Conto corrente, è arrivato il prelievo forzoso 2021

Conto corrente, è arrivato il prelievo forzoso: sarà effettuati in questi giorni dallo Stato per il pagamento dell'imposta di bollo. 34,20 euro per le persone fisiche e 100 per quelle giuridiche. In quali casi e come non si paga l'imposta di bollo. Sui depositi di titoli e conto deposito il salasso è maggiore: 0,2% sul controvalore calcolato a giugno.

4' di lettura

In questi giorni lo Stato effettuerà un prelievo forzoso sul vostro conto corrente. Si tratta dell’imposta di bollo. Per le persone fisiche si tratta di 34,20 euro. Per quelle giuridiche il prelievo sarà di 100 euro. Per le imposte di bollo sui depositi titoli, buoni fruttiferi postali, polizze di investimento, conto deposito, il prelievo sarà più corposo: lo 0,2% del controvalore a fine giugno.

Si parla di prelievo forzoso perché avviene senza nessuna autorizzazione da parte del titolare del conto corrente.

Come sapete l’imposta di bollo è fissa. I 34,20 euro annuali possono anche essere trimestrali (8,55 euro in quattro soluzioni).

Il prelievo sui titoli è dello 0,2%

Come abbiamo detto l’imposta di bollo su titoli e depositi è pari allo 0,2% del controvalore di mercato.

In questo caso l’entità del prelievo forzoso dipende dal valore dei titoli in portafoglio. Le banche applicano un analogo prelievo trimestrale, e quindi quattro volte l’anno.

Se avete un portafogli di titoli, composto da titoli di Stato, fondi di investimento o somme vincolate, per 80mila euro e il valore di mercato è di 70.000, il prelievo forzato per l’imposta di bollo sarà di 140 euro in un anno.

L’imposta di bollo viene applicata al momento dell’emissione dell’estratto conto e del rendiconto.

Conto corrente, quando si può evitare il prelievo forzoso

Non ci sarà il prelievo forzato sui conto corrente che hanno una giacenza media nel trimestre inferiore a 5.000 euro.

Chi ha due conto corrente presso lo stesso istituto da 4.000 euro dovrà pagare lo stesso. L’importo si calcola sulla somma delle giacenze.

Non paga l’imposta di blocco anche chi ha un Isee al di sotto dei 7.500 euro.

Ma per evitare il prelievo forzoso sul conto corrente sarà necessario aver effettuato una richiesta alla banca entro il 31 maggio. Basta una autocertificazione. Anche se è meglio avere un attestato Isee valido.

L’importa di bollo non è dovuta neppure per i conto corrente (intestati a persone fisiche), quando il valore medio della giacenza è in negativo.

Il conto corrente base

Non paga l’imposta di bollo anche chi ha un conto corrente base (aperto solo per accreditare la pensione) e un Isee non superiore a 11.600 (o a 18.000 per i pensionati). Ma del resto è solo con questa situazione reddituale che è possibile aprire un conto corrente base.

Il conto corrente base è un conto facilitato e dalla operatività limitata. È stato ideato per semplificare l’inclusione finanziaria e per limitare l’uso del contante. L’unica spesa di un conto corrente base è il canone annuo.

Non sono dunque previste spese e commissioni extra.

Anche in questo caso, comunque, era necessario presentare richiesta alla banca entro il 31 maggio.

L’imposta di bollo non sarà pagata neppure sui conto correnti che sono stati aperti su provvedimento dell‘autorità giudiziaria.

No al prelievo sui titoli: missione impossibile

Quasi impossibile evitare invece il pagamento del bollo dello 0,2% sui titoli e sui depositi in giacenza sui conti deposito.

Si potrebbero trasferire i soldi dal conto deposito al conto corrente, per evitare lo 0,2% e pagare solo i 34,20 euro. Ma l’operazione è complicata e soprattutto potrebbe non essere conveniente se parte di quei depositi è vincolata. Stesso discorso per i titoli. Venderli per forza potrebbe non essere una opzione. In certi casi meglio rassegnarsi e pagare quello 0,2%.

La tassa di bollo si paga anche sui conto corrente all’estero. La tassa si paga in tutti i Paesi, anche fuori dall’Ue. Stesso discorso per chi vive all’estero e ha un conto corrente in Italia.

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