Cinema e Covid-19, Assanti: Noi i primi a chiudere e gli ultimi a riaprire

Come e quando ripartiranno i cinema a causa dell'emergenza Coronavirus? Quali sono i maggiori problemi?



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Il mondo del cinema come sta affrontando l’emergenza Coronavirus. La riapertura sembra vicina anche se i film nuovi non sono ancora pronti. L’industria cinematografica italiana ed internazionale ha subito un brusco rallentamento e solo adesso sembra aver ritrovato un pò di slancio per completare i lavori. Adesso è da comprendere come il governo aiuterà un settore che rischia di subire ulteriori danni a causa della diffusione delle piattaforme online.

Assanti: non ci sono film nuovi

Sulla questione abbiamo ascoltato il titolare del cinema Carmen di Mirabella Eclano, Gianbattista Assanti. Il regista irpino ha esordito dicendo: “I danni economici sono notevoli. Siamo stati i primi a chiudere e saremo gli ultimi a riaprire. I film sono bloccati e l’Anica (Associazione nazionale industrie cinematografiche audiovisive e multimediali ndr) non ha intenzione di lanciare film nuovi a giugno quando è prevista un’eventuale riapertura”.

Come ci spiega Assanti, secondo l’Anica non conviene mettere a disposizione dei cinema film che non sono mai andati in onda. Ancora non sono chiare infatti le disposizioni per le riaperture delle strutture e si crede che molta gente, vista la situazione e il periodo estivo, preferisca stare a casa o per strada. La possibilità più accreditata è che i film nuovi saranno lanciati a partire da settembre, in occasione del Festival di Venezia.

“Stesso discorso – continua il regista – vale per le compagnie teatrali, sono tutte sciolte per ora e le norme restrittive non agevolano una ripartenza delle attività. Il 15 giugno non saranno distribuiti film nuovi. Se qualche cinema vorrà si dovrà accontentare di qualche avanzo di gennaio e febbraio”.

Gli aiuti statali

Dallo stato aspettiamo aiuti importanti. Sono stati annunciati i contributi a fondo perduto di 25mila euro ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, anzi l’oceano. Con queste cifre si fa poco e per ripartire abbiamo bisogno di tempo. Sanificare le sale alla fine di ogni proiezione porterebbe anche una lievitazione dei costi dei biglietti. La soluzione potrebbe essere aprire a settembre, in vista di un possibile vaccino e con i dati alla mano sull’andamento dei contagi.

Riapriremo con molte difficoltà. Al cinema è importante andarci in compagnia. In più con le norme sul distanziamento sociale in una sala da 300 posti se ne potranno occupare sono un centinaio così come in una sala da 40 potremo vendere solo una decina di biglietti. Credo che saremo tutti contenti di riaprire a settembre”.

Idee estive e futuro

Sulle possibili idee per salvare la stagione, poi, ci ha detto: “Organizzare ad esempio proiezioni all’aperto è una bella idea. Ci vuole però un comune che propone l’evento e metta a disposizione dei fondi. Le condizioni economiche degli enti adesso sono ancora più precarie a causa di questa emergenza sanitaria. Se non c’è un comune o un ente che propone manifestazioni del genere non possiamo farlo noi e semmai chiedere anche il prezzo del biglietto in una piazza di un paese”.

Sul futuro ha poi concluso: “Per il mondo del cinema non sono molto fiducioso. Molti produttori stanno cedendo i diritti alle piattaforme streaming e alle televisioni, non vorrei che questa diventi un’abitudine così come quella della gente di restare a casa. Credo che potremo essere più tranquilli sono a settembre. Attualmente non saprei dirle nulla sul futuro del cinema”.

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