Conto corrente e prelievi al bancomat: ecco cosa cambia

Conto corrente e prelievi al bancomat: c'è una trasformazione in atto nel sistema bancario che per ora rischia di danneggiare proprio i clienti. Aumentano i costi delle commissioni e chiudono filiali e sportelli automatici. Ma non solo: sono in arrivo delle vere stangate per chi preleva soldi in contanti. Vediamo quello che sta succedendo.

6' di lettura

Conto corrente e prelievi al bancomat. È un periodo di grandi trasformazioni per il sistema bancario italiano: digitalizzazione sempre più avanzata, criptovalute, tassi negativi e conseguenti costi, il tutto acuito e velocizzato dalla pandemia.

Trasformazioni che avranno una ricaduta immediata anche sui clienti, a partire da conto corrente e prelievi al bancomat.

Come saprete, il governo (così come quello precedente), ha dato impulso al piano cashless, ovvero alla graduale scomparsa del denaro contante a vantaggio della moneta digitale. Una svolta che ha due ovvie regioni.

La prima: riducendo il denaro contante si possono tracciare meglio i movimenti finanziari e ridurre l’enorme evasione fiscale.

La seconda: la riduzione del contante a vantaggio del denaro digitale consente al Paese di velocizzare un processo di modernizzazione informatica che è palesemente indietro rispetto ad altre nazioni europee.

Ma non sarà un passaggio facile e non accadrà in un click. Di certo è iniziato e difficilmente sarà fermato.

Conto corrente e i prelievi al bancomat

Ma torniamo al dunque e quindi al conto corrente e i prelievi al bancomat, che sono le prime avanguardie di questa evoluzione (ma c’è a chi non piace).

Ebbene, la riduzione del denaro contante e la crescita delle banche online ha causato la costante chiusura degli sportelli bancari.

La chiusura degli sportelli: i numeri

I dati forniti da Bankitalia, che sono riferiti all’ottobre del 2020 parlano chiaro:

si è passati dai 33.663 sportelli del 2010 ai 24.311 del 2019. Diecimila in meno. Ma il calo continua, anzi si è accentuato in questi mesi. Basti ricordare la recente scelta del gruppo ING, che ha chiuso un buon numero di filiali in tutta Italia e si appresta a chiudere tutti gli Atm.

La ING, il colosso bancario olandese, ha soltanto anticipato delle scelte che sono nell’aria e che presto potrebbero essere adottate da altri istituti di credito. Con un effetto a catena che potrebbe avere esiti dirompenti.

A proposito degli Atm multifunzione, sono scesi anche quelli. In cinque anni 4mila in meno (da 35.671 a 31.807).

Il processo si è velocizzato nel 2020

Ma entrambi i dati i dati non tengono conto del 2020, un anno che è sì stato caratterizzato dalla pandemia, ma che ha visto una crescita esponenziale delle banche digitali e molti italiani hanno compreso che le app sul cellulare possono consentire di utilizzare tutti quei servizi che una volta erano prerogativa esclusiva della banca fisica.

Del tipo: se hanno sperimentato come si possono inviare bonifici online perché mai dovrebbero ora tornare allo sportello di una banca e pagare anche la commissione?

Ma a velocizzare questa trasformazione c’è anche altro. Diminuiscono gli sportelli e salgono i costi.

Tassi sotto zero e costi di commissione alle stelle

La scelta di far lievitare i prezzi delle commissione non è però attribuibile alle banche. O almeno, non direttamente, se i tassi di interesse imposti dalla BCE agli istituti di credito restano negativi le banche non hanno più nessun interesse ad avere in deposito il contante fermo dei clienti. Anzi.

Si sta facendo di tutto per “consigliare” i clienti a “movimentare” quei conti. In caso contrario c’è già qualche istituto (Fineco), che ha chiesto ai clienti con più di 100mila euro in deposito ad accomodarsi altrove.

Se quella di Fineco sembra una scelta estrema vi sbagliate. Tra un po’, soprattutto se i tassi di interesse rimanessero negativi, quella stessa decisione potrebbe essere adottata da altre banche. In caso contrario c’è un’altra soluzione: una stangata sul denaro in deposito. Ossia: saranno caricati tutti sul cliente le perdite di denaro causate dai tassi sotto zero.

Vale a dire: fareste meglio a tenere i soldi nel materasso.

Bancomat, salasso in arrivo

Ma su conto corrente e prelievi al bancomat sono arrivo anche altre sorprese, e non sono piacevoli.

Cominciamo dagli Atm. L’Antitrust sta valutando un progetto di revisione dei costi proposto dal circuito Bancomat.

Le soluzioni sono diverse, non tutte positive per i correntisti. Ma una in particolare rischia di avere le conseguenze di un salasso.

Si sta pensando di abolire la commissione interbancaria e quella applicata al prelievo direttamente all’istituto di credito. Non è una buona notizia. Perché in questo modo tutte le persone che preleveranno denaro da un istituto di credito diverso da quello dove si ha il conto dovranno pagare una commissione indefinita (perché varia da istituto a istituto).

Proviamo a spiegarci meglio: al momento la commissione interbancaria prevede il pagamento fisso di 50 centesimi a prelievo. Se passa la proposta di Bancomat non conosceremo l’ammontare di quel costo al ritiro del contante.

Oltretutto questa “riforma” dovrebbe entrare in vigore alla fine del 2021. Pochi mesi, dunque. A farne le spese, oltre ai clienti, anche le piccole banche e le banche digitali. Che hanno pochi o nessun Atm, i loro correntisti sarebbero costretti a servirsi degli sportelli multifunzione di altri istituti con un considerevole aggravio dei costi.

Anche in questo caso si può comprendere la decisione di ING, che ha anticipato tutti: chiudiamo filiali e sportelli. La scommessa va tutta sul digitale.

Aumentano i costi del conto corrente

A tutto questo si aggiunge anche altro: mentre sono molti i conto corrente online a costo zero o a costi molto ridotti, i conto corrente fisici stanno per subire nuovi e significativi aumenti.

Non vogliamo pensare che sia una strategia per velocizzare il passaggio al denaro digitale. Ma di certo la conseguenza è proprio quella. Senza dimenticare che nell’ultimo Modello 730, non è stato possibile scaricare spese che non sono state effettuate con pagamenti digitali.

Una trasformazione in atto, quindi, che passa dal conto corrente e prelievi al bancomat. Ma non si ferma qui.

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