Coprifuoco, vietato restare al ristorante fino alle 22

Coprifuoco, il limite resta alle 22, poi tutti a casa, e quindi sarà di fatto vietato restare fino a quell'ora nei ristoranti, lo ribadisce il ministero. Non ci sarà tolleranza zero, ma quasi. Controlli nelle zona della movida. Il 15 maggio nuova verifica per l'eventuale slittamento del coprifuoco.

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Niente da fare, il coprifuoco è alle 22 e quindi, in zona gialla, se siete seduti a un ristorante non potrete restare fino allo scoccare del divieto di circolazione, ma bisogna andare via prima, calcolando anche il tempo necessario per rientrare nell’abitazione.

La tolleranza ci sarà, certo. Ma si chiude un occhio, non ci sarà nessun permesso per rientrare più tardi causa cena. Come aveva invece proposto la ministra per gli Affari Regionali, Mariastella Gelmini, che suggeriva di consentire a chi andava al ristorante la possibilità di restare al tavolo fino alle 22 e poi rientrare nella propria abitazione, magari esibendo, se fermato, lo scontrino del locale.

Niente controllo scontrini

Niente da fare. Anche perché non è così semplice verificare chi si è attardato per strada senza un motivo e chi, invece, è uscito da un ristorante. Il carabiniere di turno piuttosto che chiedere i documenti dovrebbe pretendere l’esibizione dello scontrino…

La circolare inviata a prefetti e questori dal Ministero dell’Interno si esprime in modo chiaro, netto e senza equivoci: «Il decreto legge in vigore dal 26 aprile ha confermato la permanenza del limite orario per gli spostamenti tra le 22 e le 5».

Insomma, se volete andare al ristorante – in zona gialla – per una cena, meglio andarci prima delle 20, o sarete costretti a mangiare con estrema velocità.

Coprifuoco, cene e tolleranza

Ma ci sarà comunque tolleranza, dicevamo. E quindi se una decina di minuti dopo il coprifuoco sarete trovati a due passi dalla vostra abitazione, le forze dell’ordine potranno chiudere un occhio.

Se alle 22 siete ancora al ristorante e la vostra residenza è a una decina di chilometri, beh, in quel caso la sanzione è certa.

I controlli sui luoghi della movida saranno rigidi. Più semplice controllare chi allo scoccare del coprifuoco è ancora nei locali piuttosto che verificare scontrini per strada.

Polemiche inutili

La questione coprifuoco ha scatenato le solite polemiche politiche. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha iniziato una raccolta di firme per abolirlo. Il segretario del Pd, Enrico Letta, gli ha ricordato che fa parte dello stesso governo che ha disposto quel decreto.

Comunque sia, come al solito, sono polemiche del tutto inutili: il 15 maggio è stata infatti disposta una prima verifica della situazione epidemiologica dopo le riaperture, se i numeri lo consentiranno il coprifuoco potrebbe slittare alle 23 (ma non si esclude, nel caso i dati fossero rassicuranti, le 24).

Se ne riparla il 15 maggio

Lo conferma il presidente del Consiglio Superiore della Sanità, Franco Locatelli. «Credo che metà maggio sia il tempo minimo che serve per riuscire a vedere anche l’impatto che avrà sulla curva tutta una serie di riaperture».

Una tesi che è sostenuta anche dal Ministro della Salute, Roberto Speranza: «Se ci saranno le condizioni sarò il più felice di tutti a fare altri passi».

Bisognerà aspettare tre settimane, dunque, per l’eventuale abolizione del coprifuoco alle 22.

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