Quando scattano i controlli sulla dichiarazione dei redditi?

Quando scattano i controlli sulla dichiarazione dei redditi? Quando l'Agenzia delle Entrate verificherà la correttezza del nostro Modello 730? E quando invece non farà nessuna verifica? Quanto tempo bisogna conservare la documentazione? E se il commercialista o il Caf hanno sbagliato, chi paga?

5' di lettura

Controlli sulla dichiarazione dei redditi. Sono i giorni del modello 730, poi arriveranno quelli dei controlli da parte del fisco.

E questo è il punto: quando scattano i controlli sulla dichiarazione dei redditi? Cosa mette in allerta l’Agenzia delle Entrate? Quando dobbiamo aspettarci una verifica per quando dichiarato sul Modello 730? E se il nostro commercialista o il Caf hanno commesso un errore, chi paga?

Come sapete il Modello 730/21 precompilatoè stato messo online a disposizione dei cittadini il 10 maggio sul portale dell’Agenzia delle Entrate. Dal 19 maggio sarà possibile inviarlo. Ma la scadenza è lunga: c’è tempo infatti fino al 30 settembre 2021.

Quest’anno troverete delle novità e riguardano soprattutto le agevolazioni fiscali introdotte dal governo per cercare de arginare le difficoltà economiche causate dalla pandemia di coronavirus.

Molti bonus possono ridurre l’Irpef.

Ma torniamo alla domanda iniziale: quando scattano i controlli sulla dichiarazione dei redditi da parte dell’Agenzia delle Entrate?

Modello precompilato, nessun controllo

Partiamo da un punto. Non ci sono controlli se il 730 precompilato dall’Agenzia delle Entrate viene presentato senza modifiche direttamente dal contribuente sul sito dell’AdE o tramite il sostituto d’imposta.

In quel documento l’ente di riscossione ha inserito gli oneri detraibili che sono stati comunicati all’Agenzia dai soggetti obbligati, che possono essere tra gli altri, banche, assicurazioni, enti previdenziali.

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I controlli potrebbero invece scattare sui dati comunicati dai sostituti d’imposta con la Certificazione Unica.

Per essere chiari: il sostituto d’imposta è un soggetto pubblico o privato che sostituisce il contribuente nel compiere i suoi obblighi fiscali. Si occupa in pratica di versare i tributi al posto del dipendente.

Le attività del sostituto d’imposta vengono effettuate grazie a due documenti: il modello 770 e la Certificazione Unica.

Cosa c’è nel modello precompilato?

Nel Modello precompilato dall’Agenzia delle Entrate sono inserite tutte le informazioni che l’ente conosce del cittadino.

E quindi:

  • il reddito da lavoro subordinato o autonomo
  • eventuali bonus richiesta o erogati dall’Inps
  • crediti o debiti con il fisco

È chiaro che il cittadino quando accede alla propria area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate ha l’opportunità di verificare se i dati sono o meno corretti.

In questo caso il contribuente può anche servirsi di un Caf o di un professionista per modificare eventuali errori.

La dichiarazione precompilata può ritenersi accettata e non modificata se le variazioni non ha una incidenza sul calcolo del reddito complessivo dell’imposta.

Un esempio: se si modifica qualche dato, tipo l’indirizzo di residenza all’interno dello stesso Comune, questa correzione non cambia il calcolo delle addizionali comunali e regionali dell’Irpef.

I sospetti dell’Agenzia delle Entrate

Quando scattano invece i controlli sulla dichiarazione dei redditi da parte dell’Agenzia delle Entrate? In genere quando nel Modello 730 vengono presentate delle documentazioni che riferiscono dei valori particolarmente insoliti, o ci sono degli errori o ancora dei dati mancanti, soprattutto nelle parti del modello che sono ritenute importanti.

E quindi, come funziona? L’Agenzia delle Entrate si sofferma in particolare su quelle dichiarazioni con dati che lasciano supporre evidenti errori o sono ritenuti inusuali.

Come detto, se il Modello precompilato viene presentato così come proposto dall’Agenzia delle Entrate è certo che non ci saranno dei controlli.

Quando scattano i controlli sulla dichiarazione dei redditi?

L’Agenzia delle Entrate potrebbe far scattare dei controlli preventivi se il 730 produce un credito superiore a 4mila euro. Ma anche se sono evidenti elementi di incoerenza.

Alcuni esempi:

  • grosse differenze dalla certificazione unica o dalla dichiarazione dei redditi dell’anno precedente
  • situazioni di rischio legate a irregolarità accertate negli anni precedenti.

I controlli possono essere effettuati in due modi:

  • in via automatizzata
  • tramite la verifica della documentazione giustificativa

I controlli vengono disposti entro quattro mesi dal 30 settembre o dalla data di presentazione del 730 se è successiva.

Quando tempo bisogna conservare i documenti?

Ma anche passati quei quattro mesi il rischio di controlli sulla dichiarazione dei redditi resta. Per almeno cinque anni. E quindi conservate tutta la documentazione almeno fino al 31 dicembre del 2026.

In alcuni casi è consigliabile conservarli anche oltre. In particolare quando si sono fatte delle ristrutturazioni edilizie o ci sono state degli interventi per il risparmio energetico e la detrazione è stata rateizzata.

In questo caso il consiglio è quello di conservare i documenti fino al quinto anno successivo all’ultima rata della spesa detratta dalla dichiarazione dei redditi.

Errori nella dichiarazione dei redditi, chi ne risponde?

Chi è responsabile degli errori nella dichiarazione dei redditi. Sul punto la norma è chiara: se il Caf o il professionista al quale ci siamo affidati per presentare la dichiarazione dei redditi aggiunge un visto di conformità “infedele” sarà il Caf o il professionista a pagare le sanzioni chieste al contribuente dopo i controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Questo si verifica anche se il Caf o il professionista rilevano l’errore e inviano all’Agenzia delle Entrate una dichiarazione di rettifica.

Altro discorso se invece l’errore è stato indotto dalla malafede del contribuente.

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