Contributi pensione minima: conviene integrare i 20 anni?

Contributi pensione minima: conviene integrarli per raggiungere i 20 anni e ottenere così l'accesso alla pensione minima garantita dall'Inps? Vediamo insieme quanto costa e qual è l'obiettivo. La pensione minima è di 515 euro al mese. Se bisogna integrare pochi anni conviene di sicuro, in caso contrario come minimo serve pensarci bene.

4' di lettura

Contributi pensione minima. Aver maturato 20 anni di contributi è necessario per accedere alla pensione di vecchiaia quando si raggiungono i 67 anni. Chi ha meno anni di contribuzione rischia di non avere diritto a nessuna pensione, neppure la minima (515 euro al mese).

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E la minima, è bene specificarlo, è l’integrazione al trattamento minimo per una pensione che è di importo inferiore.

Contributi pensione minima: l’obiettivo

Ci spieghiamo meglio: con 20 anni di contribuzione (se lo stipendio non era particolarmente elevato) non sempre si riesce ad avete un importo della pensione molto elevato. Spesso è addirittura al di sotto di minimo. In questo caso la cifra viene integrata per raggiungere almeno quei 515 euro al mese.

Non sono poche le persone che si sono fermate prima di raggiungere i 20 anni di contributi e non avrebbero quindi diritto a nessun trattamento pensionistico. In questo articolo sui contributi pensione minima ci chiediamo se conviene integrarli per raggiungere i 20 anni e avere così diritto alla pensione. Anche se minima.

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Contributi pensione minima: la differenza con l’assegno sociale

Prima di andare avanti una breve precisazione: non confondete la pensione minima con l’assegno sociale.

L’assegno sociale (460 euro) viene corrisposto solo a chi vive in stato di bisogno. È quindi un trattamento assistenziale e non pensionistico.

In questo articolo ci occupiamo della pensione minima. E in particolare di chi ha accumulato un certo numero di anni contributivi senza però raggiungere la soglia indispensabile dei 20 anni.

Contributi pensione minima: conviene farlo?

Per chi ha versato 17, 18 anni di contributi e non vuole rinunciare alla pensione può utilizzare i contributi volontari. C’è chi usa questo strumento per integrare l’importo della pensione anche se ha superato la soglia minima dei 20 anni. Ma conviene?

Dunque, i contributi pensione minima all’Inps possono essere versati da chi decide di integrare la pensione o da chi non raggiunge il minimo contributivo.

Ci sono delle condizioni da rispettare:

i contributi volontari possono essere versati da lavoratori che hanno cessato o interrotto il rapporto di lavoro. La richiesta la può presentare anche chi ha un rapporto part time e vuole integrare i periodi di lavoro svolto con orario ridotto, o per integrare i versamenti per l’attività agricola.

Contributi pensione minima: requisiti per la contribuzione volontaria

Contributi pensione minima, per accedere alla contribuzione volontaria, l’Inps chiede all’assicurato:

  • abbia almeno 5 anni di contributi (a prescindere dal periodo);
  • abbia almeno 3 anni di contribuzione nei cinque anni che precedono la data di presentazione della domanda.

Per gli artigiani l’aliquota è del 22,20%. In base al reddito dovranno pagare mensilmente da 287,05 euro a 851,57 euro. Per i collaboratori l’aliquota è del 19,50%.

Per i commercianti e i collaboratori l’aliquota è del 22,29% (minimo 288 euro al mese, massimo 855 euro).

Possono accedere alla contribuzione volontaria anche gli iscritti alla Gestione separata Inps non iscritti a un’altra cassa e che non siano titolai di pensione. L’aliquota è del 27% per professionisti e del 28% per i collaboratori.

Contributi pensione minima: a chi potrebbe essere utile

Fin qui i numeri. Ma versare i contributi pensione minima conviene o no?

In linea di massima è utile versare i contributi per riempire i buchi contributivi che non consentono di raggiungere il requisito minimo per andare in pensione.

Se un lavoratore ha versato 18, 19 anni di contributi e non ha più la possibilità di lavorare, ha senso pagare i contributi volontari all’Inps. Così da raggiungere, con una spesa non esorbitante, i requisiti per la pensione.

In caso contrario, e se cioè dovessero essere integrati molti anni, gli importi rischiano di essere troppo alti. Se si considera che comunque l’obiettivo è una pensione minima.

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