Coronavirus, meno contagi. Aumento in terapia intensiva

Meno contagi e meno decessi, ma aumentano i posti letto occupati nelle terapie intensive. Il timore più grande è legato all'approvvigionamento delle dosi vaccinali, dato che le case farmaceutiche che hanno chiuso accordi con l'Italia hanno dichiarato che non riusciranno a rispettarli. Il presidente, Giuseppe Conte, e il Commissario Straordinario, Domenico Arcuri, promettono azioni legali.

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Meno nuovi contagi da coronavirus in Italia e meno decessi, ma aumentano i posti letto occupati nei reparti di terapia intensiva.

I numeri sono quindi clementi rispetto agli aumenti dei giorni scorsi, ma il dato dei morti è comunque drammatico: 299 vittime, solo in Veneto se ne contano 92. Dall’inizio dell’emergenza coronavirus sono morte in Italia 85461 persone.

Il dato dei positivi al coronavirus in Italia è di 11629, ieri era stato di 13331. I decessi come detto sono scesi sotto quota 300, ieri invece erano stati 488 (dato più in linea con quello delle scorse settimane).

Coronavirus, posti letto e dati dalle regioni

Come anticipato, tornano a crescere i posti letto occupati nelle terapie intensive, dopo giorni in cui si era registrato un decremento costante. Ci sono infatti +14 posti occupati, per un totale di 2400 pazienti. Nei reparti ordinari c’è invece un decremento di 94 posti letto occupati, che si attestano a 21309 unità.

Sono 4 le regioni che per numero di positivi superano le 1000 unità, con la Lombardia che ne conta più di tutti: 1375. Ci sono poi l’Emilia Romagna (1208), la Campania (1069) e il Lazio (1056).

Ecco di seguito il dettaglio sul numero dei positivi in Italia e dei posti letto occupati negli ospedali, regione per regione. La tabella è stata estratta dal bollettino ufficiale della Protezione Civile:

coronavirus italia bollettino 24 gennaio 2021
Il dettaglio sul numero dei positivi al coronavirus e dei posti letto occupati negli ospedali, regione per regione.

Le persone attualmente positive al coronavirus in Italia sono 499278, un incremento di 444 persone rispetto a ieri, quando invece ce ne sono state 3219 in meno rispetto all’altro ieri.

Di questi positivi: 475278 sono in isolamento domiciliare; 21309 sono ricoverati in ospedale con sintomi; 2400 hanno bisogno di cure nei reparti di terapia intensiva.

Coronavirus, questione vaccini

La campagna vaccinale procedeva spedita e l’Italia era uno dei paesi più efficienti nella somministrazione delle dosi vaccinali. Purtroppo sono arrivate notizie spiacevoli dalle case farmaceutiche che hanno dichiarato di non riuscire a rispettare le quantità di vaccini da consegnare.

Un taglio del 20% da parte di Pfizer e del 60% da parte di AstraZeneca. Una brutta notizia che fa slittare la previsione della cosiddetta «immunità di gregge» di almeno tre mesi (primi mesi del 2022).

C’è grande apprensione nel governo, che teme ulteriori ritardi e promette azioni legali verso quelle case farmaceutiche che non rispetteranno i contratti. Questo è il post del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che spiega la situazione, ancora in costante evoluzione:

Al momento su 1.853.475 dosi consegnate ne sono state somministrate 1.370.449, ossia il 73,9%. La realtà più virtuosa da questo punto di vista è Bolzano, che è arrivata al 100,5% delle somministrazioni, grazie alla facoltà di usufruire della cosiddetta «sesta dose». Chi ha fatto peggio è la Calabria, con appena il 42,3% delle somministrazioni.

coronavirus italia vaccinazioni 24 gennaio 2021
L’elenco delle regioni ordinate per efficienza nella somministrazioni delle dosi vaccinali.

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