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Contributi volontari per arrivare alla pensione: come funziona

Contributi volontari per arrivare alla pensione: una piccola guida introduttiva per capire se e quando conviene versare contributi volontari per la pensione.

di The Wam

Gennaio 2022

Contributi volontari per arrivare alla pensione. Grazie ai contributi volontari i lavoratori che hanno concluso o sospeso una attività lavorativa hanno la possibilità di perfezionare i requisiti contributivi indispensabili per raggiungere la pensione. Ovviamente il pagamento di quei contributi è tutto a carico dell’assistito. Aggiungiti al gruppo Telegram di news su Invalidità e Legge 104 ed Entra nella community di TheWam e ricevi tutte le news su Whatsapp, Telegram, Facebook, Instagram e YouTube.

Vediamo quando è possibile integrare i contributi, quanto costa e come si presenta la domanda.

Contributi volontari per arrivare alla pensione: i vantaggi

I contributi volontari per arrivare alla pensione sono parificati ai contributi obbligatori (articolo 9 del dpr 1432 del 1971). Sia per il diritto all’anzianità contributiva sia per il calcolo dell’importo pensionistico.

Possono essere utilizzati per l’accesso:

Questa possibilità però non è una opzione possibile per i lavoratori del sistema contributivo puro (quelli che hanno iniziato a lavorare dopo il 31 dicembre del 1995).

I contributi volontari per arrivare alla pensione possono essere dedotti dalle tasse (un calcolo da fare quando si valuta l’eventuale convenienza). La deduzione è possibile anche se la spesa è stata sostenuta per dei familiari che sono fiscalmente a carico.

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Contributi volontari per arrivare alla pensione: i requisiti

I requisiti per usufruire della contribuzione volontaria sono questi:

Può essere accolta una domanda per la prosecuzione volontaria dei contributi anche se l’assistito nel frattempo riceve una indennità di disoccupazione o mobilità.

Contributi volontari per arrivare alla pensione: l’importo

Per calcolare l’importo da versare si moltiplica l’aliquota di finanziamento prevista dalla gestione obbligatoria per la retribuzione settimanale imponibile percepita nell’anno di contribuzione che è precedente alla data della domanda di autorizzazione.

Ovvio che l’importo dipenda dalla retribuzione percepita.

Qualche esempio:

per i lavoratori dipendenti l’aliquota è del 33%. E quindi per calcolare la somma da versare ogni settimana all’Inps si dovrà verificare l’importo settimanale dell’ultimo anno di retribuzione e moltiplicare quella cifra per il 33%.

Con uno stipendio di 1.500 euro (lordo), l’importo settimanale sarà di 346 euro. Moltiplicandolo per il 33% si avranno 114 euro, e quella sarà la somma necessaria per coprire una settimana di contribuzione.

Contributi volontari per arrivare alla pensione: importo autonomi

Per individuare il reddito di riferimento per il calcolo della contribuzione dei lavoratori autonomi (commercianti o artigiani), si struttura per classi di riferimento un reddito medio in base al quale si determinano gli importi dovuti.

In pratica per calcolare la contribuzione volontaria, è indispensabile determinare il reddito medio tra quelli percepiti dal lavoratore negli ultimi 3 anni in otto classi di reddito (lo schema sotto).

Artigiani e commerciantiAliquota artigiani 24%Aliquota commercianti 24,09%
Fino a 15.953 euro319,06 euro320,26 euro
da 15.954 a 21.191 euro371,46 euro372,85 euro
da 21.192 a 26.429 euro476,22 euro478,01 euro
da 26.430 a 31.667 euro580,98 euro583,16 euro
da 31.668 a 36.905 euro685,74 euro688,31 euro
da 36.906 a 42.143 euro790,50 euro793,46 euro
da 42.144 a 47.378 euro895,22 euro898,58 euro
da 47.379947,58 euro951,13 euro

A ogni classe corrisponde un reddito medio annuo che è l’importo base sul quale calcolare la contribuzione volontaria.

L’esempio di un commerciante:

se negli ultimi 3 anni il suo reddito medio è di 39.896, il suo contributo volontario sarà di 747 euro al mese.

Anche per i lavoratori agricoli l’importo viene determinato sulla base degli ultimi 3 anni di lavoro.

Per gli iscritti alla gestione separata le aliquote sono al 25% del compenso medio percepito nell’anno di contribuzione precedente alla domanda. E da applicare comunque su un minimale di gestione che è di circa 16.000 euro.

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