Conto corrente sempre più cari: tutti gli aumenti

Conto corrente sempre più cari: tutti gli aumenti, che riguardano il canone annuo, le commissioni, i costi sui prelievi e i rincari continueranno ancora. Sono stati colpiti soprattutto i conto corrente tradizionali, ma l'incremento della spesa non ha risparmiato neppure i conto correnti online. Ecco cosa costa di più e gli ulteriori aumenti in programma.

4' di lettura

Conto corrente sempre più cari: negli ultimi due anni l’aumento medio complessivo è stato dell’8,5%, e non è finita. Il trend è in costante ascesa, nei prossimi mesi aspettiamoci altri rincari. Alcune spese potrebbero essere addirittura triplicate. Soprattutto per i conto corrente tradizionali, ma gli incrementi dei costi non risparmiano neppure quelli online.

In un’Italia ancora barcollante per la pandemia, questi aumenti rappresentano stangate, anche perché si sommano alle difficoltà economiche innescate dal covid, ma anche ad altri aumenti (come quelli delle bollette), e a una ripresa della svalutazione.

Per i conto corrente gli aumenti riguardano in particolare il canone annuo, i bonifici, i prelievi allo sportello bancomat e gli assegni. Ma non solo.

Vediamoli nel dettaglio.

Ci viene incontro una indagine di Bankitalia che ha puntato i riflettori proprio sui costi dei conto corrente.

Conto corrente: aumento costi fissi e variabili

Le spese per il mantenimento sono aumentate di 1,69 euro nel 2020 rispetto all’anno precedente (i dati del 2021 sono chiaramente ancora non disponibili). E il costo medio annuo di un conto è arrivato a 88,5 euro.

In un conto corrente la parte del leone spetta alle spese fisse (che si versano per il pagamento e il mantenimento del conto), si aggirano intorno al 70% dei costi complessivi. L’altro 30% è costituito dalle spese variabili (riferite al numero di operazioni che sono state effettuate).

Concentriamoci sulle spese fisse.

Sono state nel 2020 pari a 57,6 euro, con un aumento di 2,1 euro rispetto al 2019.

Un quarto di questo incremento è assorbito dal canone annuo che in media è passato da 52,7 euro a 53,2.

Solo i costi delle carte diminuiscono

La questione cambia per le carte. In quel settore si registra un calo dei costi:

  • 1 euro in meno per le carte di credito
  • 60 centesimi in meno per le carte di debito.

Un calo impercettibile. Anche perché nel frattempo è aumentato il numero delle carte possedute da ogni singolo cliente.

Per le carte, comunque, sono scese di 0,50 centesimi anche le spese variabili.

Ma come detto l’incremento complessivo è dell’8,5%. Ma altri aumenti sono in arrivo (su commissioni, canoni e prelievi in particolare).

Conto corrente, aumentano anche quelli online

I rincari continui degli ultimi anni sono stato un incentivo importante per far crescere il numero di clienti che ha scelto i conto corrente online.

Ma, niente da fare: gli aumenti non hanno risparmiato neppure i conti digitali. Anche se bisogna ricordare che le banche digitali offrono spesso costi per la gestione e per le operazioni più basse (con il conto corrente zero spese). Possono farlo perché rispetto ai tradizionali istituti di credito non hanno spese per le filiali fisiche e anche, di conseguenza, un minor numero di impiegati.

Ma, come detto, gli aumenti non hanno risparmiato neppure i conto corrente online, che hanno fatto registrare un incremento complessivo del 29%.

Conto corrente: ma in arrivo ci sono altri rincari

Ma come abbiamo anticipato questi aumenti sono niente rispetto a quelli in arrivo. In particolare per i prelievi dai bancomat: ogni istituto si appresta a imporre commissioni diverse all’interno della propria rete.

Cioè se non prelevate contanti dalla vostra banca le commissioni potrebbero essere a dir poco esose.

Chi abita in una città medio grande potrebbe trovare la filiale del suo istituto di credito (ma molte stanno chiudendo), in un comune più piccolo le possibilità sono molto meno.

Sarà una spinta ulteriore per prediligere i pagamenti digitali (dal primo gennaio il tetto massimo di prelievo sarà abbassato a 1.000 euro).

È finita? No di certo. Per chi ha giacenze medie superiori ai 5mila euro c’è l’imposta di bollo di 34,20 euro.

Chi ha più di 100.000 euro o è invitato a cambiare banca o viene applicato un prelievo dello 0,5% ogni anno (500 euro, per capirci).

Gli aumenti riguardano anche le commissioni sui bollettini Cbill e i Mav (dove allo sportello si arrivano a pagare anche 5 euro).

Aumenti anche per chi paga con la banca i bollettini Tari, le multe, il bollo auto o le tasse universitarie. Il costo medio di queste operazioni è di 1,59 euro, ma si può arrivare a 3,5 euro.

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