Coronavirus. Lioni, anche la Pro Loco raccoglie fondi per il Criscuoli

Viaggio tra i comuni irpini in lotta contro la diffusione del contagio. Siano stati a Lioni



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Da molti giorni la situazione è precipitata anche nel Sud Italia e in Irpinia.
I casi di coronavirus sono in costante aumento e le regole per ridurre il contagio sono ormai attive in tutto il territorio nazionale. Ma il Sistema Sanitario Nazionale è in grave difficoltà e anche da noi, presto, non ci saranno più posti in terapia intensiva. Per questo le persone si stanno mobilitando sui social per raccogliere fondi per ospedali e presidi sanitari nei propri territori.

A Lioni ci ha pensato la Pro Loco, creando una raccolta fondi sulla piattaforma derev.com per l’Ospedale Criscuoli di Sant’Angelo dei Lombardi.

Contattiamo il Presidente della Pro Loco, Maria Antonietta Ruggiero, per capire meglio come è nata la raccolta fondi e quali obiettivi si pone.

Con l’aggravarsi della situazione in Italia e nel resto del mondo, abbiamo pensato a quali fossero le azioni che nell’immediato potessero dare un contributo concreto alla lotta contro Il Covid19. Da qui nasce la nostra iniziativa. Se non ci fosse stato questo coinvolgimento diretto, avremmo attivato anche una raccolta fondi per la città di Bergamo, per non dimenticare la solidarietà che quella città mostrò nei tragici giorni del terremoto proprio al nostro paese con la costruzione di palazzi a schiera a Campo Bergamo, area presente sul territorio dove vivono ancora oggi tante famiglie lionesi.

Come verranno utilizzati i soldi raccolti?

L’obiettivo che ci siamo prefissati è quello di raccogliere un’importante cifra per acquistare strumenti utili a potenziare la struttura ospedaliera di Sant’Angelo dei Lombardi. Ci sentiremo telefonicamente con il Direttore Sanitario, Dottor Frieri e a secondo della quota raccolta dalla Pro Loco acquisteremo direttamente lo strumento che ci indicherà l’Ospedale.

Come funziona la piattaforma derev.com che tu hai deciso di utilizzare?

È una piattaforma online di facile utilizzo. Si può accedere registrandosi alla piattaforma, o con un account facebook o google, donare una determinata cifra attraverso carta di credito, o facendo un bonifico.

Chi ti sta aiutando a diffondere la raccolta sui social?

Prima di attivarla ci siamo confrontati con il sindaco del Comune di Lioni. Proprio in questi giorni abbiamo constatato la sensibilità e la solidarietà di diverse associazioni, imprenditori, commercianti e singoli individui. Tante le telefonate che in queste ore ci stanno arrivando non solo per la donazione, ma per la condivisione del progetto che stiamo portando avanti. Praticamente ci sta aiutando tutta la comunità irpina.

Come stai vivendo questi giorni di grave emergenza? Dove ti trovi? Qual è la tua routine?

Io sono a casa in questo momento con la mia famiglia. Seguo molto gli aggiornamenti relativi a questa tragedia dalla quale possiamo uscire più forti di prima. Leggo, guardo film, mi dedico alle passioni che a causa della vita frenetica non riesco mai a portare avanti

Quale ritieni sia la situazione e in quanto tempo, secondo te, si potrà tornare alla normalità?

Sono una persona molto positiva. Io credo che seguendo le misure restrittive decretate dal Governo i tempi potrebbero essere ridotti. Questa condizione che stiamo vivendo è anche un modo per contemplare le piccole cose che ci circondano e che, spesso, ci appaiono inutili. La scoperta della lentezza è anche un modo per ritrovare sé stessi, tutto questo sarà anche una lezione di vita.

Com’è la situazione attualmente a Lioni e in Alta Irpinia? 

A Lioni non ci sono casi di Coronavirus. Purtroppo Ariano è la città più coinvolta alla quale invio la solidarietà della Pro Loco. In questi momenti ci si sente inermi, purtroppo non possiamo agire concretamente.

Quali sono i rischi per il SSN italiano e per quello del Sud in particolare?

I rischi sono tanti, dati gli alti tassi di contagiati e una sanità troppo debole per far fronte a questa pandemia. Tutto ciò dovrebbe farci riflettere e spingere le Istituzioni a reinvestire risorse anche su alcuni settori essenziali come la Sanità. Al Sud è ancora più preoccupante anche per questo nasce questa raccolta fondi, proprio perché si ha la consapevolezza del problema

Come stanno reagendo le persone a questa raccolta fondi? Quali messaggi hai riscontrato finora?

Positivamente. C’è tanta solidarietà.

Te lo aspettavi quando hai creato la raccolta fondi?

Quando si raccolgono fondi per migliorare le condizioni di vita di un cittadino su questo territorio e per garantire un servizio sanitario adeguato, io credo che la sensibilità e la solidarietà siano fondamentali ed essenziali. In questa fase è del tutto evidente l’esigenza di ogni individuo. Un contributo minimo attraverso il quale ci si sente vicini anche alle famiglie di coloro che hanno perso questa battaglia, un modo per dire “ci sono anche io a dire NO AL COVID 19”.

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