Coprifuoco, forse alle 24 e niente mascherine all’aperto

Coprifuoco, forse alle 24 e si va verso l'abolizione dell'obbligo della mascherina all'aperto: i dati in calo spingono il governo verso queste scelte. Se ne discute nella cabina di regia convocata per domani. Il coprifuoco dovrebbe slittare di due ore già a partire dal 24 maggio. Per l'addio all'obbligo delle mascherine la discussione è partita.

3' di lettura

I dati in calo su contagi, ricoveri e morti lasciano aperta la possibilità di un coprifuoco spostato alle 24 e della fine dell’obbligo della mascherine all’aperto dove è possibile mantenere la distanza di sicurezza.

Decisioni sulle quali si discute da giorni e da giorni si ripete che è importante vedere l’evoluzione del contagio prima di applicarle. I numeri sembrano portare il governo verso quella direzione: il coprifuoco alle 24 e niente mascherine all’aperto. Forse con altri allentamenti delle restrizioni.

Una scelta che allineerebbe l’Italia ad altri Paesi europei. E in vista delle ormai imminenti vacanze estive non potrebbe che essere un segnale di fiducia importante.

Nei cittadini, ma anche nel successo di una campagna vaccinale che sta iniziando a dare i suoi risultati.

Coprifuoco e mascherine, domani la cabina di regia

Se ne discuterà nella cabina di regia convocata per domani (lunedì 17 maggio).

Si parlerà del coprifuoco (con l’opzione 24). Ma anche dei nuovi criteri che stabiliranno quando una regione passa da un colore all’altro.

Così cambia l’indice per cambiare colore

Si pensa di superare l’indice Rt e dare più peso all’incidenza dei casi ogni 100mila abitanti e all’Rt ospedaliero (riferito quindi ai ricoveri e ai posti letto disponibili).

Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, sta professando da mesi l’importanza della “gradualità” nelle scelte. Di «rischio ragionato» rispetto anche ai report settimanali forniti dall’Istituto Superiore della Sanità.

Le riaperture non hanno causato aumento dei casi

Il pressing delle Regioni per le riaperture è forte. E il premier ha dimostrato in questi mesi di prestare maggiore attenzione alle istanze territoriali rispetto al precedente governo. È pur vero che l’esecutivo Draghi si muove in una situazione diversa, con una campagna vaccinale che ha somministrato almeno una dose a più di un terzo degli italiani.

Ma non solo. Le riaperture di fine aprile non hanno prodotto un aumento dei casi, come invece temeva qualche virologo.

Tornati ai livelli di ottobre

I dati sono scesi ai livelli di ottobre. Non si può non dare il merito di questo calo a una campagna di vaccinazione che ormai procede al ritmo di 500mila dosi somministrate al giorno con l’obiettivo entro giugno di raddoppiare quella cifra.

È anche vero che il governo non vuole rischiare di vanificare tutti questi sforzi con scelte imprudenti. Da qui la necessità di muoversi negli allentamenti delle restrizioni con gradualità e cautela.

Matrimoni, coprifuoco e centri commerciali

Domani potrebbe essere deciso di spostare il coprifuoco alle 24 (al momento è l’ipotesi più probabile rispetto alle 23).

Il nuovo orario del “tutti a casa” dovrebbe partire il 24 maggio.

Potrebbero riaprire nei fine settimana anche i centri commerciali.

Per i matrimoni una valutazione sarà fatta a giugno. Una data possibile per la ripartenza è il 15 giugno. Ma per i ricevimenti sarà necessario attendere un calo ancora più importante dei contagi.

E infine si potrebbe discutere sull’abolizione dell’uso della mascherina all’aperto.

È già qualcosa, fino a poche settimane fa sarebbe sembrato a dir poco inopportuno solo pensarci, ora la possibilità di tornare a passeggiare senza quella benda davanti alla bocca sembra molto più probabile.

La stagione turistica

Ma del resto se l’obiettivo è quello di riportare i turisti in Italia, sarà difficile realizzarlo se non si elimina il coprifuoco e l’obbligo delle mascherine all’aperto.

La stagione turistica inizia a metà giugno, per quella data – soprattutto se i dati sulla diffusione del covid saranno ancora in calo – buona parte delle restrizioni potrebbe essere eliminate.

Speriamo solo che presto le restrizioni diventino un ricordo.

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