Coronavirus. Atripalda, Gruppo Idea: noi volontari contro il contagio, torneremo a ballare

Viaggio tra i comuni irpini in lotta contro il contagio. Siamo stati ad Atripalda



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Da diverse settimane la situazione è precipitata anche nel Sud Italia e in Irpinia. I casi di coronavirus sono in costante aumento e le regole per ridurre il contagio sono ormai attive in tutto il territorio nazionale. Ma il Sistema Sanitario Nazionale è in grave difficoltà e anche da noi, presto, non ci saranno più posti in terapia intensiva. Per questo le persone si stanno mobilitando sui social per raccogliere fondi per ospedali e presidi sanitari nei propri territori. E per dare assistenza e aiuto, di qualunque tipo, a chi è più in difficoltà.

Ad Atripalda il Gruppo Civico IDEA Atripalda si sta dando da fare in molteplici iniziative ed attività.

Contattiamo Antonio Di Gisi, referente di IDEA Atripalda, per capire meglio come sono nate queste iniziative e come stanno funzionando.

Come e quando nascono le iniziative di questi giorni e come stanno funzionando?Le nostre iniziative in realtà sono partite la settimana prima del famoso lockdown del Governo, ci stavamo interrogando sul mondo che sarebbe stato di lì a poco. Abbiamo preso degli impegni con noi stessi e con la nostra comunità. Come Idea Atripalda ci stiamo muovendo su più fronti; abbiamo dato vita ad una rete di quasi 30 volontari chiamata Atripalda Solidale,colgo l’occasione per ringraziare tutti, con cui abbiamo aderito al Gruppo di Protezione Civile di Atripalda e con cui stiamo collaborando come volontari in tutte le attività messe in campo.

Inoltre, ci siamo chiesti cosa stesse succedendo nel mondo, dando così vita alla rubrica “Sulla stessa terra” con cui ci siamo messi in contatto con tutto il mondo confrontandoci con le persone che in altri 13 Paesi stanno vivendo la stessa emergenza. Speriamo che questa iniziativa sia solo l’inizio di una grande forza di coesione tra i tanti Stati del mondo per uscire insieme dalla pandemia. Infine, stiamo utilizzando le nostre pagine per narrare, dal nostro punto di vista, la quarantena, che sarà diversa, ovviamente, da quella di tutti gli altri. Raccontiamo il nostro non restare a casa, aggiornando i cittadini sulle nostre attività e fornendo loro le informazioni necessarie per usufruire dei servizi offerti.

Come vi possono contattare le persone che leggeranno questa intervista?

Chiunque ci può contattare per qualsiasi informazione, siamo molto celeri nelle risposte e attivi sulle nostre pagine Facebook ed Instagram, anche attraverso la mail, ideaatripalda@gmail.com.

Inoltre, vi consigliamo di contattare i numeri messi a disposizione dalla Protezione Civile per qualsiasi difficoltà.

Come fate ad attenervi alle disposizioni del Governo?

Ovviamente usciamo solo quando dobbiamo svolgere le attività di volontariato presso la Protezione Civile. Anche in quel caso dobbiamo rispettare le norme igienico-sanitarie individuate dal Governo e indossare i dispositivi di protezione individuale, tutelando noi e chi ci è vicino.

Da chi è partita l’idea e in quanto tempo si è concretizzata?

Come ti dicevo, abbiamo cominciato a pensare al nostro impegno durante la quarantena già nella settimana precedente al lockdowndel Governo. Ci chiedevamo come poter essere utili, abbiamo individuato tre parole: “Collaborazione, Corresponsabilità e Comunità”; parole che ci indicano il legame fra una posizione intersoggettiva e la responsabilità comune per la storia e il tempo. Proprio dal loro significato intenso abbiamo dato vita alle nostre attività.

Come state vivendo questi giorni di grave emergenza? Qual è la vostra routine?

Da quando è nato, il nostro gruppo vive sull’incontro e sulla condivisione. Dall’inizio della quarantena ci siamo impegnati per non perdere questa nostra peculiarità. Ci confrontiamo su tutto e ci incontriamo spesso per accorciare le distanze, prossimamente vorremmo organizzare degli incontri online pubblici per parlare di tutte quelle tematiche sociali che in questo periodo si sono aggravate.

Quale ritenete sia la situazione adesso ad Atripalda e in quanto tempo, secondo voi, si potrà tornare alla normalità?

Mi piacerebbe avere una risposta a questa domanda, sono però certo che quando tutto finirà sarà un mondo diverso, un mondo cresciuto. Siamo certi che con l’impegno di tutti riusciremo presto a fuoriuscire da questo deserto, da questa che è la più grande tragedia dal dopoguerra. Guccini dice che “durante la guerra c’era una voglia di ballare che faceva luce”. Ecco, noi non sappiamo quando, ma siamo certi che “torneremo a ballare”.

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