Conto corrente sotto controllo: prelevi poco? Sei sospetto

Conto corrente sotto controllo: l'Agenzia delle Entrate punta l'indice sui cittadini che prelevano poco e raramente dal deposito in banca. In questo caso c'è il sospetto che spenda dei soldi in nero. Nel mirino naturalmente anche chi spende troppo (dove ha preso i soldi). La lotta al contante va in parallelo con la lotta all'evasione fiscale.

4' di lettura

Conto corrente sotto controllo. Prelevi troppo poco in banca? Corri il rischio concreto di finire sotto la lente di ingrandimento del fisco. L’Agenzia delle Entrate monitora tutto (e se passa il controllo di massa anche di più), pure la tempistica dei prelievi.

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Ci spieghiamo: se tra un prelievo in banca e l’altro passa troppo tempo, si accende la spia rossa delle entrate in nero. E in particolare se i soldi presi in banca sono al di sotto della soglia minima per il sostentamento, che l’Inps, per quest’anno, ha fissato a 690,42 euro.

Conto corrente sotto controllo: spendi poco? Sei sospetto

Il discorso è semplice: se una famiglia utilizza 400 euro al mese per sostenersi, c’è il dubbio che le altre cifre necessarie anche solo per le spese quotidiane arrivino eludendo il fisco. Ovvero: si tratta di pagamenti in nero.

Non tracciati, non tracciabili e occultati alle tasse. In pratica: entrate non dichiarate.

Sotto quella soglia minima (690,42 euro), rientrano non solo i soldi prelevati in banca, ma anche le spese effettuate con carta digitale.

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Conto corrente sotto controllo: verifiche stringenti

Che il fisco, e quindi l’Agenzia delle Entrate, abbia deciso di serrare i controlli per ridurre il più possibile la mostruosa evasione fiscale italiana è cosa risaputa. Ma gli strumenti che ha deciso di adottare per monitorare tutto e tutti, sono diventati sempre più stringenti.

Conto corrente sotto controllo: limite ai contanti

Basti ricordare che dal prossimo primo gennaio non sarà possibile pagare in contanti somme superiori a 1.000 euro e che si spinge forte per promuove un utilizzo sempre più massiccio del pagamento digitale.

Conto corrente sotto controllo: spese non tracciabili

Senza contare che già nell’ultima dichiarazione dei redditi sono state escluse dalle detrazioni tutte le spese che non erano tracciabili, quelle non effettuate con strumenti digitali o bonifici bancari.

La guerra al contante è naturalmente la guerra all’evasione fiscale.

Conto corrente sotto controllo: contanti addio

Ma la guerra al contante serve anche per allineare il nostro Paese a standard europei. In molte nazioni del nord Europa (in particolare i Paesi Scandinavi), il denaro contante è quasi del tutto sparito.

In Gran Bretagna, complice anche la pandemia, l’utilizzo di carte digitali per i pagamenti è aumentato in modo esponenziale: 9 volte su 10 si paga con la carta.

Il contante sta diventando residuale nel Regno Unito. Al punto che fioccano gli articoli sulla nostalgia che già circonda banconote e monete.

La graduale sparizione del contante ha come diretta conseguenza la diminuzione degli ATM, che in Italia sono in calo da qualche anno (dopo che erano stati installati in ogni dove).

Ma torniamo al conto corrente sotto controllo.

  • Spendere troppo accende una spia: se il reddito familiare è di 2.000 euro al mese come mai da un anno se ne spendono molti di più? Da dove arrivano questi soldi.
  • Spendere troppo poco, come abbiamo visto, allerta il Fisco allo stesso modo: dove prendono i soldi per sostenere le spese familiari?

Conto corrente sotto controllo: Finanza e riscossione insieme

Sul conto corrente sotto controllo c’è anche altro. Da quest’anno è stata rinforzata la sinergia tra l’Agenzia delle Entrate e Riscossione e gli investigatori della Guardia di Finanza. Aumenteranno i controlli incrociati, che sono spesso lo strumento migliore per capire se nel comportamento di un soggetto c’è puzza di evasione fiscale.

È tutto? Molto probabilmente no. Anche perché a settembre dovrebbe essere varata la nuova riforma fiscale.

In linea di massima si muoverà su tre direttive:

  • una riduzione del carico fiscale (in particolare per la classe media);
  • la ricerca di una maggiore equità fiscale;
  • e infine, e non per importanza, lotta dura all’evasione fiscale.

Da anni è noto che uno dei limiti per la crescita del Paese (e anche per ridurre le tasse) è l’altissimo livello di evasione fiscale.

Conto corrente sotto controllo: assunzioni e sanatorie

È quindi certo che l’esecutivo metterà a disposizione dell’Agenzia delle Entrate tutte le armi possibili per rintracciare eventuali evasori.

Anche l’azzeramento delle vecchie cartelle esattoriali (e possibili nuove sanatorie), vanno in questa direzione: smaltire l’enorme arretrato (spesso inesigibile) consentirà all’ente di riscossione di concentrarsi sui debitori attuali, che sono inevitabilmente più aggredibili.

E infine, nei prossimi anni l’Agenzia delle Entrate assumerà altre 4.000 persone, tutte indirizzate alla lotta contro l’evasione fiscale.

Conto corrente sotto controllo, dunque. E siamo solo agli inizi.

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