Conto corrente bloccato, cosa devi fare?

Conto corrente bloccato: sono diversi i motivi che possono provocare il blocco del conto corrente, vediamo insieme e cosa bisogna fare. Può essere bloccato un conto in rosso, o per non aver rispettato la normativa antiriciclaggio, o perché pignorato dai creditori o ancora dall'Agenzia delle Entrate per debiti fiscali. Cosa fare e quali sono i diritti dell'intestatario di un conto corrente bloccato.

4' di lettura

Conto corrente bloccato. Può accadere che un conto corrente venga bloccato dalla banca. Online o tradizionale in questo caso conto poco. Il blocco ha lo stesso effetto: l’utente non può accedere al credito.

Naturalmente le ragioni possono essere diverse. E quindi sono diverse le azioni da fare per sbloccarlo, o almeno provarci.

Il conto corrente bloccato può essere stato deciso dall’istituto di credito per evitare che le situazioni debitorie dell’utente possa complicarsi ulteriormente, e in questo caso si tratta di una azione preventiva.

Previene quindi la possibile insolvenza del titolare del conto corrente.

Ma la banca potrebbe anche agire nel rispetto di norme antiriciclaggio che si ritiene, o sospetta, siano state violate. Ma basta anche non compilare un questionario.

O ancora il conto corrente bloccato potrebbe essere la conseguenza di richieste da parte di creditori.

Naturalmente il conto corrente bloccato può anche essere provocato dalla morte dell’intestatario, e in questo caso bisognerà attendere che sia stata certificata l’eredità.

Come abbiamo visto un conto corrente bloccato può essere motivato in diversi modi.

Vediamoli nel dettaglio.

Conto corrente bloccato per uno “scoperto”

In questo caso, che è il più frequente, l’intestatario del conto corrente è in rosso. Usa fondi che non ha o non sta pagando le rate di un finanziamento. La banca per tutelarsi impedisce al correntista di usare i consueti strumenti di pagamento:

  • carta di credito
  • bancomat
  • assegni.

Come detto la banca tutela i suoi interessi (rischio di insolvenza), ma in determinati casi può anche essere un supporto per il cliente che si è troppo esposto e rischia di aggravare ancora di più la sua posizione.

In questo caso l’unico modo per sbloccare il conto corrente è ripianare il debito.

Conto corrente bloccato per la legge antiriciclaggio

Le direttive antiriciclaggio sono entrate in vigore il primo gennaio del 2014. I correntisti hanno ora l’obbligo di compilare in banca un questionario sui propri dati sensibili. Se non si rispetta la normativa, entro 60 giorni dalla notifica della banca, si rischia di avere il conto corrente bloccato. In questo caso anche la banca rischia una sanzione pecuniaria per omesso controllo.

Conto corrente bloccato per debiti

Se il correntista ha debiti, privati o imprese possono ottenere dalla magistratura una ordinanza che dà il via al pignoramento presso terzi del conto bancario o postale.

In questo caso la banca vincola i soldi depositati sul conto per una cifra che è pari al debito più la metà, fino a quando il debito non viene saldato.

Ma il pignoramento ha anche dei limiti. Se sul conto corrente viene accreditato lo stipendio o la pensione, e i fondi sul conto derivano solo da queste entrate, è possibile pignorare solo la parte che eccede il triplo dell’assegno sociale (1345.53 euro).

E quindi si al momento della notifica sul conto ci sono 2mila euro, si possono pignorare solo 1.645.47 euro (2.000 – 1345.53).

Se invece sul conto confluiscono redditi diversi da pensioni e stipendi, si può pignorare il 100% della somma depositata. Se il conto è cointestato, solo il 50%.

C’è poi la parte che riguarda le situazioni di debito con il fisco. In questo caso il pignoramento avviane direttamente, senza attendere l’ordinanza di un giudice. Il motivo? La cartella esattoriale è già un atto esecutivo.

In genere quando si riceve una cartella esattoriale si hanno 60 giorni di tempo per estinguere il debito (o chiedere la rateizzazione).

Il blocco per la morte del correntista

In questo caso è semplice: il titolare muore e il conto viene temporaneamente bloccato dalla banca in attesa che si concluda la procedura di successione.

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