Controllo del conto corrente: quando scatta e come funziona

Il controllo del conto corrente viene effettuato di solito dalla Guardia di Finanza o dall’Agenzia delle Entrate per controllare se ci siano o meno evasioni fiscali. Scopriamo quando scatta e come funziona.

Immacolata Duni è un'avvocato e copywriter, specializzata in welfare.
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6' di lettura

Il controllo del conto corrente viene effettuato di solito dalla Guardia di Finanza o dall’Agenzia delle Entrate per verificare se ci siano o meno evasioni fiscali. Vediamo insieme quando è previsto e come funziona (scopri le ultime notizie su bonus, Rem, Rdc e assegno unico. Leggi su Telegram tutte le news su Invalidità e Legge 104. Ricevi ogni giorno sul cellulare gli ultimi aggiornamenti su bonus, lavoro e finanza personale: entra nel gruppo WhatsApp, nel gruppo Telegram e nel gruppo Facebook. Scrivi su Instagram tutte le tue domande. Guarda le video guide gratuite sui bonus sul canale Youtube. Per continuare a leggere l’articolo da telefonino tocca su «Continua a leggere» dopo l’immagine di seguito).

INDICE:

Quando avviene il controllo del conto corrente?

Negli ultimi anni i controlli fiscali sono aumentati. Il controllo del conto corrente riguarda non solo gli imprenditori e i professionisti, ma anche i cittadini privati.

Lo scopo principale del Fisco è di verificare eventuali evasioni ed eventuali versamenti derivanti dal lavoro in nero, per i quali non sono state pagate le tasse previste.

A volte, però, i controlli non hanno delle basi così importanti. Capita che i controlli avvengano random o per motivi futili, come una donazione da parte dei genitori ai propri figli. Se la cifra è abbastanza alta, il Fisco potrebbe deciderla di tassarla.

Per evitare di ritrovarsi in queste situazioni spiacevoli, è meglio conoscere in anticipo come avvengono questi controlli e quali sono le regole da seguire per ritrovarsi sempre dalla parte della ragione.

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Vedremo come evitare brutte sorprese da parte del Fisco.

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Chi è adibito al controllo del conto corrente?

Ovviamente per la legge sulla privacy, nessuno tranne il titolare ed un eventuale delegato, ha accesso al conto corrente e agli estratti conto.

Tranne nel caso in cui, come abbiamo anticipato sopra, ci siano validi motivi per sostenere che sul quel conto corrente si compiano delle azioni illecite e fiscalmente rilevanti. A quel punto il controllo del conto corrente potrà essere effettuato dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Entrate.

Il segreto bancario nel nostro Paese è stato abolito per gli organi nominati prima, per combattere l’evasione fiscale, il riciclaggio e il contrabbando.

L’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza, oltre al conto corrente, possono controllare anche i libretti di deposito, i titoli, le cassette di sicurezza, le carte di credito, le carte prepagate, i prodotti finanziari, le polizze integrative, gli assegni, i bonifici e i versamenti.

Ad esempio se un cliente ha effettuato un bonifico per una prestazione di un professionista ma non ha mai ricevuto la relativa fattura, può scattare il controllo dell’Agenzia delle Entrate.

Ma, il controllo del conto corrente non viene effettuato solo sui professionisti o sugli imprenditori. Può essere controllato anche il conto corrente di un disoccupato, per verificare che effettivamente non ci siano entrate.

Come può essere effettuato il controllo del conto corrente?

Il controllo del conto corrente può essere effettuato in due modi dall’Agenzia delle Entrate.

Richiedendo alla Banca o alle Poste la documentazione utile per eseguire il controllo del conto corrente. Oppure rivolgendosi alla Guardia di Finanza che potrà chiedere i documenti direttamente alla banca.

Non esiste più il segreto bancario proprio per permettere una maggiore trasparenza.

In particolare i movimenti controllati sono:

  • i versamenti in contanti;
  • i bonifici ricevuti

Le cifre non giustificate vengono considerate redditi non dichiarati e verranno tassate. Se non ci sono le giustificazioni adatte, documenti che dimostrino la provenienza dei versamenti, l’Agenzia delle Entrate presumerà che quelle somme derivino dal lavoro in nero e le tasserà.

L’onere della prova pende sul correntista, sarà lui a dover dimostrare che non è come l’Agenzia delle Entrate pensa.

Il conto corrente e il suo pignoramento, quando?

Il pignoramento del conto corrente è un evento spiacevole per un debitore, perché impedisce di poter disporre e gestire le proprie liquidità.

Il pignoramento del conto corrente si verifica quando il creditore, che può essere anche la banca o una finanziaria, richiede al nostro istituto di credito il blocco dei soldi sul conto corrente, perché siamo debitori insolventi.

Di fatto si intima alla banca del debitore insolvente, di non permettergli di prelevare denaro dal conto.

Controllo del conto corrente
Controllo del conto corrente: quando avviene e perché?

Ovviamente il procedimento esecutivo, una volta avviato, si concluderà soltanto in tribunale, dove il giudice stabilirà quando e in quali modalità il debitore dovrà restituire il prestito e soddisfare così il creditore.

Come sapere se un conto è pignorato? Per fare in modo che si verifichi il pignoramento del conto bisogna che coesistano tre elementi fondamentali:

  • un titolo esecutivo che sia stato notificato al debitore (per esempio il decreto ingiuntivo, una cartella esattoriale o una sentenza del giudice);
  • un atto di precetto (un assegno, una cambiale eccetera);
  • l’atto di pignoramento vero e proprio (ovvero la comunicazione ufficiale inviata alla banca o all’ufficio postale, nel quale si intima l’ente a non permettere l’utilizzo del conto corrente al debitore insolvente).

Il pignoramento del conto dura fino a quando non viene saldato il debito.

Conviene non arrivare al punto di far verificare il pignoramento sul proprio conto corrente, anche perché a partire dal 22 giugno scorso, questo procedimento costa anche di più per il debitore.

Una volta che si è saldato il debito e il creditore è soddisfatto, quest’ultimo deve collaborare chiedendo la cancellazione del pignoramento del conto e il suo conseguente sblocco.

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