Coprifuoco alle 23 o alle 24, la decisione il 14 maggio

Coprifuoco alle 23 o alle 24, il governo deciderà il 14 maggio sulla base degli ultimi tre report: se si conferma il calo dei contagi scontato il via libera. Dal 15 maggio previste anche le riaperture, in zona gialla, di stabilimenti balneari e piscine all'aperto, ma sarà determinante l'indice Rt nazionale.

4' di lettura

È il 14 maggio la data fissata per decidere se il coprifuoco sarà spostato di una o due ore. E non è una data a caso: se quel giorno, a quasi tre settimane dalle riaperture, la curva epidemica sarà ancora in calo il provvedimento scatterà quasi in automatico.

C’è una condizione per posticipare il coprifuoco: i prossimi due monitoraggi dovranno dare un Rt in discesa e sotto l’1. Se l’andamento sarà poi confermato da un terzo controllo, quello del 14 maggio, è scontata l’autorizzazione a nuove riaperture.

Nel governo si continua a discutere sull’opportunità di portare il coprifuoco alle 23, con Salvini che continua la raccolta di firme, ma la scelta del governo sembra orientata a verificare cosa accade, come si comporta il virus e come procede la campagna vaccinale, prima di dare il via libera, che sarebbe peraltro connesso anche a una serie di altre riaperture.

Tutte, a questo punto, condizionate dall’andamento della curva epidemica.

Coprifuoco misura nazionale

Del resto questa scelta è stata ben dettagliata all’interno del decreto che è in vigore fino al 31 luglio. Si seguiranno i dati. Ma non solo. Il coprifuoco è una misura nazionale, e quindi l’indice Rt preso in considerazione sarà riferito a tutta la Penisola, che comprende dunque anche i dati delle regioni che sono in fascia rossa o arancione e dove quindi la circolazione del coronavirus è ancora alta.

Per spostare il coprifuoco alle 23 (o alle 24) e proseguire con le riaperture sarà quindi necessaria un’Italia che tutta intera riduce in modo significativo il ritmo dei contagi e prosegua nella vaccinazione che proprio da maggio dovrebbe diventare di massa con l’arrivo di milioni di dosi di vaccino.

Su questo punto molti concordano: dal prossimo mese l’obiettivo delle 500mila somministrazioni al giorno sarà raggiungibile.

Domani primo monitoraggio

Il primo monitoraggio sarà quello di domani. Non ancora significativo, perché i dati si riferiscono alla settimana precedente alle riaperture del 26 aprile.

Sarà utile però a verificare quali aree del Paese sono ancora a rischio.

È invece già importante per stabilire lo spostamento del coprifuoco alle 23, il bollettino del 7 maggio. Ovvero due settimane dopo la riapertura delle scuole, con i mezzi pubblici affollati e gli spostamenti liberi tra regioni. Con in mezzo anche il weekend del primo maggio, quando, complice anche il bel tempo – molti italiani potrebbero spostarsi in zone di mare o vacanza.

Il report decisivo

Nel report del 14 maggio la situazione dovrebbe essere ancora più chiara. Se tutto dovesse andare bene non si esclude, come detto, di spostare il coprifuoco alle 24. Ma è inutile fare previsioni. L’andamento di questa pandemia non ha mai regalato certezze. Rassicura il confronto con lo scorso anno, quando a maggio i contagi iniziarono a scendere in modo importante, ma anche la campagna di vaccinazione, che ha già messo quasi in sicurezza molti anziani e fragili.

Intanto le Regioni si stanno attivando per le altre riaperture che potrebbero essere decise il 15 maggio.

Piscine e stabilimenti balneari

Il 15 maggio, infatti, le decisioni del governo potrebbero non riguardare solo il coprifuoco.

Nella road map delle riaperture, infatti, ci sono anche le piscine all’aperto e gli stabilimenti balneari. Ma sempre con misure di sicurezza rigide.

Le Regioni hanno proposto di assicurare a ogni ombrellone almeno dieci metri quadrati, con una distanza tra le sdraio e i lettini che non può essere inferiore a un metro.

Nei protocolli sarà anche vietato fare attività sportive di gruppo in spiaggia e in acqua, con l’unica esclusione per il beah-volley e il beach-soccer.

Ristoranti e congressi

Oltre al coprifuoco alle 23 (o alle 24), dal primo giugno in zona gialla riapriranno dalle 5 alle 18 anche i ristoranti al chiuso. E dal primo luglio via libera anche a fiere e congressi.

Ma, come detto, sarà sempre decisivo l’andamento della curva epidemiologica e l’avanzamento della campagna vaccinale.

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