Contributi volontari per la pensione, come funzionano. I contributi volontari sono una opzione importante per chi deve raggiungere un minimo contributivo per la pensione di vecchiaia o per un’uscita anticipata. - Scopri tutti i modi per andare in pensione (anche anticipata) con l'invalidità.
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Un salvagente per quanti hanno avuto delle carriere lavorative discontinue. È un po’ come pagare una polizza assicurativa che consente non solo di non perdere quei contributi già versati ma anche, come accennato, di ottenere il diritto all’assegno pensionistico.
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Contributi volontari per la pensione: chi può farlo
Possono far ricorso alla contribuzione volontaria i dipendenti (anche pubblici) e gli autonomi.
In particolare colore che:
- hanno cessato o interrotto l’attività lavorativa e hanno la necessità di perfezionare i requisiti della contribuzione per ottenere il diritto alla pensione;
- hanno già raggiunto quei requisiti e con la contribuzione volontaria hanno intenzione di aumentare l’importo dell’assegno mensile.
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Contributi volontari per la pensione: quali trattamenti
La contribuzione volontaria consente di raggiungere il diritto a queste pensioni (o incrementarne l’importo):
- dirette (anzianità, vecchiaia, assegno ordinario di invalidità e inabilità);
- indirette (superstiti e reversibilità).
Contributi volontari per la pensione: cosa integrare
È possibile integrare la contribuzione obbligatoria in questi casi:
- quando si sono verificate interruzioni o sospensioni lavorative;
- quando si è goduto di un congedo parentale e si desidera integrare l’importo dei contributi figurativi (in questo caso si può richiedere anche il riscatto fino a un massimo di 3 anni);
- quando si è svolto un lavoro intermittente ed è necessario integrare la contribuzione obbligatoria se la retribuzione ricevuta è inferiore a quella convenzionale;
- quando si sono svolti lavori socialmente utili.
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Contributi volontari per la pensione: autorizzazione
Prima di versare dei contributi volontari è necessario avere una autorizzazione dell’Inps. Questa autorizzazione si concede quando sono stati versati almeno tre anni di contributi nel quinquennio che precede la domanda per la contribuzione volontaria.
Sono ammessi alla contribuzione volontaria anche i lavoratori che hanno un minimo di 5 anni di contributi, versati nel corso della vita lavorativa.
I requisiti si possono perfezionare anche valutando i trasferimenti, le ricongiunzioni, i riscatti e alcuni tipi di contribuzione figurativa (come la cassa integrazione guadagni):
Non sono conteggiati invece i contributi figurativi che sono stati versati per il servizio militare, gravidanza e puerperio, malattia e infortuni, periodi di disoccupazione indennizzata o di lavoro che è stato effettuato all’estero e in Paesi non coperti dalla convenzione con il nostro Paese.
Contributi volontari per la pensione: eccezioni
L’Inps concede l’autorizzazione alla contribuzione volontaria solo se l’attività lavorativa è cessata o interrotta.
Ma ci sono delle eccezioni:
- quando la sospensione del lavoro anche per periodi brevi può essere assimilata alla interruzione o cessazione del lavoro (come nel caso dell’aspettativa per motivi di famiglia);
- quando la sospensione o interruzione dal lavoro è stata causata da:
- congedi per formazione;
- congedi per gravi e determinati motivi familiari;
- aspettativa non retribuita per motivi privati o di malattia;
- sciopero;
- interruzione del rapporto di lavoro con conservazione del posto per servizio militare; quando l’attività lavorativa è part time (la contribuzione volontaria serve a integrare i periodi di lavoro a orario ridotto);
- per integrare l’attività lavorativa svolta nel settore agricolo.
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Contributi volontari per la pensione: decorrenza
La decorrenza dell’autorizzazione parte dal primo sabato dopo la presentazione della domanda per i lavoratori subordinati. Mentre per artigiani e commercianti inizia il primo giorno del mese successivo alla domanda.
Contributi volontari per la pensione: quanto costa
Ma quanto costa versare i contributi volontari?
Un calcolo approssimativo è piuttosto semplice. Bisogna fare la media delle retribuzioni complessive dell’ultimo anno di lavoro e applicare l’aliquota in vigore (per i dipendenti è del 33%).
Per i contributi volontari è previsto anche un minimo, che si calcola in questo modo: applicando l’aliquota obbligatoria sul trattamento minimo di pensione (il 40% di 524,34 euro).
Per calcolare i contributi volontari da versare per artigiani e commercianti si procede in questo modo:
- media del reddito di impresa dichiarato ai fini Irpef negli ultimi 36 mesi di contribuzione;
- i contributi mensili sono mensili e calcolati su 8 diverse fasce di reddito.
Per calcolare i contributi volontari di coltivatori diretti, mezzadri e coloni, l’importo deve essere settimanale e viene calcolato sulla base dei redditi degli ultimi 3 anni (156 settimane di lavoro).
Contributi volontari per la pensione: versamenti trimestrali
I contributi volontari vanno versati ogni tre mesi.
E dunque:
- periodo gennaio – marzo: versamento entro il 30 giugno;
- periodo aprile – giugno: versamento entro il 30 settembre;
- periodo luglio – settembre: versamento entro il 31 dicembre e così via.
I contributi volontari hanno lo stesso identico valore di quelli obbligatori. È pur vero che i versamenti devono essere eseguiti, obbligatoriamente, in maniera regolare (rispettando dunque tutte le scadenze).
Se si versano meno contributi volontari di quelli per i quali è stata chiesta l’autorizzazione non accade nulla di grave (non si perde quello che è stato versato), ma si riduce il periodo da accreditare ai fini della pensione.
Si divide cioè la somma versata per l’importo del contributo settimanale ricavando così il periodo complessivo coperto.
Contributi volontari per la pensione: la domanda
La domanda per la contribuzione volontaria va fatta all’Inps o a un altro ente di riferimento.
Tre sono i modi possibili:
- attraverso il sito dell’istituto purché si sia in possesso del PIN;
- attraverso il Contact Center Multimediale Inps, chiamando il numero 803.164 gratuito da rete fissa o, a pagamento, il numero 06164164 da cellulare;
- attraverso i patronati e tutti gli intermediari dell’Istituto, usufruendo dei loro servizi telematici.

Contributi volontari per la pensione: ma conviene?
I contributi volontari possono essere dedotti dalla dichiarazione dei redditi (e questo è un vantaggio). Nel modello 730 basta indicare nel rigo “Contributi previdenziali e assistenziali” l’importo che è stato versato.
Conviene versare i contributi volontari? La risposta non è semplice, bisogna fare dei calcoli. Il costo è elevato, e quindi se quella contribuzione volontaria consente di avere dei vantaggi pensionistici (importo e raggiungimento dei requisiti) è una ipotesi da prendere in considerazione. In caso contrario non sembra una strada facilmente praticabile.
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