Coronavirus, le dieci cose che devi sapere

Coronavirus, le dieci cose che devi sapere. Domande ricorrenti e risposte sull'infezione da coronavirus e su quello che sta accadendo in Italia. La situazione attuale, i vaccini, le varianti e quanto tutto questo sarà finito. La pandemia spiegata in modo semplice.

Coronavirus, le dieci cose che devi sapere
Coronavirus, le dieci cose che devi sapere. Domande ricorrenti e risposte sull'infezione da coronavirus e su quello che sta accadendo in Italia.
6' di lettura

Dopo un anno di pandemia da coronavirus, con domande e risposte che si sono rincorse con versioni contraddittorie, ora almeno su dieci punti ci sono certezze. O almeno sappiamo cosa accade e come comportarci. Abbiamo tentato di sintetizzarle. Per fare chiarezza, per togliere qualche dubbio. Ma soprattutto per affrontare in modo giusto questo periodo, con la giusta preoccupazione, ma magri – se possibile – senza ansia.

Quante persone sono morte a causa del coronavirus e quante altre probabilmente moriranno?

In Italia sono morte 86.889 persone (dati 27 gennaio), tra la prima e la seconda ondata di contagi da coronavirus. Difficile dire quante altre potrebbero perdere la vita. La media di decessi quotidiani è tra 400/500, e stenta a scendere, mentre sono in calo le persone che si contagiano e i ricoveri negli ospedali e nelle terapie intensive. Se si riesce a scongiurare la terza ondata e si accelera (ma sarà possibile?), la campagna di vaccinazione, il numero delle vittime potrebbe aggirarsi intorno a 100.000. È un tributo comunque altissimo. La soglia dei 100.000 è già stata superata da molti Paesi. In Europa dalla Gran Bretagna. Gli Stati Uniti sono la nazione dove si sono registrate più morti, siamo già oltre le 400.000 (più delle vittime americane delle seconda guerra mondiale), e le proiezioni per gli Usa parlano di 566.000 morti entro il primo maggio.

Anche per questo, per impedire a numeri drammatici di continuare a crescere, è vivamente consigliato, per i prossimi mesi, continuare a indossare mascherine, mantenere le distanze di sicurezza e praticare una buona igiene per le mani.

Si sentono spesso cattive notizie a proposito della pandemia da coronavirus, c’è qualche buona notizia?

Beh, in Italia i casi sono in diminuzione dalle feste di fine anno in poi. E rispetto al resto d’Europa è una buona notizia. La tanto annunciata terza ondata non si è vista (per fortuna, facciamo gli scongiuri), non è arrivata la tenutissima epidemia da influenza stagionale (sono state utili le mascherine il distanziamento sociale: circola meno del solito anche il raffreddore). Stanno anche migliorando le situazioni di emergenza in tanti ospedali. Se il contagio continua a calare sarò possibile riprendere il tracciamento dei positivi per tenere sotto controllo i focolai.

Si continua a sentire parlare di varianti del coronavirus. Cosa c’è da sapere?

Le mutazioni dei virus non sono nulla di straordinario, perché i virus mutano spesso. Anzi, più si diffondono e più velocemente cambiano. Al momento sono tre le varianti del coronavirus che vengono monitorate con più attenzione e che sono state segnalate in molti Paesi: la variante inglese (B117), la variante sudafricana e la variante brasiliana.

Se ne parla tanto perché tutte e tre queste varianti sono più contagiose del ceppo tradizionale (quello che circola in Italia). Nei laboratori si sta facendo anche il “sequenziamento”, per verificare se i contagi che si riscontrano in Italia siano stati causati dalle varianti. Al momento sono stati individuati nella Penisola diverse decine di casi.

Non sembra comunque che queste varianti del coronavirus abbiano conseguenze più gravi. Sono solo più contagiose.

Si ritorna sempre allo stesso punto: per evitare anche questa variante bisogna non essere imprudenti e rispettare le basilari misure di sicurezza.

I vaccini già disponibili funzionano contro le varianti?

Sì, contro quella inglese sicuramente. Si sta verificando su quella sudafricana e quella brasiliana, che sembrano più resistenti agli anticorpi prodotti dai vaccini. Pfizer ha assicurato che il suo prodotto è efficace. Moderna sta verificando. Il risultato potrebbe essere lo stesso. In caso contrario c’è già un piano B: un terzo richiamo (terza dose), del vaccino sarebbe capace di impedire l’infezione di tutte queste varianti.

Se ho già avuto ha avuto il coronavirus possono di nuovo infettarmi?

I ricercatori hanno valutato che l’immunità per chi ha superato l’infezione dura circa otto mesi (dall’avvenuta guarigione), al termine dei quali si è di nuovo esposti al contagio. Quindi sarebbe meglio continuare a indossare mascherine.

Dove si sta diffondendo maggiormente il coronavirus in questo momento?

Beh, in Italia in questo momento le zone rosse sono pochissime. Il calo dei positivi è quasi uniforme in tutte le Regioni. I contagi più alti restano in Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Puglia e Lazio, ma sono più bassi rispetto a qualche settimana fa e con un numero di tamponi (come ieri), significativamente più alto. Infatti è scesa la percentuale di persone infette rispetto al numero di test effettuati (siamo passati dal 20% al 5/6%).

Ho sentito che ci sono problemi per i vaccini, cosa significa?

È il punto dolente di questo periodo. I ritardi nella consegna del vaccino Pfizer e quelli annunciati del vaccino AstraZeneca (che sarà approvato tra oggi e domani 29 gennaio), hanno rallentato la campagna di vaccinazione. La prima fase, con l’immunizzazione di personale medico e anziani delle Rsa, avrebbe dovuto concludersi in questi giorni e iniziare la vaccinazione degli ultraottantenni. Si sarebbe dovuti arrivare alla vaccinazione di massa prima dell’estate con l’obiettivo, per l’inizio dell’autunno, di somministrare il vaccino ad almeno il 70% della popolazione. A quella cifra c’è – dicono gli esperti – l’immunità di gregge, che avrebbe portato alla scomparsa del coronavirus. I tempi purtroppo si allungheranno. Se tutto va bene quell’obiettivo potrebbe essere raggiunto entro l’anno.

Si aspetta l’arrivo sul mercato di altri vaccini contro il coronavirus: quello di Johnson & Johnson (che ha bisogno di una sola dose), entro aprile e quello italiano entro settembre. Si stano valutando anche il vaccino russo e quello cinese.

Incrociamo le dita.

Quando saprò che è il mio turno di fare il vaccino?

Purtroppo, per tutto quello che hai letto prima, il programma vaccinale è stato rimodulato e fino a quando non si avrà certezza sulla fornitura del prodotto sarà difficile azzardare una ipotesi. Al momento c’è uno scontro molto duro tra l’Unione Europea e AstraZeneca, che avrebbe dovuto fornire alla sola Italia 40 milioni di dosi.

E tutte queste cose che si dicono sui vaccini?

La disinformazione sui vaccini circola anche più del coronavirus e rappresenta una seria minaccia per la salute pubblica, soprattutto in questi tempi di pandemia. I vaccini al momento disponibili, e sono già stati inoculati a diverse decine di milioni di persone, hanno dimostrato di essere sicuri. In Europa ancora di più. Oltre ad aver superato i controlli delle case farmaceutiche, hanno superato il vaglio (severo), dell’Ema, che è l’ente di controllo europeo, e dell’Aifa, l’ente italiano.

Gli effetti collaterali, come per ogni farmaco, ci sono. Non sembrano particolarmente fastidiosi. È chiaro che per chi soffre di gravi reazioni allergiche o ha qualche particolare patologia, potrebbero non essere indicati. Ma di questo sarà informato anche il vostro medico curante. E per ogni informazione sicura sui vaccini è preferibile discuterne con il vostro medico piuttosto che seguire le voci infondate che si rincorrono sui social.

Ho avuto l’infezione da coronavirus, sono guarito eppure non mi sento ancora molto bene. È normale?

Per alcune persone il recupero completo dal covid può richiedere più tempo, a volte anche più di un mese. I ricercatori stanno cercando di capire per quanto tempo e in che misura. Può accadere soprattutto se l’infezione è stata più grave.

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