Contributo a fondo perduto: c’è il rischio di sanzioni

Contributo a fondo perduto, c'è il rischio di incorrere in sanzioni che possono essere amministrative o penali, dipende dalla cifra. I controlli dell'Agenzia delle Entrate scatteranno per verificare se i fondo sono stati intascati anche da chi non ne aveva diritto. Cosa si rischia, quali sono i requisiti da rispettare, le eccezioni.

4' di lettura

Come sapete il 28 maggio scade il termine per inviare all’Agenzia delle Entrate la domanda per accedere ai contributo a fondo perduto previsto dal decreto Sostegni. Tra quale ora arriverà la nuova edizione della misura.

Quello che c’è da sapere sono i rischi che si corrono se il contributo è stato intascato, in modo parziale o totale, senza averne diritto.

E sono rischi di natura fiscale o penale (dipende dalla cifra) e prevedono sanzioni pecuniarie molto pesanti.

Quando scattano le sanzioni

Se il contributo ricevuto sia stato completamente o solo in parte ricevuto senza averne diritto (anche se non si supera la verifica antimafia), l’Agenzia delle Entrate può recuperare il contributo erogato per intero imponendo le sanzioni previste. Ovvero tra il 100 e il 200% della somma ricevuta.

Fondo perduto partite Iva nel Sostegni Bis: come accedere

Ma non solo. Se dopo aver ricevuto il contributo, l’impresa o il lavoratore autonomo, cessano l’attività, la persona che ha firmato la domanda inviata via web all’Agenzia delle Entrate dovrà conservare tutte le certificazioni che sono state esibite per ottenere il beneficio.

Quella documentazione dovrà essere fornita, se richiesta, agli organi istruttori dell’amministrazione finanziaria.

Cosa può accadere?

In questo caso la richiesta di recupero del contributo versato, tutto o in parte (se non spettava), sarà inoltrata nei confronti di chi ha firmato l’istanza.

È prevista anche una sanzione pecuniaria di 500 euro.

Reati penali

Ma ci potrebbero essere dei profili penali.

Quando? Se il contribuente ha intascato senza aver diritto il contributo a fondo perduto rischia di essere indagato per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Questo reato viene applicato nei confronti di chi, presentando dichiarazioni o documenti falsi o attestanti cose non vere, consegue indebitamente, per sé o per altri, il contributo a fondo perduto rischia una condanna da 6 mesi e tre anni.

Ma c’è sempre il rischio di finire sotto inchiesta per truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. In questo caso il reato è punito con una condanna da due a sei anni di reclusione.

Le cifre

Comunque, per capirci:

se la somma intascata senza averne diritto è inferiore a 3.999, 96 euro viene applicata solo la sanzione amministrativa. Che prevede il pagamento di una cifra tra 5.164 euro e 25.822.

La sanzione prevista non può comunque essere superiore di tre volte il beneficio intascato.

In pratica:

Contributo a fondo perduto non superiore a 3.999,96 euro: sanzione pari al 100/200% della somma indebitamente percepita.

Contributo a fondo perduto superiore a 3.999,96 euro: sanzione pari al 100/200% della somma indebitamente percepita più sanzione penale da 6 mesi a 3 anni di reclusione.

Controlla per non sbagliare

Per non sbagliare (se non avete ancora presentato domanda), vi ricordiamo che per ottenere il contributo a fondo perduto previsto nel decreto Sostegni deve essere verificato lo stato della partita Iva al 23 marzo 2021 (quando è entrato in vigore il decreto).

Il contributo viene riconosciuto infatti ai titolari di partita IVA attiva al 23 marzo di quest’anno.

Sono esclusi dal contributo:

le persone che hanno cessato l’attività all’entrata in vigore del decreto (23 marzo 2021)

le persone che hanno attivato la partita Iva dopo l’entrata in vigore del decreto Sostegni (24 marzo 2021)

C’è solo una eccezione e riguarda l’erede che ha aperto la partita IVA dopo il 23 marzo 2021 per proseguire l’attività già esistente.

Oltre i dieci milioni

È anche importante verificare l’ammontare dei ricavi e dei compensi del 2019.

Si ha diritto al contributo a fondo perduto se il valore non è superiore a 10 milioni di euro.

Se la persona che ha richiesto il contributo svolge più attività, il limite dei 10 milioni di euro per l’accesso al beneficio riguarda la somma dei ricavi e dei compensi riferiti a tutte le attività.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su YouTube | Google | Gruppo Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie