I contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Sostegni bis sono di tre tipologie. Per alcuni bisogna fare domanda, per altri invece il pagamento è automatico. - Scopri le ultime notizie su bonus e agevolazioni Inps. Entra nei nostri gruppi WhatsApp e Telegram.
In questo articolo faremo una panoramica delle caratteristiche dei contributi a fondo perduto, dei loro requisiti e dare le prime indicazioni sulle domande da inoltrare all’Agenzia delle Entrate (entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook).
Contributi a fondo perduto: pagamento automatico
Il primo pagamento di cui parleremo è il più semplice da capire e da ottenere, si tratta di quello automatico.
Spetta a tutti quelli che hanno ricevuto i contributi a fondo perduto del primo Decreto Sostegni.
L’importo sarà lo stesso e anche le modalità di erogazione. Si potevano seguire due strade:
- Riconoscimento del credito d’imposta;
- Erogazione diretta sul conto corrente.
Gli unici due requisiti da rispettare sono:
- Aver avuto una Partita IVA attiva al 26 maggio;
- Non aver ricevuto indebitamente o restituito il contributo ricevuto precedentemente.
Contributi a fondo perduto alternativi
Sono anche previsti dei contributi a fondo perduto alternativi, che si basano sul calo di fatturato.
Una partita IVA che abbia avuto un calo di fatturato nel di almeno il 30% avrà diritto a ristori proporzionali a quanto ha perso e in base a quanto ha già ricevuto.
La perdita media mensile di fatturato compatibile deve essere di almeno il 30% nel periodo compreso dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 rispetto al periodo compreso tra il 1° aprile 2019 e il 31 marzo 2020.
Le percentuali da applicare alla perdita di fatturato per calcolare i ristori cambiano se si ha o meno beneficiato dei precedenti contributi a fondo perduto.
Per chi ne ha già beneficiato, le percentuali sono queste:
- 60% fino a 100.000 euro;
- 50% da 100.000 a 400.000 euro;
- 40% da 400.000 a un milione;
- 30% da uno a 5 milioni;
- 20% da 5 a 10 milioni.
Per chi non è ha mai beneficiato, invece, sono queste:
- 90% fino a 100.000 euro;
- 70% da 100.000 a 400.000 euro;
- 50% da 400.000 a un milione;
- 40% da uno a 5 milioni;
- 30% da 5 a 10 milioni.
Il massimo erogabile, sempre su conto corrente o come credito d’imposta, è 150.000 euro. Per ricevere questo tipo di Contributi a fondo perduto va fatta domanda all’Agenzia delle Entrate.

Contributi a fondo perduto perequativi
Questo tipo di contributi a fondo perduto è collegato al calo degli utili, non al fatturato. Si tratta di una novità prevista nel nuovo Decreto Sostegni bis.
Il meccanismo è simile a quello del fatturato. I ricavi nel 2019 devono innanzitutto essere stati inferiori a 10 milioni di euro. Inoltre, il risultato economico d’esercizio del periodo d’imposta al 31 dicembre 2020 deve essere peggiore rispetto a quello in corso al 31 dicembre 2019.
Le percentuali per comprendere quanto spetterà di ristori saranno rese note con un apposito decreto, di prossima emanazione, del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
In attesa di ulteriori informazioni, si sanno già due cose. Per richiedere i contributi a fondo perduto perequativi bisognerà:
- Fare domanda all’Agenzia delle Entrate;
- Aver fatto la dichiarazione dei redditi entro il 10 settembre 2021.
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