Controlli di massa sui conti correnti di falsi poveri

Controlli di massa sui conti correnti di falsi poveri, li sollecita l'Agenzia delle Entrate per verificare i nullatenenti fasulli tra 3 milioni di italiani. Al momento i controlli sono possibili ma solo sulle singole posizioni. In caso contrario potrebbe arrivare una nuova sanatoria. In ballo 264 miliardi di euro.

4' di lettura

Controlli di massa sui conti correnti per scoprire falsi poveri, nullatenenti che in realtà non lo sono e, secondo l’Agenzia delle Entrate evadono 264 miliardi di euro. In tutto, potenzialmente, 3 milioni di italiani.

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È proprio l’ente riscossore a sollecitare al governo la possibilità di verificare a setaccio e non più a campione iconti correnti degli italiani.

Controlli di massa sui conti correnti: questione di privacy

Oggi, come vedremo, quel controllo massivo non è possibile per ragioni di privacy, ma tutto lascia intendere che il via libera dell’esecutivo non tarderà ad arrivare.

I controlli di massa sui conti correnti sono ritenuti un’arma indispensabile per scovare i falsi nullatenenti. Sarebbero anche i titolari della netta maggioranza di cartelle esattoriali non pagate negli ultimi 20 anni.

I tentativi di recupero, prima di Equitalia e poi dell’Agenzia delle Entrate, sono caduti nel vuoto. Un vero flop, a dire il vero anche annunciato.

Crediti inesigibili, che potrebbero essere presto cancellati. Soprattutto se le proposte formulate dal ministro dell’Economia dovessero essere accolte dal Parlamento.

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Controlli di massa sui conti correnti: 18 milioni di cartelle inesigibili

Ma il punto di domanda, il dubbio che spinge l’Agenzia delle Entrate a invocare la possibilità di fare controlli di massa sui conti correnti, è questo: è proprio vero che quasi 3 milioni di italiani, gli stessi che hanno ricevuto 18 milioni di cartelle esattoriali (per un valore complessivo di 264 miliardi) sono tutti nullatenenti? Davvero nessuno di loro ha un euro in banca?

Per l’Agenzia delle Entrate i nullatenenti sono quei cittadini italiani che non hanno immobili, terreni, rapporti di lavoro dipendente o autonomo, non hanno veicoli o altri beni mobili registrati. Non hanno nulla.

O meglio: non hanno nulla, ma non è stata valutata la possibilità che posseggano conti correnti o cassette di sicurezza.

Controlli di massa sui conti correnti: e l’Anagrafe dei rapporti finanziari?

Direte: un nullatenente con una cassetta di sicurezza? Certo è strano. Ma è strano pure che la finanza scopra ogni anno migliaia di evasori totali. Nullatenenti, appunto: ma con cospicue risorse.

Eppure l’Agenzia delle entrate ha libero accesso all’Anagrafe dei Rapporti Finanziari, potrebbe quindi avere informazioni immediate sui conti correnti dei contribuenti.

Non è proprio così, e per questioni di privacy. Quelle informazioni possono essere prese per una singola posizione (quella che è sotto accertamento). Non è invece possibile effettuare un controllo di massa sui conti correnti.

La verifica dell’anagrafe funziona così. Occorrono credenziali su due diversi profili di accesso:

il primo consulta il contribuente e chiede la visura;

il secondo controlla gli esiti della visura.

Controlli di massa sui conti correnti: verifiche a setaccio

Proprio per questo motivo è impossibile verificare in modo complessivo se i 3 milioni di nullatenenti (veri o presunti), siano titolari di un conto corrente.

L’Agenzia delle Entrate vuole saperlo per avviare, eventualmente, il pignoramento dei soldi depositati.

Al momento si può verificare solo un caso alla volta, non è possibile un controllo di massa dei conti corrente.

E cercare uno per uno chi, fra i tre milioni di nullatenenti, è invece titolare di un conto in banca non è umanamente possibile.

Il sospetto è stato alimentato anche dai tanti italiani che hanno aderito alla rottamazione o rateizzazione delle cartelle esattoriali.

Controlli di massa sui conti correnti: pignoramenti al buio

Questi numeri e questi dubbi hanno spinto l’Agenzia delle Entrate e Riscossione a chiedere l’autorizzazione per effettuare un controllo di massa sui conti correnti dei cosiddetti nullatenenti.

In questo modo si evitano dei pignoramenti al buio, senza cioè sapere se si tratta di cittadini con depositi bancari reali e consistenti o da profondo rosso.

Controlli di massa sui conti correnti o maxi sanatoria

In caso contrario, se non dovesse arrivare questa autorizzazione, potrebbe scattare una maxi sanatoria, l’annullamento di tutte le cartelle esattoriali ritenute inesigibili tra il 2000 e il 2020. E nell’elenco delle cartelle inesigibili rientrano quelle intestate a nullatenenti.

Due le ipotesi in campo:

  • nella prima si prevede entro il 31 dicembre del 2025 la cancellazione in automatico dei crediti residui inesigibili;
  • la seconda prevede invece tre passaggi intermedi per la cancellazione, 2023, 2025, 2026.

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