Contratto di solidarietà, cos’è e come funzionerà

Cos'è e come funzionerà il contratto di solidarietà. Si tratta di un altro ammortizzatore sociale, simile alla Cassa Integrazione, che permetterà di evitare licenziamenti.

6' di lettura

Oggi spieghiamo come funzionerà il contratto di solidarietà, un valido strumento messo a disposizione dello Stato per evitare licenziamenti. Questo contratto può essere sottoscritto a determinate condizioni e permette al lavoratore di rimanere assunto con l’assistenza dell’INPS per il pagamento delle buste paga.

Andiamo a scoprire come funziona.

Il funzionamento

Il contratto di solidarietà si stipula tra dipendenti ed impresa e prevede una riduzione dell’orario di lavoro. La retribuzione mancante viene colmata dall’INPS con un importo che ammonta all’80% dello stipendio perso per quelle ore.

Di solito, però, i datori di lavoro lo anticipano, così che il dipendente lo riceve già in busta paga, altre volte avviene direttamente da parte dell’INPS.

Durata e rinnovo

La durata massima, secondo la Legge n. 863 del 1984, è di due anni. Può essere prolungato per altri due anni e, se l’impresa risiede al Sud, per tre.

Dopo questo periodo si potrà stipulare un nuovo contratto di solidarietà solo ad un anno dal precedente.

Lo scopo ed i benefici

Gli scopi principali per cui le imprese stipulano questi contratti sono due, e ciò determina anche due tipologie diverse di contratto:

  • Contratto di solidarietà difensivo: che serve a evitare licenziamenti in caso di crisi aziendale o problemi economici della stessa;
  • Contratto di solidarietà espansivo: che, invece, serve per sostenere le nuove assunzioni, andando a diminuire gli orari di lavoro dei dipendenti già assunti, per far spazio ai nuovi lavoratori. Questa tipologia, però, non ha avuto molta diffusione.

Lo scopo, quindi, come già detto, è quello di evitare licenziamenti.

Come funzionerà il contratto di solidarietà

Il calcolo in busta paga

Se si lavora a tempo pieno, cioè 40 ore settimanali, si guadagnano sui 1.500 euro al mese e si stipula questo contratto, l’orario si riduce a 20 ore, diventando part-time e lo stipendio sarà ricalcolato così:

1.500 euro : 2 = 750 euro

L’altra parte, i 750 euro mancanti, ti verranno versati dall’INPS, ma all’80%. In pratica l’Istituto previdenziale verserebbe 600 euro, che sommati alla paga data dall’azienda, farebbe arrivare l’eventuale stipendio a 1.350 euro.

Tipologie di contratti di solidarietà

Ci sono altre due tipologie di contratti: A e B.

  • Contratti di Tipo A (articolo 1 L. 863/84), dedicati alle imprese a cui si applica la disciplina CIGS;
  • Contratti di Tipo B (articolo 5 comma 5 L. 236/93), dedicati alle imprese cui non si applica la disciplina CIGS e alle imprese artigiane.

La Circolare n.8 del 12/02/2016 del Ministero del Lavoro ha specificato alcune indicazioni che riguardano gli ammortizzatori sociali, con particolare riferimento ai Contratti di solidarietà difensivi di tipo B.

In pratica ha spiegato l’abrogazione della possibilità di stipulare contratti difensivi di tipo B. In poche parole rimangono validi, per l’intera loro durata, solo quei contratti firmati prima del 15 ottobre 2015.

Zero ore

Sono i casi in cui l’azienda riduce l’orario del dipendente a “zero ore“. In questo caso l’INPS darà sempre l’80% dello stipendio, ma il dipendente non potrà accedere ad altre agevolazioni a sostegno del reddito.

La procedura

L’azienda interessata va a stipulare un contratto di solidarietà con uno o più dipendenti. Si deciderà la riduzione dell’orario su base giornaliera, settimanale o mensile. Non potrà essere fatta su base annua perché non ci potranno essere mesi di totale assenza.

Il datore di lavoro comunicherà all’INPS, tramite procedura online, tutto ciò che è necessario e la documentazione richiesta. Il dipendente non dovrà fare nulla.

Possono esserci momenti in cui l’azienda avrà bisogno di più ore, in quel caso dovrà indicare le modalità nel contratto e comunicare il tutto al Ministero del Lavoro. Se invece si vorranno richiedere meno ore, si dovrà stipulare un nuovo contratto di solidarietà.

Le ferie

Le ferie possono essere previste solo se maturate ed usufruite durante il contratto di solidarietà. Se vengono prese prima o dopo la stipula del contratto, sono a carico dell’azienda.

Come funzionerà il contratto di solidarietà

Malattia e maternità

Il lavoratore ha diritto, anche durante questa tipologia di contratto, all’indennità di malattia. Le procedure da fare sono le stesse che devono essere eseguite durante i periodi di contratto “normale”.

Se, invece, c’è un caso di gravidanza, durante l’assenza obbligatoria da lavoro, la donna avrà diritto all’indennità di maternità, che sostituirà in contributo INPS di integrazione. Nei periodi di astinenza facoltativi, avrà diritto all’indennità maternità per i periodi in cui era prevista attività. Nei periodi di inattività, invece, ha il diritto all’integrazione salariale.

Tredicesima

Tredicesima e quattordicesima maturano anche con il contratto di solidarietà.

Le quote di calcolo sono due: la prima per il lavoro prestato effettivamente e la seconda per le ore di lavoro non fatto e coperte dall’integrazione INPS.

Le agevolazioni

I lavoratori in regime di contratto di solidarietà hanno diritto all’esenzione del ticket sanitario. Occorre, però, consultare il regolamento dell’ASL regionale.

Il licenziamento

Durante il contratto di solidarietà, l’azienda non può licenziare. Se lo fa, perde il contributo dell’INPS. Alla scadenza di questo contratto, se continua la crisi, può stipulare un altro contratto di solidarietà.

Solo in caso di difficoltà profonde e persistenti, l’azienda può essere costretta a licenziare i dipendenti.

Come funzionerà il contratto di solidarietà

Dimissioni

Il diritto alle dimissioni è valido anche con il contratto di solidarietà. Le regole per licenziarsi sono sempre le stesse: comunicazione scritta al datore di lavoro e rispetto dei termini previsti dal proprio CCNL di riferimento.

Se le dimissioni per giusta causa, non ci sarà bisogno del preavviso.

Differenza con cassa integrazione

Entrambi servono ad evitare i licenziamenti. La differenza principale sta nel fatto che il contratto di solidarietà si applica quando l’azienda è in crisi, la cassa integrazione può essere richiesta anche se l’azienda sta affrontando una ristrutturazione, una riconversione o si sta riorganizzando.

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