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Conti correnti: il fisco li controlla tutti

Conti correnti: il fisco li controlla tutti, anche dipendenti e pensionati, basta sforare i limiti e scatta la verifica.

di The Wam

Agosto 2022

Conti correnti: il fisco li controlla tutti, le verifiche non risparmiano nessuno, né dipendenti, né pensionati. Gli ispettori del fisco verificano la provenienza di tutti i soldi che sono depositati. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Non sfugge nulla, neppure la più più piccola operazione: si riuscirà ad accertare se una spesa o un introito sono compatibili con i ricavi. Le indagini scatteranno dunque ogni volta che non c’è aderenza tra il reddito dichiarato e i soldi spesi. Ovvero: se incassi 2mila e nel spendi 6mila si accende la spia rossa sul tuo conto corrente.

Sull’argomento potrebbe interessarti un articolo che valuta se esistono davvero conti correnti non pignorabili, o di quando sono aumentati i costi per chi deposita i soldi in banca. C’è anche un focus su come risparmiare sui conti correnti e come funzionano i controlli sui lavoratori autonomi.

Conti correnti: la Cassazione

Se prima nel mirino c’erano in particolare gli autonomi e i professionisti, ora i controlli sono stati estesi anche a pensionati e dipendenti.

Lo ha stabilito una ordinanza della Cassazione, la numero 18254 del 2022: i giudici dell’Alta Corte hanno sancito che i lavoratori dipendenti e anche i pensionati potranno essere costretti a chiarire – e fino all’ultimo euro – i versamenti che sono stati fatti sul proprio conto corrente. In particolare quelli che non vengono inseriti nella dichiarazione dei redditi.

Un controllo totale, dunque. Di fatto su ogni movimento bancario. Questa possibilità era già stata sollecitata dalla stessa Agenzia delle Entrate. Ora una sorta di via libera è arrivato proprio dalla Corte di Cassazione.

I giudici dell’Alta Corte hanno esaminato il caso di un contribuente: dopo una verifica fiscale non è riuscito a spiegare in modo dettagliato le operazioni effettuate sul proprio conto corrente. Una spiegazione necessaria, come sostiene l’articolo 132 del decreto presidenziale numero 600 del 1973.

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Conti correnti: sentenza ribaltata

La vicenda giudiziaria non è completamente lineare: la Commissione tributaria di Bolzano di primo grado aveva infatti respinto il ricorso presentato dal contribuente. Decisione che è stata poi ribaltata dai giudici di secondo grado.

I magistrati dell’Appello avevano dato ragione al contribuente proprio ritenendo che l’origine del suo reddito fosse da lavoro dipendente e i versamenti aggiuntivi frutto di vincite al gioco.

Negli anni scorsi questa “spiegazione” avrebbe anche potuto bastare. Non più: la Cassazione ha rigettato questa tesi, e confermato, citando l’articolo 32 e 38 del dpr numero 600 del 1973, che i versamenti ingiustificati di dipendenti, privati e pensionati sui conti correnti bancari, devono essere attribuiti a redditi. In caso contrario spetta al contribuente dimostrarlo.

Conti correnti: intelligenza artificiale

Come dire: non sfugge più nulla. E non solo un modo di dire: da luglio a disposizione dell’Agenzia delle Entrate c’è un software, Vera, che consente di rafforzare i controlli in modo esponenziale.

Si tratta di un algoritmo anti evasione. Può connettere in un istante i dati che sono riscontrabili su web e su banche digitali.

Il sistema può tracciare con estrema facilità il profilo del contribuente, mettendo insieme:

Conti correnti: garante

Il software Vera, l’intelligenza artificiale che controlla ogni nostra spesa, è rimasto in stand by per mesi. Il Garante della Privacy ha ritenuto che fosse decisamente troppo pervasivo, che poteva entrare nelle nostre vite con eccessiva e pericolosa facilità.

Ora è stato attivato, con una piccola modifica: le operazioni economiche restano nell’anonimato. O meglio la prima parte dei controlli è anonima. Insomma, sembra logico, stiamo parlando di dati sensibili, come quelli che riguardano i movimenti sul nostro conto corrente. Ma se viene individuata una spesa eccessiva rispetto alle entrate mensili, o un deposito non giustificato di denaro, si accende la spia rossa e “Vera” può essere attivata in modalità “investigativa”.

Vita difficile per chi ha qualcosa da nascondere, per chi ha guadagni ingiustificati o che non ha nessuna intenzione di dichiarare le entrate extra per evitare di pagarci le tasse.

Conti correnti: il fisco li controlla tutti

Conti correnti: evasione fiscale

Una delle possibilità per sfuggire a Vera è quella di lasciare i soldi sotto il cuscino (per modo di dire). Ma a quel punto si sarà comunque costretti a giustificare qualche acquisto, in particolare se sfora e di molto le possibilità economiche dell’acquirente.

Contro questa norma, e proprio per il timore di consistenti violazioni della privacy, si sono schierate molte associazioni. Hanno ottenuto solo la limitazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale, non molto di più.

Per il governo – sarà così anche per il prossimo? – è troppo determinante, per rimettere a posto il bilancio dello Stato (stiamo battendo tutti i record di debito pubblico), mettere un freno all’evasione fiscale, che ogni anno supera le centinaia di miliardi.

Non sarà semplice, ma si ritiene che un software intelligente possa aiutare.

Intanto è meglio saperlo: c’è un occhio aperto che valuta continuamente tutte le nostre spese e i movimenti sul conto corrente.

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