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Nuovi controlli Rdc: chi rischia di più e cosa cerca l’INPS

Controlli sul reddito di cittadinanza nel 2023: cosa dice il nuovo protocollo firmato INPS riguardo ai controlli sui beneficiari del Reddito di cittadinanza? Scopriamo i dettagli nell'approfondimento.

di Imma Duni

Gennaio 2023

Controlli sul Reddito di cittadinanza nel 2023: cosa dice il nuovo protocollo firmato INPS riguardo ai controlli sui beneficiari del Reddito di cittadinanza? Scopriamo i dettagli nell’approfondimento (scopri le ultime notizie e poi leggi su Telegram tutte le news sul Reddito di Cittadinanza. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

Indice

Controlli sul Reddito di cittadinanza nel 2023: cosa dice il nuovo protocollo INPS?

È noto che il futuro del Reddito di cittadinanza sia segnato: dal 2024 il sussidio sarà cancellato.

Le misure del Governo Meloni stanno andando in una direzione più restrittiva. I cambiamenti che ci sono stati sinora, sono i seguenti:

Oltre a queste novità, grazie ad un protocollo firmato il 20 gennaio tra il Ministero della Giustizia e l’INPS, a partire dal prossimo mese, saranno effettuati dei controlli mensili dell’eventuale stato detentivo del beneficiario. Se ciò dovesse accadere, ci sarà la revoca automatica dal sussidio.

Il Governo ha intenzione di aumentare i controlli per evitare che si verifichi quanto accaduto in passato, che persone condannate possano percepire il Reddito di cittadinanza.

Scopri la pagina dedicata al Reddito di cittadinanza: pagamenti, diritti e bonus compatibili.

Questo sarà possibile attraverso lo scambio di informazioni tra INPS e Ministero della Giustizia.

Nel rispetto della normativa della privacy, prima dell’erogazione mensile del sussidio, avverrà un controllo automatico sullo stato detentivo del beneficiario. Il protocollo permetterà all’INPS di disporre, in automatico, la revoca del sussidio e il recupero di quello già pagato.

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Controlli sul Reddito di cittadinanza nel 2023: come funzioneranno?

A partire dal prossimo mese i controlli sul Reddito di cittadinanza nel 2023 si faranno più stringenti. Se la tua fedina penale è pulita, non hai nulla da temere.

I controlli riguarderanno tutti i percettori, ma quelli che rischiano la sospensione del beneficio sono i percettori in stato di detenzione.

Questi controlli saranno possibili grazie al prezioso scambio di informazioni tra Ministero della Giustizia e INPS.

I controlli, volti a verificare l’eventuale stato detentivo dei richiedenti del Reddito di cittadinanza, avverranno prima dell’erogazione del sussidio.

Nel caso i controlli siano positivi, l’INPS provvederà alla revoca del beneficio e al recupero delle somme indebitamente percepite.

A rischiare quindi sono i soggetti percettori del Reddito di cittadinanza in stato detentivo. L’obiettivo del Governo è fare in modo che non si verifichino casi di cronaca di sussidi pagati per anni a persone condannate.

Le famiglie beneficiarie di Rdc devono presentare il modulo SR181 (modello Esteso) per segnalare la sopravvenienza di componenti in stato detentivo.

Lo stesso modello utilizzato se varia la condizione lavorativa di un appartenente al nucleo familiare.

Nuovi controlli Rdc: chi rischia di più e cosa cerca l'INPS
Controlli sul Reddito di cittadinanza nel 2023: in foto uomo in manette.

Controlli sul Reddito di cittadinanza nel 2023: quando si decade dal beneficio?

Abbiamo visto quali saranno i controlli sul Reddito di cittadinanza nel 2023.

L’Rdc è compatibile con lo svolgimento di attività lavorativa da parte di uno o più componenti il nucleo familiare, fatto salvo il mantenimento dei requisiti indispensabili per ricevere il beneficio.

Ovviamente l’indennità sarà ricalcolata in base ai redditi nuovi percepiti.

Quando ci sono variazioni nell’attività lavorativa, il beneficiario dovrà compilare il modello “Rdc/Pdc – Com esteso” e inviarlo, all’INPS tramite i CAF, gli Enti di patronato o direttamente accedendo con SPID.

I percettori dell’Rdc non devono invece dichiarare all’INPS i redditi derivanti da attività socialmente utili, tirocini formativi e di orientamento, servizio civile, nonché contratti di prestazione occasionale e libretto di famiglia.

Si può decadere dal sussidio nei seguenti casi:

Chi percepisce il Reddito di cittadinanza deve obbligatoriamente presentarsi, a seguito di una convocazione, presso un centro per l’impiego, perché lo scopo di questa misura è soprattutto una politica attiva del lavoro, di accompagnare il disoccupato a reintegrarsi nel mondo del lavoro.

La convocazione può avvenire tramite SMS oppure una mail, agli indirizzi forniti in fase di compilazione della domanda. Nella notifica ci sarà il giorno e l’ora dell’appuntamento.

Chi percepisce il Reddito di cittadinanza deve presenziare alla convocazione, perché se si rifiuta l’appuntamento per due volte di seguito, si potrà decadere dal beneficio.

Per i percettori di reddito di cittadinanza, le sanzioni previste si possono trovare dall’art. 7 del D.L. 4/2019. In sostanza, il centro per l’impiego convoca il soggetto che percepisce mensilmente la misura, per proporre un lavoro o un corso di formazione.

Ci si può non presentare solo con assenza giustificata per:

La comunicazione ufficiale dell’assenza deve essere notificata al centro per l’impiego prima della data dell’incontro oppure entro 24 ore dopo la data indicata.

Abbiamo visto i controlli sul Reddito di cittadinanza nel 2023. Ecco gli articoli preferiti dagli utenti sul Reddito di cittadinanza:


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