Europa, mai più coronavirus: ora scatta la biodifesa

L'Europa non si farà più sorprendere da una pandemia come quella del coronavirus: scatta un programma di biodifesa continentale permanente. Scoverà agenti patogeni e lavorerà ai vaccini. Duro attacco della von der Leyen alle aziende farmaceutiche; abbiamo finanziato la ricerca, ora fate la vostra parte. E ai giganti del web, ai quali annuncia una stretta da parte dell'Ue.

5' di lettura

Un programma di biodifesa per non non farci più sorprendere da una pandemia, uno schiaffo alle case farmaceutiche per i ritardi nella consegna del vaccino contro il coronavirus, e un calcio allo strapotere dei colossi web americani.

L’intervento di Ursula con der Leyen al World Economic Forum di Davos lascerà il segno. Pronunciato nei giorni dell’emergenza mondiale per il coronavirus (e la conseguente crisi economica), mette paletti ben definiti su quello che deve fare l’Europa (comprese le sfide per ridurre l’inquinamento), e quello che l’Europa si aspetta facciano gli altri, a partire dagli Stati Uniti.

Biodifesa europea permanente

Partiamo dalla biodifesa.

«L’Europa – ha dichiarato la presidente della Commissione Europea – proporrà la creazione di un programma di preparazione di biodifesa, questo programma sarà permanente e sarà dedicato alla preparazione di attività contro i patogeni conosciuti e no e alla preparazione dei vaccini».

«Dobbiamo riunire – ha continuato von der Leyen – l’innovazione e la capacità del settore privato, la visione a lungo termine e il finanziamento preventivabile del settore pubblico. E’ in questo spirito che l’Europa proporrà di creare un programma di preparazione alla difesa biologica».

Biodifesa, tre pilastri principali

«Si tratterà – ha continuato – di un partenariato pubblico-privato e si svolgerà all’interno della nostra nuova Autorità europea di risposta alle emergenze sanitarie (Hera). Il programma si baserà su tre pilastri principali: primo, sarà proattivo. Non possiamo aspettare la prossima pandemia (come per il coronavirus) per iniziare a prepararci. Questo nuovo programma sarà permanente. E sarà completamente dedicato alla scoperta e alla preparazione di patogeni noti ed emergenti, e quindi allo sviluppo e alla produzione di vaccini su larga scala per affrontarli».

«In secondo luogo – ha aggiunto -, garantirà finanziamenti a lungo termine e preventivabili per questo compito, invece di riallocare le risorse di volta in volta. E in terzo luogo, riunirà aziende tecnologiche all’avanguardia, produttori blue chip e autorità di regolamentazione come la nostra Agenzia europea per i medicinali o la Commissione europea».

Vaccino coronavirus, le aziende facciano la loro parte

La presidente della Commissione Europea ha poi ripreso in modo molto duro le compagnie farmaceutiche che hanno rallentato la distribuzione dei vaccini nel vecchio continente.

«L’Unione europea – ha ricordato von der Leyen – ha investito miliardi per contribuire allo sviluppo dei primi vaccini contro il coronavirus. Per creare un vero bene comune globale. E ora, le compagnie devono fare la loro parte. Devono onorare i loro impegni».

«È per questo – ha spiegato – che creeremo un meccanismo di trasparenza sulle esportazioni dei vaccini. L’Europa è determinata a contribuire, ma fa sul serio».

La presidente della Commissione Europea, Ursula von de Leyen

Ciò che è illegale offline deve essere anche online

Poi l’affondo sulle grandi compagnie digitali, da Google a Facebook a Twitter. «Dobbiamo contenere il potere immenso delle grandi compagnie digitali. Significa che ciò che è illegale offline dev’esserlo anche online. Vogliamo che le piattaforme digitali siano trasparenti sugli algoritmi e sia definita chiaramente la loro responsabilità su come selezionano e diffondono contenuti». Come non è accaduto anche con la disinformazione dilagante e dannosa sul coronavirus.

Una vecchia questione, ma che ora sembra arrivata al punto finale: o i big data americani trovano una soluzione credibile o il fronte è aperto, e potrebbe portare a conseguenze imprevedibili (basti pensare che Google e Facebook hanno minacciato di lasciare l’Australia per una legge appena varata dal governo).

Per spiegarsi meglio, la von der Leyen ha citato i fatti di Capitol Hill, con l’assalto al parlamento americano. «L’Europa è pronta. voglio invitare i nostri amici negli Usa a partecipare a questa iniziativa».

«Non importa – ha aggiunto – quanto possa essere stato allettante per Twitter disattivare l’account dell’ex presidente Usa, Donald Trump, un’interferenza così grave con la libertà di espressione non dovrebbe essere basata solo sulle regole aziendali. Occorre un quadro di leggi per decisioni di così vasta portata. Questo è il motivo per cui la Commissione ha lanciato a dicembre la legge sui servizi digitali e la legge sui mercati digitali. Il nostro nuovo regolamento per il nostro mercato digitale».

«Voglio invitare i nostri amici negli Stati Uniti – ha continuato – a unirsi alle nostre iniziative. Insieme, potremmo creare un regolamento sull’economia digitale valido in tutto il mondo: dalla protezione dei dati e della privacy alla sicurezza delle infrastrutture critiche. Un corpo di regole basato sui nostri valori: diritti umani e pluralismo, inclusione e tutela della privacy. L’Europa è pronta».

In Europa un’ondata di ristrutturazioni

«Vogliamo un’ondata europea di ristrutturazioni – ha concluso – perché gli edifici sono responsabili del 40% delle emissioni di gas serra. Per questo abbiamo fissato l’obiettivo di ristrutturare 35 milioni di case nei prossimi dieci anni che andranno fatte per mezzo di materiali sostenibili per l’ambiente».

L’Europa punta sull’idrogeno

E sempre a proposito di ambiente, la von der Leyen, ha annunciato che attraverso Next Gerneration Eu «creeremo delle nuove ‘Hydrogen valleys’ in Europa. L’investimento nell’idrogeno avrà la priorità in Next Generation Eu, perché è anche un buon esempio di come lavoriamo insieme con il settore privato».

«”Abbiamo lanciato – ricorda la presidente della Commissione – l’Alleanza europea per l’idrogeno pulito: oltre mille compagnie si sono unite finora. Con questa alleanza guardiamo all’intera catena del valore dell’idrogeno: dalla produzione alla distribuzione, lavorando sia sull’offerta che sulla domanda. In questo modo sincronizziamo gli investimenti, mettendo insieme le due cose a livello europeo, attraverso i confini. Quando riusciamo a unire le forze, allora vediamo l’Europa al suo meglio: è l’essenza del nostro mercato unico. E’ così che vogliamo uscire dal mondo del coronavirus e dare forma al nostro futuro».

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