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Conti correnti nel mirino del fisco: cosa succede

Correnti sono nel mirino del fisco: scopri come e perché e cosa dobbiamo aspettarci.

di The Wam

Agosto 2023

Conti correnti nel mirino del fisco: elaborazioni, controlli incrociati, verifiche e accertamenti. L’Agenzia delle Entrate ha rivelato il meccanismo che valuta l’analisi del rischio sulla base dei nostri conti bancari. Le “indagini” sono già partite, l’obiettivo è stato fissato dal governo: dalla riscossione devono arrivare 2,8 miliardi in più. (scopri le ultime notizie su bonus, Rdc e assegno unico, su Invalidità e Legge 104, sui mutui, sul fisco, sulle offerte di lavoro e i concorsi attivi. Leggile gratis su WhatsApp, Telegram e Facebook).

Conti correnti nel mirino del fisco: gli obiettivi

L’obiettivo principale del fisco è, dunque, chiaro: aumentare le entrate della riscossione e abbattere l’evasione fiscale. Con una meta fissata di 2,8 miliardi di euro in più, i conti correnti sono diventati un importante strumento di verifica e accertamento. Tutti i conti correnti, non solo quelli dei lavoratori autonomi: sono inclusi, come ha ribadito una recente sentenza della Cassazione, anche i conti di pensionati e dipendenti.

Procedura dei controlli: come funziona?

L’Agenzia delle Entrate ha elaborato un sistema di controllo che si sviluppa in dieci fasi distinte. Questo procedimento, che coinvolge sia l’analisi effettuata da sofisticati algoritmi sia l’intervento umano, punta a identificare anomalie o discrepanze nei conti correnti.

In particolare, è stato sottolineato come l’Archivio dei conti correnti possa rivelarsi un prezioso alleato per individuare chi, ad esempio, pur avendo residenza fittizia all’estero, mantiene conti correnti in Italia. Sono ovviamente inclusi anche i movimenti con bonifici.

È doveroso ricordare che in autunno, anche a prescindere dall’algoritmo, è prevista una rigorosa stretta del Fisco sui contribuenti.

Anonimometro: tra controllo e privacy

Un elemento chiave in questo sistema di controllo è l’anonimometro. Questo meccanismo, utilizza la tecnica della pseudonimizzazione, garantisce l’utilizzo delle informazioni contenute nella Superanagrafe dei conti correnti senza violare la privacy del titolare del conto ( nomi sono sostituiti da codici numerici).

Questo passo è stato necessario per rispettare le indicazioni del Garante della Privacy, assicurando al contempo trasparenza e protezione dei dati personali. Nelle iniziali intenzioni dell’Agenzia non era inclusa questa tutela.

L’importanza dell’algoritmo e il ruolo dell’uomo

Centrale nella strategia di controllo dell’Agenzia delle Entrate è quindi l’algoritmo. Questo strumento è progettato per individuare potenziali rischi fiscali e dovrebbe concentrarsi sulla prevenzione piuttosto che sulla repressione.

L’obiettivo è di focalizzarsi sui soggetti a più elevata pericolosità tributaria, riducendo l’impatto su cittadini e imprese. È fondamentale sottolineare che l’intervento umano rimane centrale nel processo: viene garantita la verifica manuale. Significa che la dipendenza da decisioni puramente automatizzate dovrebbe essere limitato.

E dunque, mentre la tecnologia e l’automazione giocano un ruolo chiave, l’Agenzia delle Entrate, così informa l’ente di riscossione, continuerà a fare affidamento anche sulle competenze e la discrezionalità dei suoi dipendenti.

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Criteri e algoritmi alla base dei controlli

Gli agenti del Fisco non dovrebbero agire a caso. Si basano sulle informazioni ricevute dall’intelligenza artificiale e criteri precisi. In pratica: si prendono i dati dall’Archivio dei Rapporti Finanziari e vengono confrontati con le altre informazioni che hanno a disposizione. Questo controllo incrociato è fondamentale per avere una panoramica completa della situazione fiscale di ogni contribuente.

Nel documento sotto trovi tutti i criteri per l’applicazione dell’algoritmo

L’Agenzia ha già attivato da tempo controlli sui conti correnti per stanare i “falsi poveri”.

Anagrafe dei conti correnti: il database del Fisco

L’Anagrafe dei Conti Correnti è una banca dati imponente. Sono archiviati tutti i dettagli che riguardano i conti correnti dei contribuenti italiani, dalle movimentazioni alle cassette di sicurezza. Questa banca dati viene costantemente aggiornata con informazioni fornite dalle banche, e l’Agenzia delle Entrate la controlla regolarmente.

I dati vengono trattati in maniera anonima. Non sono subito associati ai loro proprietari, garantendo così la privacy dei cittadini. Il vero obiettivo è individuare potenziali evasori fiscali basandosi su movimenti e volumi d’affari.

L’interconnessione delle banche dati

Ma l’Anagrafe dei Conti Correnti non è l’unico strumento a disposizione dell’Agenzia delle Entrate. Infatti, i dati finanziari possono essere collegati ad altre banche dati del Fisco. Ad esempio, potrebbero confrontare le dichiarazioni dei titolari di partita Iva con le informazioni sugli acquisti di materie prime o le spese per il personale. Questo aiuta a individuare possibili irregolarità.

Cassette di sicurezza: come funziona

Molti potrebbero pensare che le cassette di sicurezza siano escluse dai controlli del Fisco. Purtroppo, non è così: sono incluse nelle verifiche.

L’Agenzia delle Entrate può analizzare, ad esempio, la frequenza di accesso alle cassette o la frequenza di apertura e chiusura dei rapporti. Tutto ciò aiuta a costruire un profilo dettagliato di un contribuente e a valutare se ci sono possibili anomalie.

Rinforzi all’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, come accennato, non si affida solo alla tecnologia. Sta attuando un piano di reclutamento per integrare ben 11mila funzionari al suo organico. Si tratta di una svolta significativa: nel 2022 l’organico era sotto del 44%. Questi nuovi funzionari, insieme all’intelligenza artificiale avanzata, mira a garantire che l’obiettivo dei 2,8 miliardi di euro sia raggiungibile.

La lotta all’evasione fiscale

Nonostante l’evasione fiscale sia stimata intorno ai 100 miliardi l’anno, l’obiettivo di 2,8 miliardi appare raggiungibile grazie a miglioramenti recenti e l’introduzione della fatturazione elettronica.

Avvisi e comunicazioni

Un altro obiettivo importante è l’invio di oltre 3 milioni di lettere di compliance, le quali dovrebbero garantire un incasso di 2,77 miliardi. E le prospettive sono positive: la maggior parte di questi incassi sarà realizzata entro ottobre, ben prima della scadenza del 2024.

La visione dell’Agenzia delle Entrate

Contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, l’Agenzia non vede questi controlli come una “caccia all’evasore”. L’obiettivo principale è quello di garantire le risorse economiche necessarie per i servizi essenziali come sanità, istruzione e ordine pubblico.

Previsioni e controllo dei conti correnti

Per l’Agenzia delle Entrate, l’Archivio dei conti correnti è quindi uno strumento prezioso. È ora possibile individuare chi, pur avendo significative movimentazioni sul proprio conto corrente, non presenta la dichiarazione dei redditi. Si attendono i primi risultati nelle prossime settimane.

Conti correnti nel mirino del fisco: cosa succede
Nella foto una lente d’ingrandimento su un supporto digitale: rappresenta l’algoritmo anti evasione.

FAQ (domande e risposte)

Quando scattano i controlli sui conti correnti?

L’Agenzia delle Entrate esegue controlli periodicamente sugli estratti dei conti correnti grazie all’Archivio dei conti correnti, un maxi database che contiene dati di ogni conto corrente dei contribuenti italiani. Questa enorme banca dati viene regolarmente alimentata dalle informazioni fornite dalle banche.

Come funziona il controllo incrociato dei conti correnti?

Il controllo incrociato avviene attraverso l’uso di algoritmi, che analizzano il rischio fiscale. Questi algoritmi prendono i dati dall’Archivio dei Rapporti Finanziari e li incrociano con altre informazioni in possesso dell’amministrazione tributaria. Questo incrocio consente di effettuare un’analisi del rischio basandosi sui dati dell’Anagrafe dei Conti Correnti.

I dati vengono trattati in maniera anonima, sostituendo i dati sensibili con codici fittizi. L’obiettivo è individuare soggetti a rischio evasione fiscale.

Qual è l’obiettivo dell’Agenzia delle Entrate?

L’obiettivo principale dell’Agenzia delle Entrate, come definito dal governo, è la riscossione di 2,8 miliardi di entrate fiscali in più. Compito dell”Agenzia è quello di ridurre l’evasione, aumentare il gettito fiscale per poter garantire ai cittadini i diritti fondamentali come sanità, istruzione e ordine pubblico, per i quali sono necessarie risorse. L’ente di riscossione punta anche a intercettare soggetti (persone o società) con residenza fittizia all’estero ma che hanno conti correnti in Italia.

Ci sono delle tutele per la privacy dei cittadini?

Sì, ci sono tutele per la privacy. L’analisi dei dati dei conti correnti avviene in modo anonimo, attraverso un processo chiamato “pseudonimizzazione”, che sostituisce il nome del titolare del conto con codici fittizi. Questo assicura che i dati personali dei contribuenti non siano immediatamente collegati alle loro attività bancarie, proteggendo così la loro privacy. Questa metodologia di analisi è stata resa nota per garantire la trasparenza nel trattamento dei dati, seguendo le indicazioni del Garante della Privacy.

Le cassette di sicurezza sono escluse dai controlli fiscali?

No, le cassette di sicurezza non sono escluse. All’interno della Superanagrafe dei conti correnti, oltre alle informazioni sui conti bancari, sono presenti anche dati relativi alle cassette di sicurezza. L’analisi può includere variabili come il numero di accessi alle cassette di sicurezza, la frequenza di apertura e/o chiusura di rapporti, e altre tipologie di rapporti finanziari.

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