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Contributo per pagare lo stipendio alla badante

Contributo per pagare lo stipendio alla badante: viene erogato dalla Cassa Colf, si tratta di un rimborso delle spese sostenute per il collaboratore.

di The Wam

Febbraio 2022

Contributo per pagare lo stipendio alla badante. I datori di lavoro non autosufficienti saranno rimborsati da Cas.Sa Colf di una parte delle spese che sono state sostenute per una badante. (Scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

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Si tratta di un contributo significativo (finanziato per il 2021 e il 2022), può aiutare molte famiglie che si trovano in difficoltà: non è facile permettersi una collaboratrice con un solo stipendio.

L’alternativa potrebbe essere il lavoro nero. Ma non può essere una soluzione (oltre a essere illegale). E non è una scelta indicata per situazioni che richiedono assistenza continua e magari prolungata nel tempo.

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Contributo per pagare lo stipendio alla badante: non autosufficienti

Il contributo di Cas.Sa. Colf è un sostegno economico rivolto in particolare a datori di lavoro che non sono autosufficienti e in modo permanente.

In pratica si rimborsa parte di stipendi e contributi per la badante. Si attiva anche in caso di sostituzione della collaboratrice familiare in caso di maternità.

Il totale del rimborso annuale per i datori di lavoro domestico non autosufficienti è di 3.600 euro (300 euro al mese). Mentre il contributo per l’assunzione di una nuova badante in caso di maternità di quella precedente è di 300 euro una tantum.

L’iniziativa è attiva dallo scorso primo luglio. Qui trovi il regolamento.

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Contributo per pagare lo stipendio alla badante: aggravamento

I requisiti li abbiamo accennati. Ora entriamo nel dettaglio.

Il contributo viene erogato solo al datore di lavoro che al momento dell’iscrizione alla Cassa non era già in una condizione di permanente autosufficienza.

In pratica: al contributo si può accedere solo nei casi di aggravamento dell’assistito e non quando la condizione di autosufficienza permanente era già in atto quando è stata assunta la collaboratrice.

Il perché di questa distinzione è stato spiegato dagli stessi promotori dell’iniziativa: si intende intervenire nei casi in cui la non autosufficienza dell’assistito crei una condizione del tutto nuova che rischia di destabilizzare la gestione familiare.

Contributo per pagare lo stipendio alla badante: verifica

Come si accerta la condizione clinica del paziente che dà diritto al rimborso?

A verificare il requisito è la stessa Cas.Sa. Colf che «incaricherà un medico con specifica esperienza. Analizzerà le richieste che sono pervenute pronunciandosi in base alla documentazione che stata prodotta». Ovviamente il nodo principale della questione è l’accertamento della non autosufficienza permanente di chi ha presentato la richiesta.

Contributo per pagare lo stipendio alla badante: altri requisiti

C’è anche un altro requisito indispensabile: il datore di lavoro deve aver già versato – al momento della richiesta – un anno di contribuzione a favore della Cassa (articolo 53 del CCNL).

Un paziente si trova in una condizione di non autosufficienza permanente quando non è più in grado di compiere da solo gli atti della vita quotidiana:

In pratica gli stessi requisiti che vengono richiesti per l’indennità di accompagnamento o il riconoscimento della disabilità grave con la legge 104 (articolo 3, comma 3).

Contributo per pagare lo stipendio alla badante: maternità

Con gli stessi requisiti – come accennato – è possibile per il datore di lavoro ottenere il rimborso spese per il costo di una assistente familiare (e quindi anche colf o baby sitter) indispensabile per sostituire una lavoratrice in caso di maternità (in questo caso non si va oltre i 300 euro l’anno).

I requisiti in questo caso sono:

Può essere :

Si può presentare la richiesta per il contributo accedendo al sito Cassacolf e scaricare il modulo per la domanda che deve essere inviata all’indirizzo mail che è stato indicato.

Se il datore non ha la possibilità di compilarlo è previsto che possa farlo il medico curante che, oltre a testimoniare l’impossibilità del paziente, fornirà anche la documentazione sanitaria necessaria.

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