Coronavirus. Il giorno del vaccino: primi spiragli di luce

Coronavirus. È il giorno del vaccino, il Vday, in Italia e in tutta Europa: si inizia a somministrare il siero contro il coronavirus, numeri simbolici ma è l'inizio della vaccinazione di massa. Alle 8 tutti i centri avranno il prodotto, poi si parte con le somministrazione. La maggioranza sono donne. La campagna dovrebbe concludersi all'inizio dell'autunno.

Coronavirus. Il giorno del vaccino: primi spiragli di luce
È il giorno del vaccino, il Vday, in Italia e in tutta Europa: si inizia a somministrare il siero contro il coronavirus, numeri simbolici ma è l'inizio della vaccinazione di massa.
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E’ passato meno di un anno dall’inizio della pandemia da coronavirus del mondo e in pochi avrebbero scommesso sull’inizio della campagna vaccinale così presto. I più ottimisti ritenevano ci volesse almeno un anno e mezzo. Il che avrebbe significato altri sei mesi in balìa dell’infezione prima di iniziare a intravedere una speranza, una piccola luce.

Il vaccino in Italia dopo 72mila morti

Quella luce si accende oggi, giorno del Vday in tutta Europa, Italia compresa. E nel nostro paese la «più grande opera di vaccinazione di massa» inizia dopo 2 milioni di contagi e 72mila morti. Un bilancio pesantissimo, tra i più alti al mondo.

La vaccinazioni “simboliche” inizieranno in contemporanea in tutta Italia e in tutta l’Unione Europea, solo Ungheria, Slovacchia e il Land tedesco della Sassonia-Anhalt hanno deciso di anticipare di un giorno la somministrazione del vaccino Pfizer.

Il vaccino come un regalo di Natale

Il vaccino è arrivato il giorno di Natale, come un pacco regalo. È partito dal Belgio per essere consegnato all’Istituto Spallanzani di Roma e da lì, con aerei e camion scortati dall’esercito e dalle forze dell’ordine, distribuito negli hub disseminati sul territorio nazionale.

Saranno suddivisi così

È una partenza simbolica, solo 9.750 dosi. Alla Lombardia, regione più colpita dal coronavirus, andranno 1.620 dosi. Poi Emilia Romagna (975), Lazio (955), Piemonte (910), Veneto (875) e Campania (720).

La consegna alle 8

I vaccini sono stati consegnate alle 8. Sono già in scongelamento (devono essere conservati a -75 gradi). Subito dopo il via alla somministrazione. Che andrà in maggioranza a donne. Tra dottoresse, infermiere, ricercatrici, pazienti e ospiti e personale delle Rsa. Le prime categorie a a dover essere immunizzate nel piano che è stato presentato al parlamento dal ministro della salute, Roberto Speranza.

450mila vaccinati a settimana per un mese

Entro gennaio dovrebbe essere vaccinato, con un ritmo di 450mila dosi a settimana tutto il personale sanitario e quello delle Rsa. Due milioni di persone. Nel frattempo saranno installati in tutta Italia i 1.500 gazebo e partirà la vaccinazione di massa, soprattutto dopo che saranno approvato dall‘Ema (e dall’Aifa), i vaccini di Moderna e AstraZeneca.

Tutti i vaccini in arrivo in Italia

Si punta a iniettare, entro il primo trimestre del 2021, 9 milioni di dosi di vaccino tra quelli prodotti da Pfuizer e Moderna. Nel secondo trimestre arriveranno da queste aziende – le prime ad aver avuto approvato il vaccino – altre 13 milioni di dosi, e ne potrebbero arrivare durante l’anno altre decine da AstraZeneca e Johnson & Johnson, che sono ormai alla fase finale della sperimentazione.

L’Unione Europea ha prenotato anche il vaccino di CureVac e Senofi, ma le due aziende non forniranno il prodotto prima dell’inizio del 2022. In tutto sono 202 milioni di dosi, che possono garantire la vaccinazione di 101 milioni di persone. Quasi il doppio del fabbisogno italiano.

Si dovrebbe finire in autunno

Si potrà dire di essere usciti dalla pandemia solo quando il 70, l’80% degli italiani sarà stato vaccinato. Ossia quando si avrà la cifra base per poter arrivare all’immunità di gregge. Tra la tarda estate e l’autunno. Non è proprio dietro l’angolo, ma neppure è un miraggio. Se si considera che con l’avanzare della vaccinazione e la fine dell’inverno, la situazione dovrebbe comunque gradualmente migliorare. Soprattutto negli ospedali.

L’immunità a un mese dalla prima iniezione

Nel frattempo non si può far altro che resistere, tenere duro, e continuare a essere responsabili per evitare nuove ondate. Soprattutto ora, con le mutazioni del coronavirus che destano forti preoccupazioni.

Chi si vaccina non è immediatamente immune. Bisogna aspettare tre settimane per la seconda dose e un’altra settimana ancora. Quindi un mese dopo la prima somministrazione del vaccino.

Così in Campania

Le dosi di vaccino arriveranno in Campania all’Ospedale del Mare di Napoli e da lì saranno smistate negli altri sei punti di vaccinazione previsti per la prima giornata dimostrativa, dove arriveranno nel giro di due ore.

I punti di somministrazione saranno 6. A Napoli oltre all’Ospedale del Mare ci sarà la vaccinazione al Cardarelli e al Cotugno, a Caserta all’Ospedale San Sebastiano, ad Avellino al Moscati, a Benevento al San Pio, a Salerno al Ruggi.

La vaccinazione dimostrativa si svolgerà anche in una rsa di Napoli al Frullone.
Ogni ospedale avrà poco meno di cento vaccini, mentre la rsa ne avrà una ventina. Ogni ospedale ha già l’elenco di medici, infermieri e oss che si sono prenotati e a cui saranno somministrati i vaccini nel giro di sei ore in ogni ospedale.

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