qualche amarezza per le detrazioni fiscali. La questione si può intuire: se uno solo due due cointestatari scarica una detrazione, quella detrazione vale per intero o solo a metà?

Fino a oggi la giurisprudenza non aveva sollevato questioni: spetta per intero. Ma una recente sentenza – riportata dalla Legge per tutti – solleva nuovi dubbi e rischia di creare molto ostacoli a chi ha un conto corrente cointestato (prassi comune in molte famiglie italiane).

Soprattutto se la sentenza in questione diventa un precedente. Sarebbero in bilico molte detrazioni fiscali, a partire dagli oneri deducibili, ovvero quelle spese che nella dichiarazione dei redditi consentono di abbattere l’imponibile Irpef. Ma anche quelle detraibili, ossia le imposte da pagare.

La decisione della Commissione tributaria

La decisione che rischia di creare problemi a chi ha un contro cointestato è stata emessa dalla Commissione Tributaria di Perugia. I giudici hanno accolto la tesi sostenuta dall’Agenzia dell’Entrata. La vicenda riguarda un contribuente che aveva detratto dall’Irpef il versamento a una previdenza complementare. Spesa effettuata con un bonifico dal conto corrente cointestato con il coniuge.

Conti correnti cointestati: detrazione al 50%

Il contribuente, come da prassi, ha riportato quella spesa al 100%. Ma l’Agenzia delle Entrate ha bloccato la pratica, riconoscendo una detrazione solo del 50%, proprio perché quel conto è intestato solo al 50% alla persona che ha chiesto la detrazione. E inviato una cartella di pagamento per recuperare l’altra metà della somma.

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Il ricorso del contribuente è stato respinto dalla Commissione tributaria. II magistrati hanno ritenuto che il ricorrente non aveva fornito i dettagli necessari per stabilire la provenienza e la titolarità esclusiva delle somme versate e quindi hanno concluso che era prevalente il principio di contitolarità delle quote pagate dai conto correnti cointestati.

Per farla semplice: se il conto corrente è intestato a due persone e una delle due utilizza una somma la deduzione fiscale prevista è del 50%.

Una decisione inspiegabile

Una decisione piuttosto inspiegabile, ma che accende i riflettori sui conti correnti cointestati. La decisione è inspiegabile perché nel caso esaminato dalla Commissione tributaria umbra il contribuente aveva rispettato il principio di tracciabilità dell’operazione. Che è la norma base per detrarre le spese sostenute da un singolo contribuente. L’unica regola richiesta, almeno fino alla sentenza di qualche giorno fa, è che il nominativo del contribuente compaia sul documento fiscale, in questo caso la fattura.

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