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Contributi Inps non pagati, ecco quando scadono

In questo articolo vedremo cosa accade se non si versano i contributi previdenziali e quando si prescrivono i contributi INPS non versati.

di Imma Duni

Dicembre 2022

Quando si prescrivono i contributi INPS non versati? Che accade se non si versano i contributi e quando si prescrivono? Ecco le risposte (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

In questo articolo vedremo cosa accade se non si versano i contributi previdenziali e quando si prescrivono i contributi INPS non versati.

Indice

Quando si prescrivono i contributi INPS non versati?

Pagare gli stipendi ai propri dipendenti o versare i contributi previdenziali all’INPS?

Per molti imprenditori, in questo periodo di forte difficoltà economica il dilemma è proprio questo. I contributi pesano tanto sui costi fissi di un’azienda, portando il livello della spesa per il lavoro in Italia ai livelli più alti d’Europa.

Alcuni imprenditori, però, prendono questa decisione senza mettere al corrente i lavoratori subordinati, che potrebbero ritrovarsi in futuro con meno contributi versati.

Ecco perché è consigliabile che ogni lavoratore controlli una volta ogni tanto, a che punto sono i versamenti dei propri contributi INPS.

Come verificare i contributi Inps versati?

Per essere sicuri che i propri contributi siano stati regolarmente versati dal datore di lavoro, la prima cosa da fare è verificare la propria situazione previdenziale, accedendo nell’area riservata MyInps, attraverso la propria identità digitale.

Una volta entrati nel portale, servirà cliccare sulla voce “estratto conto contributivo”. Lì troverete tutti i contributi versati a vostro nome. Potrete scaricarli o stamparli.

Quando si prescrivono i contributi INPS non versati?

Si prescrivono dopo 5 anni dalla scadenza del pagamento, ma se il lavoratore denuncia la situazione all’Ente previdenziale in questi cinque anni, la prescrizione passa a 10 anni.

Se sono passati più di 5 anni dal mancato versamento, il lavoratore non potrà fare più nulla perché significherà che i debiti saranno prescritti e l’INPS non potrà più agire contro l’azienda che non li ha versati.

Le conseguenze della prescrizione dei contributi previdenziali sono molto serie:

Una volta maturato il termine, la prescrizione ha «efficacia estintiva» e «preclusiva», e cioè i privati non potranno più richiedere all’Ente previdenziale il versamento di contributi a scoppio ritardato. Se non ci fosse questa norma, l’INPS potrebbe andare al collasso.

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Avvocata Sara Mascitti

Quando si prescrivono i contributi INPS non versati: cosa accade se non si versano?

Innanzitutto specifichiamo che il mancato versamento di contributi può diventare un reato penale, con reclusione fino a tre anni, congiunta alla multa fino a 1.032 euro.

Questo accade se l’importo dei contributi non versati è superiore ai 10 mila euro annui. Se l’importo omesso è inferiore, si applica solo una sanzione pecuniaria che va da 10mila euro a 50mila euro.

Il lavoratore danneggiato dal mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro, può citare in giudizio il datore di lavoro per il risarcimento del danno. I tempi, quindi, con i processi civili si dilatano notevolmente. Si sa quando si inizia, ma non si sa quando si finisce.

L’alternativa è perseguire la strada del riscatto. Cosa sarebbe? Scopriamolo nel prossimo paragrafo.

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali.

Contributi Inps non pagati, ecco quando scadono
Contributi Inps non pagati, ecco quando scadono

Quando si prescrivono i contributi INPS non versati: che cos’è il riscatto dei contributi?

Il lavoratore che vuole richiedere il riscatto dei contributi non versati, vedrà corrispondersi da parte dell’INPS una rendita, d’importo pari alla pensione o alla quota di pensione calcolata anche in base ai contributi omessi.

I periodi riscattati, una volta perfezionate tutte le operazioni necessarie, sono efficaci esattamente come se il versamento degli oneri contributivi fosse avvenuto nel passato, al momento giusto.

Questa operazione, però, non è affatto gratuita, anzi bisogna pagare un onere di riscatto.

La domanda può essere presentata dalla persona interessata o dal superstite. Il 50% del costo può essere detratto dall’imposta lorda, con una ripartizione in cinque quote annuali, tutte di pari importo.

Per i lavoratori del settore privato la domanda di riscatto può anche essere presentata dal datore di lavoro. Può destinare, per questo scopo, i premi di produzione che avrebbero dovuto essere pagati al lavoratore.

In questo caso l’onere si può dedurre dal reddito d’impresa e da lavoro autonomo.

La domanda deve essere presentata online all’Inps con il servizio dedicato. Oppure contattando il numero 803 164 (gratuito da rete fissa) o lo 06 164 164 da rete mobile. Infine rivolgendosi a patronati o intermediari dell’Inps

Un’altra condizione imprescindibile è quella di essere stati iscritti all’Inps durante il periodo in cui il datore non ha versato i contributi. Questo vuol dire che i periodi di lavoro coperti da altri enti contributivi, come ad esempio l’Inpdap, non sono riscattabili.

Il costo varia in base al periodo cui si riferiscono gli anni da riscattare. Se si tratta di periodi anteriori al 1° gennaio 1996, l’onere del riscatto sarà calcolato con il sistema retributivo e con riferimento a speciali coefficienti di capitalizzazione.

Se i periodi da riscattare sono successivi al 1° gennaio 1996, l’importo verrà determinato col sistema contributivo, calcolato sulla base dell’aliquota contributiva delle ultime 52 settimane di lavoro, moltiplicato per il numero degli anni da riscattare.

Se gli anni da riscattare sono in parte precedenti e in parte successivi al 1° gennaio 1996, il calcolo sarà misto.

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