Conto corrente, che aumenti: costano 100 euro l’anno

Il conto corrente continua ad aumentare: la spesa media è di 100 euro l’anno, in crescita soprattutto i costi fissi. Penalizzate le fasce deboli della popolazione, in particolare gli anziani. Il paradosso: i vecchi clienti sono quelli che pagano di più. Le banche con l’incremento maggiore e quelle dove i costi sono stati stabili o sono diminuiti. Sale la spesa anche i conti digitali (che restano più convenienti).

6' di lettura

Conto corrente sempre più salato, come se non bastassero i costi delle bollette e l’inflazione record. Dal 2015 le spese per avere un conto in banca sono costantemente cresciute. Ora la spesa annuale sfiora i 100 euro. (scopri le ultime notizie su mutui e prestiti. Leggi su Telegram tutte le news sulla finanza personale. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Gli incrementi sono stati certificati da una indagine svolta da Bankitalia. Sono stati presi in esame i numeri del 2021. Ebbene i costi di gestione sono cresciuti di 3,8 euro. La media è passata da 90,9 euro l’anno a 94,7.

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Questi risultati sono venuti fuori dall’elaborazione di 13mila conti correnti bancari, 1.000 conti correnti postali e 950 conti online.

Potrebbe interessarti un post che spiega come usare un conto corrente pignorato; o verificare quando scatta e come funzione il controllo sul conto corrente; c’è infine un articolo che verifica se esiste un conto corrente che non può essere pignorato.

Conto corrente, cos’è aumentato?

A pesare in modo più evidente sull’aumento dei costi sono state le spese fisse: rappresentano il 73,4% dell’incremento. Quelle variabili sono infatti cresciute del 26,6%.

Tra le spese fisse quelle che hanno avuto la maggiorazione più significativa sono state quelle legate all’emissione delle carte di debito e di credito.

Tra le spese variabili gli aumenti sono derivati da una maggiore operatività dei clienti (rispetto al 2020, complice la pandemia). Soprattutto per le operazioni agli sportelli. Ma sono di rilievo in questo senso anche i dati che riguardano i bonifici su altri canali, i prelievi al Bancomat, i pagamenti automatici.

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Conto corrente, la spesa di gestione

L’aumento della spesa di gestione è stata molto variabile. È stato meno consistente per i clienti con una operatività più semplificata (giovani, famiglie, pensionati) rispetto ai profili più complessi.

A pesare sulla spesa è stata quindi soprattutto il tipo di servizi bancari che sono stati utilizzati. Molto più dei piani tariffari diversi.

Conto corrente, aumentano anche quelli online

Se fino a qualche anno fa i costi sempre più cari dei conti correnti potevano essere bilanciati dai servizi online quasi a costo zero, ora non è più così. Sono cresciuti di 2,8 euro anche i costi di gestione dei conti digitali.

Sono passati da 21,5 euro a 24,3.

Come per i conti “fisici” l’incremento è stato causato soprattutto dalle spese fisse (71%). Quelle variabili sono cresciute del 29%. Sono invece in lieve flessione i costi per le commissioni applicati ai contratti di apertura  di credito in conto corrente.

I conti online continuano comunque a essere significativamente più economici rispetto a quelli tradizionali.

Conto corrente salato, la protesta dei consumatori

I dati di Bankitalia hanno sollecitato immediate proteste da parte delle associazioni di consumatori. Per il presidente di Codacons, Carlo Rienzi, «non c’è pace per gli utenti italiani, ma dopo bollette, prezzi e mutui devono ora fare i conti con i rincari dei conti correnti».

«Dal girone infernale dei rincari  – ha spiegato Rienzi – non potevano certo mancare i servizi bancari. In particolare la gestione di carte di credito e bancomat, dalle commissioni sui prelievi ai canoni mensili, passando per spese di ricarica delle prepagate, blocco o sostituzione carta, invio dell’estratto conto cartaceo, commissioni di cambio valuta applicate nei casi di pagamenti effettuati all’estero, eccetera, risulta sempre più onerosa per i consumatori».

Conto corrente salato e servizi in calo

Mentre sale il costo del conto corrente è evidente anche un depotenziamento dei servizi bancari sul territorio. Anche in questo caso i dati sono significativi:

4 milioni di italiani che risiedono in 3.062 comuni non hanno a disposizione una banca nel proprio territorio;

in meno di 10 anni gli istituti di credito hanno chiuso 11.231 sportelli, penalizzando soprattutto il Sud e le fasce più deboli della popolazione, come gli anziani.

Conto corrente, rincari inaccettabili

Per Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, si tratta di «un rialzo spropositato e ingiustificato».

«Quello che più è inaccettabile – ha continuato – è il rincaro delle spese fisse cresciute di 2,8 euro nel 2021 e 4,3 euro nel 2020, costi che gravano indiscriminatamente anche su chi ha una bassa operatività e fa un basso numero di operazioni».

Conto corrente, penalizzati i vecchi clienti

Questi incrementi colpiscono soprattutto i vecchi clienti. Molto spesso gli istituti di credito offrono opzioni scontate, con costi che sono inferiori nei primi mesi, a volte nei primi anni, ai nuovi correntisti. Per chi ha un conto aperto da diversi anni i canoni sono quasi sempre più costosi.

Un esempio: molti conti correnti aperti da più di 10 anni hanno un costo medio superiore a 113 euro. Quelli aperti di recente sono al di sotto dei 55 euro. Meno della metà.

Conto corrente, che aumenti: costano 100 euro l’anno

Conto corrente, come difendersi

Se il vostro vecchio conto ha raggiunto costi troppo elevati la cosa più logica da fare è quella di rivolgersi a un’altra banca o provare a trovare una soluzione con il proprio istituto di credito per evitare di spostare i risparmi.

Qualche mese fa Altroconsumo ha pubblicato l’elenco delle banche che hanno aumentato l’indicatore dei costi complessivi (Icc). Sono queste:

  • Unicredit;
  • Banco Bpm;
  • Crédit Agricole;
  • Bper;
  • CheBanca;
  • Illimity.

Tra le banche che hanno lasciato inalterato il costo dell’Icc c’è il Monte dei Paschi di Siena.

Tre istituti di credito sono andati in controtendenza, diminuendolo:

  • Credem;
  • Bnl;
  • Intesa.

Per i giovani sono invece queste le banche più convenienti:

  • Intesa Sanpaolo;
  • Crédit Agricole;
  • N26;
  • Banca Mediolanum.

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