Coronavirus, l’aria condizionata facilita il contagio

Coronavirus, l'aria condizionata facilita il contagio: lo ha dimostrato una equipe di ricercatori americani verificando il comportamento degli aerosol. Lo studio è stato effettuato in ristoranti e tavole calde. È necessario schermare sotto i tavoli e migliorare l'efficienza della filtrazione.

2' di lettura

L’aria condizionata può diffondere con facilità gli aerosol e le particelle potenzialmente infette di coronavirus. Lo ha confermato uno studio pubblicato sulla rivista Physics of Fluids da Aip Publishing. La ricerca è stata condotta dagli esperti dell’Università del Minnesota. Sono state elaborate simulazioni per comprendere i processi fisici e i percorsi che consentono la trasmissione del coronavirus.

«Fornire una valutazione quantitativa del modo in cui i diversi fattori ambientali influenzano le vie di trasmissione e il rischio di infezione per via aerea – ha dichiarato Jiarong Hong dell’Università del Minnesota – può essere un approccio utile per comprendere le misure più adeguate da adottare nei diversi ambienti e contesti sociali».

Cosa accade in ristoranti e tavole calde

I ricercatori hanno utilizzato strumenti di fluidodinamica computazionale avanzati e supercomputer per esaminare le modalità di diffusione degli aerosol e indagare le dinamiche che si verificano quando il flusso d’aria fredda emesso dai condizionatori d’aria interagisce con l’aria calda all’interno di ambienti come ristoranti o tavole calde.

«Sono stati condotti diversi studi per cercare di comprendere la trasmissione aerea del coronavirus – osserva l’esperto – ma in pochi collegano direttamente la previsione della simulazione fluidodinamica computazionale ad alta fedeltà con gli effettivi focolai di infezione segnalati attraverso il tracciamento dei contatti».

Come influisce sulla diffusione del coronavirus

Il tea, ha analizzato fattori fisici come il flusso d’aria, l’effetto termico, il trasporto di aerosol e particelle, la limitata filtrazione dei condizionatori d’aria e la complessa geometria dello spazio, tutti elementi che, come ha spiegato lo scienziato, influiscono sulla trasmissione del coronavirus.

«I nostri risultati – continua – suggeriscono un collegamento diretto tra le regioni ad alto indice di esposizione agli aerosol e i modelli di infezione riportati all’interno dei ristoranti. Utilizzando poi l’analisi della struttura del flusso e il tracciamento inverso delle traiettorie degli aerosol, abbiamo scoperto due potenziali percorsi di trasmissione del coronavirus attualmente trascurati, quello che deriva dagli aerosol che salgono da sotto un tavolo e quelli associata alla limitata efficienza di filtrazione dei condizionatori».

«Il nostro lavoro – ha concluso Hong – evidenzia la necessità di misure più preventive precedentemente poco considerate, come l’importanza di schermare adeguatamente sotto i tavoli e migliorare l’efficienza della filtrazione. La nostra ricerca dimostra anche la capacità e il valore degli strumenti di simulazione per la valutazione del rischio di contagio da coronavirus».

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