Coronavirus Italia. 26.062 contagi. I numeri dei vaccini

Coronavirus Italia: restano alti ma stabili i numeri del contagio in Italia ma aumentano in modo importante i positivi e i ricoveri nei reparti e nelle terapie intensive. Si sono registrate altre 317 vittime. Tutti i numeri della campagna di vaccinazione, regione per regione.

4' di lettura

Sono 26.062 i positivi al test del coronavirus in Italia nelle ultime 24 ore. Ieri erano stati 26.824. Si contano 317 vittime, ieri 380 .

Sono stati effettuati 372.944 tamponi molecolari e antigenici. Ieri i test erano stati 369.636 . Il tasso di positività (rapporto positivi/test) odierno è del 6,98%, ieri era stato del 7,2%, quindi oggi in calo dello 0,2%

Sono 270 gli ingressi in terapia intensiva per l’infezione da coronavirus. Il saldo giornaliero tra ingressi e uscite è di 68 pazienti in più. In totale in rianimazione ci sono ora 2.982 persone. Nei reparti ordinari (pneumatologia e malattie infettive) sono invece aumentati i pazienti di 497 unità rispetto a ieri, portando il totale a 24.153.

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I casi totali da inizio epidemia sono 3.201.838, i morti 101.881. Gli attualmente positivi sono 520.061 (+10.744 rispetto a ieri), i dimessi e i guariti 2.579.896 (+14.970), in isolamento domiciliare ci sono 492.926 persone (+10.179).

La Regione con più casi di infezione da coronavirus è sempre la Lombardia (+5.809), seguita da Emilia Romagna (+2.950), Campania (+2.940), Veneto (+2.682), Piemonte (+2.159) e Lazio (+1.998).

Vaccinazioni, tutti i numeri in Italia

Vaccinazioni in Italia, la media di marzo è salita fino a 170mila somministrazioni ogni 24 ore. Negli ultimi due giorni è stata superata quota 200mila. Ma l’obiettivo del commissario all’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, e dei tanti che lavorano con lui è un altro, più ambizioso: 500mila somministrazioni al giorno.

La lotta al coronavirus passa anche per i numeri. E quelli aggiornati quotidianamente online dalla struttura commissariale confermano che la battaglia al virus deve fare ancora i conti con il suo limite più grande: la disponibilità limitata di vaccini.

A oggi, sono 6.430.266 le dosi somministrate (a 3.914.126 donne e 2.516.140 uomini), l’89,2% di quelle consegnate, che sono 7.207.990. I punti di somministrazione sono 1.733 – un numero destinato a lievitare e a comprendere tutti i siti possibili, unità mobili comprese – ma la macchina ha velocità diverse nelle varie regioni: la Puglia è la più virtuosa, con il 99,3% delle dosi somministrate rispetto a quelle consegnate (424.806 su 428.905), davanti a

  • Valle d’Aosta (99%),
  • Provincia Autonoma di Bolzano (98%),
  • Campania (97,2%),
  • Toscana (96%),
  • Abruzzo (95,6%),
  • Marche (95,1%),
  • Lazio (93,6%),
  • Piemonte (91,2%),
  • Molise (91,2%),
  • Emilia Romagna (91%),
  • Provincia Autonoma di Trento (90,7%),
  • Friuli Venezia Giulia (89,7%),
  • Umbria (89,2%),
  • Basilicata (87,3%),
  • Sicilia (86,9%),
  • Lombardia (83,3%),
  • Veneto (83,1%),
  • Calabria (77,1%),
  • Liguria (77,1%)
  • Sardegna (73,2%).

Vaccini, categorie ed età

Le percentuali, naturalmente, vanno lette anche in funzione della popolazione e delle diverse situazioni emergenziali con le quali sono alle prese alcuni territori ma per tutti il cambio di passo è arrivato quando si è rinunciato all’idea di ‘mettere da parte’ un 20-30% per le seconde dosi, dilatando per quanto possibile i tempi del richiamo e optando invece per un fondo di solidarietà dell’1-2% di dosi da riservare a criticità legate a eventuali cluster locali.

Gli italiani che hanno ricevuto sia la prima che la seconda dose del vaccino contro il coronavirussono quasi due milioni (per l’esattezza 1.922.072); i 6,4 milioni che hanno ricevuto almeno la prima si dividono tra 2.679.987 operatori sanitari, 1.052.286 unità di personale non sanitario, 471.858 ospiti di strutture residenziali, 1.476.864 ultraottantenni, 178.382 appartenenti alle forze armate e 570.889 uomini e donne del mondo della scuola.

Divisione per categorie che spiega anche la divisione per fasce d’età, con 430.137 ultranovantenni, 1.442.177 tra 80 e 89 anni, 210.263 tra 70 e 79 anni, 764.633 tra 60 e 69 anni, 1.297.627 tra 50 e 59 anni, 1.008.776 tra 40 e 49 anni, 753.363 tra 30 e 39 anni, 516.863 tra 20 e 29 anni, 6.427 tra 16 e 19 anni. Per ora, la larga maggioranza dei vaccini arrivati all’hub di Pratica di Mare e distribuiti nelle varie regioni è di Pfizer/BioNTech (5.202.990 dosi), davanti ad AstraZeneca (1.512.000) e Moderna (493.000).

Il ritiro cautelativo del lotto AstraZeneca (circa 250mila dosi, in gran parte somministrate) ha suscitato molto allarme ma sembra non essersi tradotto in un numero eccessivo di rinunce. Adesso molte speranze sono legate al via libera dell’Aifa – arrivato ieri – al vaccino Johnson & Johnson, che tra i vantaggi presenta quello di non necessitare di richiamo: nel secondo trimestre nel nostro Paese ne sono attese 7,3 milioni di dosi.

Le previsioni in Germania

La variante inglese non fa danni solo in Italia. Le infezioni da coronavirus in Germania potrebbero raggiungere entro metà aprile i picchi visti intorno a Natale, secondo un nuovo rapporto dell’Istituto Koch (RKI).

La previsione mette in conto oltre 30.000 casi al giorno di coronavirus nella settimana a partire dal 12 aprile. “Un’estrapolazione delle tendenze mostra che i numeri dei casi possono essere previsti sopra al livello di Natale dalla quattordicesima settimana” dell’anno in poi, secondo il rapporto. L’incidenza dei nuovi contagi è in rapida ascesa in Germania. Il bollettino odierno è di 12.674 casi nelle ultime 24 ore, oltre 3.000 in più rispetto a una settimana fa.

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