Coronavirus. AstraZeneca, rinviato in Ue approvato in Gb

Coronavirus. Il vaccino AstraZeneca è stato approvato all'uso questa mattina dalle autorità della Gran Bretagna solo ieri invece rinvio a febbraio in Europa. Una accelerazione improvvisa e che spiazza la decisione dell'Ue, motivata anche dal grande aumento dei contagi nel Regno Unito, solo ieri altri 53mila casi.

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Se ieri è slittata a febbraio l’approvazione del vaccino AstraZeneca in Europa, perché mancherebbero alcuni passaggi nella fase di sperimentazione, questa mattina le autorità di regolamentazione del Regno Unito hanno approvato il vaccino sviluppato dall’Università di Oxford e dalla società farmaceutica AstraZeneca.

L’accelerazione inglese

L’annuncio ufficiale del ministero della Salute britannico è arrivato poco fa. La Regulatory Agency for Healthcare and Medical Products (MHRA) ha dato il via libera al vaccino, che sarà il secondo, dopo quello Pfizer, a entrare nel programma di immunizzazione contro il coronavirus avviato l’8 dicembre in Gran Bretagna.

Una accelerazione quasi improvvisa. Chissà se legata anche ai numeri dei contagi in impressionante ascesa nel Regno Unito a partire dall’inizio di dicembre. Solo ieri i casi registrati sono stati 53mila. Ma anche al timore del violento impatto sul sistema sanitario che potrebbe essere causato dalla variante inglese, decisamente più contagiosa delle altre versioni del coronavirus.

Il vaccino è efficace e sicuro

Per i responsabili della sanità britannica, il vaccino Oxford-AstraZeneca ha soddisfatto “rigorosi standard di sicurezza, qualità ed efficacia”.

In una nota, l’Nhs (National Health Service) sottolinea che in questo modo continuerà ad essere messo in atto «un chiaro piano di somministrazione del vaccino sulla scorta di decenni di esperienza nella fornitura di programmi di vaccinazione su larga scala».

La nota del ministero britannico evidenzia inoltre che il sistema sanitario nazionale «ha già vaccinato centinaia di migliaia di pazienti con il vaccino Pfizer/BioNTech».

Un prodotto facile da trasportare e molto economico

Il vaccino – sviluppato all’Università di Oxford in Inghilterra – è significativamente più economico degli altri (3 euro a dose) e, soprattutto, sarebbe molto più facile da trasportare e distribuire nei paesi in via di sviluppo rispetto ai suoi concorrenti poiché non ha bisogno di essere conservato a temperature talmente basse da richiedere l’uso di congelatori speciali.

La sorpresa europea

La notizia sorprende soprattutto dopo il rinvio deciso di comune accordo dall’Ue e dall’azienda farmaceutica. Un rinvio che rischia di minare la campagna di vaccinazione appena partita in Italia.

Il nostro Paese, così come gli altri membri dell’Unione Europea, aveva puntato forte sul prodotto AstraZeneca (e su quello della Johnson & Johnson, ancora più in ritardo).

L’utilizzo di AstraZeneca è stato definito decisivo proprio nei primi tre mesi di vaccinazione. E infatti, ieri, proprio l’Ue ha deciso di acquistare altri vaccini dalla Pfixer. Questa mattina la decisione del ministero britannico.

La confusione è grande.

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