Coronavirus, poche visite e boom di morti di cardiopatici

Coronavirus, boom di morti di cardiopatici: l'emergenza sanitaria ha causato un drastico calo di visite e ricoveri e un aumento dei morti soprattutto tra i cardiopatici. Ma hanno sofferto i pazienti di tutte le patologie: 400 trapianti in meno e solo nei primi cinque mesi del 2020 un milione e mezzo di screening per prevenire il tumore in meno, che comporterà un aumento consistente di diagnosi tardive.

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Meno visite mediche, meno diagnosi e aumento dei morti, soprattutto cardiopatici. Ma anche 400 trapianti in meno. Per non parlare degli screening per il tumore. Sono gli effetti collaterali della pandemia. E sono gravi. Lo immaginavamo tutti, ma i numeri raccontano una realtà ancora più drammatica.

Boom di morti di cardiopatici: dal 4.1% al 13.7%

Nel 2020, c’è stato un calo del 37% delle prestazioni sanitarie, del 42% delle visite ambulatoriali, del 30% dei ricoveri, del 32% dei trattamenti terapeutici. E, di conseguenza, un boom di morti di cardiopatici. Siamo passati dal 4.1% del 2019 al 13,7% dello scorso anno.

I dati sono stati analizzati da Unimpresa Sanità che evidenzia la forte riduzione di tutto il sistema medico diagnostico italiano, causato dall’emergenza sanitaria.

Il 50% dei pazienti si è arrangiato: i risultati si vedono

«Nel 2020 – dichiara il consigliere nazionale di Unimpresa Sanità, Anna Rita Blanco – abbiamo potuto ricoverare metà delle persone che avevano problemi cardiaci e l’altra metà si è dovuta arrangiare come meglio poteva ed i risultati si vedono. Mancano personale sanitario, posti letto e strutture».

Li liste d’attesa si sono allungate a dismisura

«Tutto questo dopo che il Ministro Speranza e Governo – aggiunge Blanco – avevano assicurato alla sanità svariati centinaia milioni di euro per evitare che gli italiani morissero a casa loro senza assistenza. Così non è andata. Le liste d’attesa per visita specialistica sono aumentate a dismisura e non si sa quando potremo ritornare ad una forma di normalità».

«Siamo ritornati all’era del bronzo in molti settori dell’economia – continua Blanco – e la sanità è una tra queste. Incapacità di gestione a livello governativo e di management nei vari settori dell’economia nazionale hanno reso ancora più fragile un tessuto sociale che già stava messo male nel 2019, figuriamoci adesso con 190 miliardi di debito pubblico in più».

I più deboli sono stati abbandonati

«Hanno cercato – conclude – di mettere la pezza al buco dando bonus a pioggia a chi sapeva alzare di più la voce, ma quello che hanno ottenuto è di usare una spugnetta per asciugare il mare, abbandonando i più deboli nella tempesta senza salvagente e con la riva distante ancora non si sa bene quanto».

In calo trapianti e screening tumori

La pandemia da coronavirus non ha causato solo un boom di morti di cardiopatici, gli effetti sono sono sentiti anche sui trapianti. 400 operazioni in meno nel 2020, con un calo del 10% rispetto al 2019. Dati, in fondo, meno drammatici rispetto ai cardiopatici, ma che segnalano comunque una evidente difficoltà.

Sul fronte tumori solo nei primi cinque mesi del 2020 si è registrato un calo degli screening tumorali di un milione e mezzo. Il che porterà a un numero molto alto di diagnosi tardive.

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