Contributi, ecco chi non dovrà versarli quest’anno

Contributi: ecco chi non dovrà versare quest'anno quelli maturati nel 2020: la misura riguarda le partite Iva iscritte all'Inps e alle casse private. Rientrano anche le persone che hanno avviato l'attività nel 2020 e che quindi non devono rispondere a determinati requisiti. Vediamo a chi spetta, qual è l'importo ed entro quanto deve presentare la domanda.

4' di lettura

Anno bianco per autonomi e professionisti: ecco chi non dovrà versare i contributi maturati nel 2020. O meglio, chi rientra nella bozza del decreto del Ministero del Lavoro che include le norme previste per l’esonero contributivo delle partite Iva (l’anno bianco, appunto).

Il provvedimento è ora nelle mani del ministro Andrea Orlando, è dovrà essere firmato da quello dell’Economia prima di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. In quel momento conterrà anche i criteri di priorità e le modalità di attuazione dell’esonero.

Due le date fissate per la presentazione delle domande:

  • il 31 luglio per i lavoratori autonomi iscritti all‘Inps
  • il 31 ottobre per gli iscritti agli ordini professionali.

Di questa misura si discute da settimane. È stata inserita nelle legge di Bilancio per il 2021.

Cosa prevede?

La misura prevede esonero dal pagamento dei contributi previdenziali per lavoratori autonomi e professionisti che sono iscritti alle gestioni previdenziali dell’Inps e dei professionisti iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Il limite massimo è di 3mila euro. E sono esclusi i premi dovuti all’Inail.

A chi è rivolto l’esonero dal pagamento dei contributi?

L’esonero riguarda i cittadini che hanno percepito nel 2019 un reddito complessivo non superiore a 50mila euro e subito un calo del fatturato o dei corrispettivi nel 2020 (rispetto all’anno precedente), non inferiore al 33%.

Chi ha avviato l’attività nel 2020 rientra comunque nelle agevolazioni, e non dovrà rispondere ai requisiti.

Tra le persone che potranno beneficiare dell’agevolazione sono stati inseriti anche medici, infermieri e altri operatori sanitari assunti per fronteggiare l’emergenza Covid mentre erano già in pensione o ai quali sono stati assegnati incarichi di lavoro autonomo (nell’ultimo caso l’esonero è stato concesso solo per quel periodo di lavoro).

I beneficiari dell’esonero dal pagamento dei contributi (anche parziale) sono i lavoratori iscritti alle gestioni speciali dell’Ago – gestioni autonome speciali degli artigiani e dei commercianti, dei coltivatori diretti, coloni e mezzadri – e dei lavoratori iscritti alla Gestione separata.

In questa categoria rientrano anche i lavoratori soci di cooperative e i professionisti componenti di uno studio associato.

Chi non può accedere

Per accedere a questa agevolazione, il beneficiario non dovrà – durante il periodo dell’esonero – essere titolare di un contratto di lavoro subordinato (a meno che non sia un lavoro intermittente), e neppure di una pensione diretta. Con l’esclusione dell’assegno ordinario di invalidità.

L’esonero dal pagamento dei contributi può essere richiesto a un solo ente previdenziale e per una sola forma di previdenza obbligatoria.

Risorse finanziarie per l’esonero dai contributi

Le risorse finanziarie per l’esonero dal pagamento dei contributi sono complessivamente di 2.5 miliardi di euro.

Sono state suddivise così:

  • 1,5 miliardi per professionisti iscritti all’Inps
  • 1 miliardo per i professionisti iscritti agli enti di previdenza privati.

L’importo del beneficio è pari all’importo complessivo della contribuzione, ma entro un massimo di 3mila euro.

Risulta quindi un esonero solo parziale, perché anche la quota minima di contribuzione annua è in genere superiore a quella cifra.

Per i professionisti iscritti alle casse l’agevolazione non copre i contributi integrativi. Non ci sono effetti negativi sulla pensione.

Se le richieste superano i fondi previsti?

Cosa accade se le richieste di agevolazioni, e quindi le agevolazioni sul versamento dei contributi, superano i fondi messi a disposizione dal governo?

L’Inps ridurrà il beneficio in maniera proporzionale rispetto al numero delle persone che hanno presentato richiesta.

In questo caso i professionisti saranno chiamati a integrare i versamenti contributivi per i quali erano stati esonerati in precedenza.

Le casse di previdenza private dovranno invece verificare le domande presentate e quantificare l’ammontare complessivo delle agevolazione.

Solo dopo verrò emanato un decreto che chiarirà come procedere per riconoscere l’agevolazione in maniera proporzionale tra tutti i professionisti che ne hanno diritto.

E quindi in questo momento non è possibile garantire con certezza l’entità dei diritti riconosciuti.

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