Coronavirus, chi si è infettato 9 mesi fa è ancora immune

Coronavirus: importanti risultati di una ricerca ad Ariano Irpino su 750 persone contagiare nove mesi fa: il 99% ha ancora una memoria immunitaria. La ricerca nella ex zona rossa della prima ondata è stata effettuata dalla Asl di Avellino, dall'Istituzo Zooprofilattico di Portici e dall'ospedale dei Colli Aminei. Una buona notizia per chi ha già avuto il coronavirus.

2' di lettura

È una buona notizia quella che arriva da Ariano Irpino sul fronte coronavirus. La popolazione arianese, pesantemente colpita dal contagio nella prima ondata della pandemia, ha conservato una memoria anticorpale. Ovvero: gli anticorpi sviluppati nel corso dell’infezione, nove mesi fa, sono ancora presenti nel 99% dei casi. Semplifichiamo ancora: queste persone sono immuni al coronavirus, come – o anche più – di chi ha avuto già due dosi di vaccino Pfizer.

Coronavirus, analisi su 750 persone contagiate a maggio

L’indagine sulla resistenza della memoria immunitaria, che ha un valore non solo locale, ma internazionale, è stato condotto dalla Asl di Avellino in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e l’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli.

«Un percorso di indagine meticoloso – fa sapere l’Asl avellinese – conclusosi a gennaio 2021 che ha coinvolto gli oltre 750 soggetti residenti ad Ariano Irpino che a maggio scorso si erano ammalati di coronavirus».

La ricerca è stata condotta sottoponendo la popolazione a controlli periodici per la verifica della presenza nel tempo degli anticorpi contro il Coronavirus nel sangue.

Il 99% ha ancora gli anticorpi del coronavirus

I dati raccolti con questa intensa attività di follow-up hanno evidenziato come, a distanza di oltre 9 mesi dall’insorgenza dei sintomi, il 99% della popolazione infettata che si è sottoposta ai controlli mostrasse un valido titolo anticorpale, con tamponi sempre negativi.

Un risultato che, seppur limitato alla quantità di campioni analizzati, contribuisce ad aprire scenari di ricerca estremamente interessanti che riguardano gli studi sulla memoria anticorpale.

La proficua collaborazione tra l’Asl di Avellino, l’Izsme l’Azienda Ospedaliera dei Colli proseguiranno con ulteriori progetti e indagini sulla sieroprevalenza con l’obiettivo di valutare la diffusione del virus.

Anticorpi efficaci anche contro le varianti del coronavirus?

Un dato, quello venuto fuori dall’indagine in Irpinia, che se esteso a livello nazionale, dovrebbe confermare che la gran parte delle persone colpite dall’infezione in questi dodici mesi ora avrebbe una buona immunizzazione. Sarà necessario verificare quanto dura questa immunizzazione, ovvero per quanto tempo ancora gli anticorpi al coronavirus rimarranno nella memoria del sistema immunitario dei singoli pazienti. Nei mesi scorsi alcuni scienziati avevano dichiarato che potrebbe non restare per più di un anno. Ma è una ipotesi da verificare.

Resta anche un altro punto da accertare: gli anticorpi prodotto contro quel ceppo del coronavirus sono efficienti anche per contrastare le nuove e sempre più diffuse varianti?

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