Coprifuoco alle 23 e cambia l’Rt: nuove regole e aperture

Il coprifuoco dovrebbe essere spostato alle 23 a partire da lunedì prossimo (17 maggio): il presidente del Consiglio sceglie la linea della prudenza. Confermata l'abolizione della quarantena per i turisti. Verso la modifica del parametro Rt: si va verso quello ospedaliero. Più difficile passare da un colore all'altro di rischio covid.

5' di lettura

Il coprifuoco potrebbe essere spostato alle 23, non si andrà oltre. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, sceglie la prudenza. Troppo presto, troppo rischioso “aprire” la notte. Il covid circola ancora in modo consistente.

Per spostare il coprifuoco fino alle 24 o eliminarlo del tutto, ci vorranno altri numeri, sia delle vaccinazioni, sia dei contagi giornalieri.

Sulla stessa linea anche i presidenti delle Regioni. Per ora l’importante è almeno spostare il coprifuoco alle 23. Poi si vedrà, magari a giugno, in estate o poco prima.

Morti e contagiati sono calati in modo consistente nelle ultime settimane. Siamo tornati ai livelli di ottobre. E questa è una buona notizia.

Il coprifuoco e l’esuberanza degli italiani

Ma il governo teme l’esuberanza degli italiani, la voglia di tornare a riempire piazze, strade, spiagge e locali.

Una esuberanza che ha convinto il governo ad aspettare ancora. Quando gli effetti su contagi e ricoveri delle aperture di queste settimane sarà più chiaro si potrà procedere oltre. A partire dal coprifuoco. Che a quel punto potrebbe essere spostato alle 24 o addirittura eliminato.

Coprifuoco, bar e piscine: si accelera con le riaperture

Tra oggi e domani si riunisce la Cabina di regia. All’ordine del giorno c’è il decreto Sostegni, ma non si esclude un confronto anche sul coprifuoco.

Chi spinge per l’abolizione del coprifuoco

La Lega, con Matteo Salvini, spinge per le aperture e l’eliminazione del coprifuoco. Come detto il premier predica prudenza. I timori del presidente del Consiglio sono chiari: l’estate e il flusso turistico sono determinanti per la ripartenza del Paese.

Sbagliare ora, e quindi aprire tutto (o quasi) quando le condizioni non sono ancora di sicurezza, espone l’Italia a rischi che non si possono correre.

Il Pd chiede con il segretario Letta «aperture irreversibili», che non costringano quindi interi settori ad attrezzarsi per la ripartenza per poi richiudere qualche settimana dopo. È già accaduto in questi mesi, ed ha solo aggravato il disagio economico.

Rigoristi: aperture sì, ma con prudenza

Ma il procedere delle vaccinazioni ha reso anche l’anima più rigorista del governo, a partire dal ministro della Salute, Roberto Speranza, più propensa ad un allentamento graduale delle misure.

Anche perché 24 milioni di vaccini già somministrati in Italia sono una prima importante garanzia.

È questione di giorni, forse di settimane, poi il Paese sarà pronto a respirare.

L’obiettivo immediato è arrivare a giugno con una situazione epidemiologica quasi sotto controllo. E quindi con numeri simili a quelli della Gran Bretagna (2, 3mila contagi al giorno e una decina, anche meno, di decessi).

A questo punto resta comunque l’ipotesi coprifuoco alle 23. Potrebbe entrare in vigore a partire da lunedì.

Del resto il governo aveva stabilito che a metà maggio (saremo al 17), ci sarebbe stata una nuova valutazione dei dati e una rimodulazione, un base alla curva epidemiologica, delle restrizioni. Proprio a partire dal coprifuoco.

L’impatto delle scuole chiuse

C’è anche un altro aspetto per l’estate che gioca a vantaggio del calo dei contagi. Tra il 5 e il 20 giugno chiuderanno le scuole. Non saranno un focolaio di contagi, ma comunque – soprattutto per la questione trasporti – incidono in qualche modo sull’indice Rt.

Lo stop alle lezioni potrebbe influire su un ulteriore calo dei contagi e dare il là ad altre riaperture. Magari accelerare anche quelle che erano state previste solo per luglio.

Centri commerciali

Nel frattempo potrebbe essere decisa, proprio in questa settimana, la riapertura dei centri commerciali anche il sabato e la domenica. Su questo provvedimento le forze di governo sono tutte concordi.

Matrimoni

Bisognerà ancora aspettare per il via libera a ricevimenti come i matrimoni. Il Comitato tecnico scientifico ritiene siano ancora difficili da gestire. Buffet, balli, assembramenti: le feste di nozze sono ancora ad alto rischio. Ma l’obiettivo è quello di dare il via libera appena sarà possibile.

Ovvero quando i numeri (soprattutto della campagna di vaccinazione) lo consentiranno.

Quarantena per turisti addio

Dal 15 maggio sarà invece tolta la quarantena per i turisti stranieri che arrivano in Italia da un Paese europeo. L’obiettivo dichiarato è la ripresa del turismo. A oggi chi arriva in Italia deve rispettare cinque giorni di isolamento. La misura sarà eliminata.

Ma serve dimostrare l’avvenuta vaccinazione (completa) o l’aver avuto già il covid (non più di sei mesi prima) o ancora aver fatto un tampone antigenico o molecolare 48 ore prima della partenza.

Gli stessi criteri che saranno utilizzato il certificato verde europeo che sarà valido a partire dal 15 giugno. Un mese dopo.

L’accelerata italiana serve proprio a far ripartire il flusso turistico verso la Penisola. Così come l’immunizzazione delle isole e e delle più frequentate località turistiche (almeno gli addetti del settore).

Il 3 giugno si deciderà, su proposta italiana, se far cadere la quarantena anche per i turisti italiani che si recano in Usa, Canada, Gran Bretagna, Francia, Giappone.

Mascherine

Sull’uso della mascherina, per ora resta assolutamente obbligatoria. Si può ipotizzare tra qualche settimana l’uso solo in caso di assembramento.

La questione non è ancora in discussione. Il presidio di sicurezza è ritenuto un’arma troppo importante per arginare la diffusione del contagio.

Il tema sarà di attualità quando quando il numero delle persone vaccinate sarà decisamente più alto. Ora è presto.

Parametro Rt

I presidenti delle Regioni invocano una modifica dei parametri per i passaggi da una fascia di rischio all’altro. Ora sono spesso in bilico, proprio per la valutazione dell’Rt, tra zona gialla e arancione. Il punto è che il ballo dei colori rischia di vanificare gli sforzi per la ripresa economica. Si va verso l’Rt ospedaliero (puntato quindi soprattutto sui ricoveri), che renderebbe più stabile la colorazione delle regioni e più difficile il passaggio da un colore all’altro.

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