Contributi per la pensione: mi manca qualche anno, che fare?

Contributi per la pensione: mi mancano pochi anni, cosa fare? Ecco tre possibili soluzioni per coprire i vuoti contributi e accedere alla pensione.

7' di lettura

Contributi per la pensione – Mi manca qualche anno per smettere di lavorare, cosa fare? Vediamolo insieme in questo approfondimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sulle pensioni e sulla previdenza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Contributi per la pensione: contributi volontari

Può capitare che, durante la vita lavorativa, alcuni eventi – disoccupazione, malattie, problemi personali – possono provocare vuoti contributivi e mettere a rischio il diritto alla pensione o la possibilità di ricevere un assegno consono alle proprie esigenze.

Cosa fare quando si hanno pochi anni di contributi e ne manca qualcuno per poter maturare i requisiti per accedere a una delle varie opzioni previdenziali attualmente in vigore nel nostro Paese?

L’alternativa al versamento dei contributi per la pensione obbligatori è rappresentata dai contributi volontari. Il lavoratore che ha interrotto o cessato la propria attività lavorativa può versare volontariamente i contributi per raggiungere i requisiti richiesti dal nostro ordinamento e ottenere il diritto alla pensione, aumentando, nel caso, anche l’importo dell’assegno.

I contributi volontari possono determinare il diritto alle pensioni dirette (di vecchiaia, di anzianità, dell’assegno ordinario di invalidità e di inabilità) e indirette (pensione ai superstiti e pensione di reversibilità).

Scopri la pagina dedicata a tutti i tipi di pensioni, sociali e previdenziali.

Ma chi può versare anni di contributi volontari? Ne parliamo nei prossimi paragrafi.

Aggiungiti al gruppo Telegram sulle pensioni e sulle notizie legate al mondo della previdenza. Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su WhatsApp, Telegram e Facebook. Scopri le ultime offerte di lavoro sempre aggiornate nella tua zona.

Contributi per la pensione: chi può versare contributi volontari?

Contributi per la pensione. La possibilità di poter versare contributi volontari è aperta ai lavoratori che hanno cessato o interrotto l’attività lavorativa. Sono ammessi anche i lavoratori iscritti alla Gestione Separata.

Possono chiedere l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari:

  • lavoratori dipendenti e autonomi, se non iscritti all’INPS o alle altre forme di previdenza;
  • lavoratori parasubordinati, se non iscritti alla Gestione Separata o alle altre forme di previdenza obbligatoria;
  • lavoratori liberi professionisti, se non iscritti all’apposita Cassa di previdenza o alle altre forme di previdenza obbligatoria;
  • titolari di assegno ordinario di invalidità o di pensione indiretta;
  • lavoratori dei fondi speciali di previdenza (personale di volo, telefonici, elettrici ecc.) se non iscritti ai rispettivi fondi o alle altre forme di previdenza obbligatoria;
  • lavoratori e pensionati iscritti a forme di previdenza diverse dall’INPS, se autorizzati prima del 1° luglio 1992;
  • artigiani e commercianti, se autorizzati dall’AGO prima del 1° marzo 1983;
  • coltivatori diretti, coloni e mezzadri, se autorizzati dall’AGO prima del 19 febbraio 1983;
  • liberi professionisti, se autorizzati nell’AGO prima del 19 febbraio 1983.

Abbiamo visto, dunque, che occorre una richiesta e un’autorizzazione per poter versare i contributi volontari. Il primo requisito da rispettare è l’aver maturato almeno 5 anni di contributi o almeno 3 anni di contributi nei 5 anni precedenti alla domanda.

Per ottenere l’autorizzazione è necessario far confluire la contribuzione obbligatoria sul conto assicurativo, attraverso un trasferimento, la ricongiunzione o il riscatto, oltre ad alcuni tipi di contribuzione figurativa.

Ad esempio le casalinghe o i casalinghi possono versare autonomamente i contributi all’apposito Fondo Casalinghe, stesso discorso per gli iscritti al Fondo Clero.

Come detto i contributi volontari servono a coprire vuoti contributivi. L’autorizzazione scatta soltanto se il lavoratore o la lavoratrice ha cessato o interrotto il suo rapporto di lavoro. L’autorizzazione non decade mai: se si interrompe il versamento dei contributi volontari, si può riprendere in qualsiasi momento.

E se il lavoratore o la lavoratrice dovesse riprendere a lavorare? In questo caso si può richiedere, entro 180 giorni dalla data di cessazione dell’attività lavorativa, la rideterminazione del contributo relativi alle retribuzioni incassate con il nuovo lavoro.

In caso di lavoro autonomo o subordinato, l’autorizzazione al versamento dei contributi volontari può essere concessa anche se il rapporto di lavoro non è cessato, rispettando alcune condizioni.

Contributi per la pensione: come si versano i contributi volontari?

Contributi per la pensione. Come si versano i contributi volontari? Possono essere versati accedendo, con una delle credenziali in vostro possesso (SPID, CIE o CNS) al sito dell’INPS, cliccando sul link “Versamenti volontari”.

La modalità online “Pagamento online PagoPA” permette di versare contributi volontari tramite carta di credito/debito, conto corrente o con altri metodi di pagamento.

Un’altra funzione è l’avviso di pagamento PagoPA, che concede la possibilità di versare contributi presso tutti i prestatori di servizi di pagamento che hanno aderito al circuito PagoPA.

Sempre sul portale dell’INPS è possibile anche frazionare i versamenti per periodi inferiori al trimestre. I contributi volontari relativi ai periodi arretrati devono essere versati entro il trimestre solare successivo. Ad esempio: se si volesse coprire il primo trimestre dell’anno (gennaio-febbraio-marzo), il versamento va fatto entro il 30 giugno.

I versamenti effettuati oltre i termini di scadenza sono nulli e rimborsabili.

Contributi per la pensione: importi versamenti

Questi, invece, sono gli importi dei contributi volontari dovuti per il 2022.

  • L’aliquota a carico dei lavoratori dipendenti non agricoli con autorizzazione successiva al 31 dicembre 1995 è del 33%;
  • l’aliquota a carico dei lavoratori dipendenti non agricoli con autorizzazione precedente al 31 dicembre 1995 è del 27,87%;
  • l’aliquota a carico degli artigiani e degli esercenti di attività commerciali sono rispettivamente del 24% e del 24,48% (età superiore ai 21 anni) o del 22,80% e 23,28% (età non superiore ai 21 anni);
  • l’aliquota per i soggetti privi di tutela previdenziale e non titolari di pensione è del 25% per i professionisti e del 33% per i collaboratori o figure similari.

Il minimale per l’accredito contributivo è di 16.243 euro. Per gli iscritti presso la Gestione Separata non può essere inferiore a 4.060,80 euro l’anno (338.40 euro al mese) per i professionisti; e di 5.360,28 euro l’anno (446,69 euro al mese) per tutti gli altri iscritti.

Contributi per la pensione
Contributi per la pensione: mi mancano pochi anni, cosa fare?

Contributi per la pensione: Naspi e riscatto contributi

Esistono però altri due modi per andare in pensione se mancano da 1 a 5 anni di contributi. La prima è chiedere la disoccupazione Naspi, che permette di coprire due anni di contributi con contributi figurativi.

La Naspi viene riconosciuta a chi è disoccupato e soddisfa tutti i requisiti richiesti:

  • sono state prestate negli ultimi 12 mesi precedenti la richiesta di Naspi almeno 30 giorni di lavoro effettivo;
  • si è in totale stato di disoccupazione involontaria, o per licenziamento o dimissioni per giusta causa;
  • sono state maturate almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni prima del licenziamento;
  • si presenta la DID, dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro, al centro per l’impiego;
  • si aderisce a programmi di ricerca attiva di un nuovo lavoro o iscriversi a corsi di formazione o specializzazione professionale.

L’ultima possibilità è data dal riscatto dei contributi, per alcuni periodi di tempo:

  • periodi di lavoro prestato all’estero;
  • maternità;
  • periodi di lavoro militare;
  • periodi di lavoro svolto con contratto part time;
  • anni di praticantato effettuati dai Promotori finanziari;
  • attività svolta con contratto di collaborazione coordinata e continuativa per periodi precedenti al primo aprile 1996;
  • corso legale di laurea, con riscatto sia ordinario che agevolato;
  • periodi di lavoro socialmente utili per la copertura delle settimane utili per il calcolo della misura delle pensioni;
  • periodi non lavorati e privi di contribuzione successivi al 31 dicembre 1996.

Il riscatto dei contributi è sempre oneroso: di conseguenza prima di procedere è necessario verificare se convenga, o meno, riscattare alcuni anni di contributi, considerato che i costi, spesso, sono eccessivi.

Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sulle pensioni:

Entra nei gruppi offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su YouTube | Google | Gruppo Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie