Coronavirus, le donne incinte trasmettono immunità a neonati

Coronavirus, le donne incinte trasmettono immunità a neonati: sono le conclusioni di una ricerca americana su un migliaio di donne in gravidanza. I neonati ricevono gli anticorpi dal cordone ombelicale e nessuno di loro è nato con l'infezione.

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Le donne incinte positive al coronavirus possono trasmettere immunità naturale ai neonati. È stata una domande che ha caratterizzato i primi dodici mesi di pandemia. Le nuove scoperte, pubblicate su JAMA Pediatrics, hanno ora aggiunto altre certezza a quella che sulle prime sembrava solo una ipotesi: gli anticorpi al coronavirus possono attraversare la placenta.

«Quello che abbiamo trovato – ha dichiarato al MedicalNewsToday il professor Scott E. Hensley, docente di microbiologia alla Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania – è abbastanza coerente con quello che abbiamo appreso dallo studio su altri virus».

Gli anticorpi trasferiti ai feti

Le donne – secondo la ricerca – non solo trasferiscono gli anticorpi ai loro feti, ma se infettate prima della gravidanza possono trasferirne anche di più. Una scoperta che potrebbe avere delle implicazioni quando donne in attesa saranno sottoposte alla vaccinazione. Per il professor Hansley «vaccinare le donne all’inizio della gravidanza potrebbe offrire maggiori benefici protettivi, ma gli studi che analizzano gli effetti della vaccinazione sulle donne incinte devono ancora essere completati».

La ricerca su 1.500 donne in gravidanza

Nel corso della ricerca gli studiosi della Pennsylvania hanno testato più di 1.500 donne che hanno partorito nell’ospedale di Philadelphia tra aprile e agosto dello scorso anno. Di queste, 83 hanno riscontrato anticorpi al coornavirus e dopo il parto 72 di quei bambini sono risultati positivi agli anticorpi covid attraverso il sangue del cordone ombelicale, indipendentemente dal fatto che le loro madri avessero dei sintomi.

Più anticorpi rispetto alla madre

Per Karen Puopolo, professoressa associato di pediatria presso l’Università della Pennsylvania e uno degli autori senior dello studio, la metà di quei bambini aveva livelli di anticorpi alti o più alti di quelli trovati nel sangue della madre, e in circa un quarto dei casi, i livelli di anticorpi nel sangue del cordone ombelicale erano da 1,5 a 2 volte superiori alle concentrazioni riscontrati nella mamma.

I ricercatori hanno anche scoperto altro. Più è stato lungo il periodo tra l’inizio dell’infezione da coronavirus e il parto e più anticorpi sono stati trasferiti. Un effetto che è stato notato anche in altri studi.

I neonati sono stati infettati dal coronavirus

Gli anticorpi che hanno attraversato la placenta erano immunoglobulina G, o IgG, ossia il tipo di anticorpi che viene prodotto giorno dopo essere l’inizio dell’infezione e si pensa che offrano una protezione a lungo termine contro il coronavirus.

Su nessuno dei neonati è stato trovato con immunoglobuline M, o IgM, anticorpi che in genere vengono rilevati solo subito dopo l’infezione, una scoperta che suggerisce anche un’altra conclusione: i neonati non sono stati infettati dal coronavirus.

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