Coronavirus mondo, OMS: scuole restino aperte

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha sottolineato come le scuole non siano i vettori principali del contagio da coronavirus e che quindi, data la loro importanza, vanno tenute aperte. Intanto in Danimarca si è scongiurato il pericolo del virus nei visoni, che però si riaffaccia nella vicina Svezia. Intanto la Francia vuole posticipare il Black Friday e il Regno Unito spera di riaprire a Natale.

Coronavirus mondo, OMS: scuole restino aperte
Le ultime notizie sulla diffusione del contagio in Europa e nel mondo e le contromisure che sttnano prendendo i governi delle zone più colpite del pianeta.
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Il direttore regionale dell’OMS per l’Europa, Hans Kluge, ha dichiarato senza mezzi termini che i bambini non sono fonte primaria di contagio da coronavirus e che quindi le scuole vanno tenute aperte, anche se diversi paesi si ostinano a tenerle chiuse.

L’occasione per ricordare al mondo queste parole è la ricorrenza del World Children’s Day (La giornata internazionale per i diritti dei bambini dell’infanzia e dell’adolescenza), che si celebrerà domani. Kluge ha sottolineato:

«Domani è il World Children’s Day, un giorno che ci ricorda di preservare i diritti dei bambini, in mezzo a questa crisi. L’OMS resta fermamente impegnata a sostenere i Paesi europei affinché mantengano aperte le scuole primarie e garantiscano un apprendimento sicuro».

Germania

Angela Merkel ha dichiarato che la situazione in Germania è ancora molto grave, sia per l’aumento dei nuovi contagi da coronavirus che per l’occupazione delle terapie intensive.

Ci sono però segnali buoni e a dirlo è il direttore del Robert Koch Institut, Lothar Wieler, che tiene sotto controllo le statistiche del coronavirus e ogni giorno produce bollettini sull’epidemia. Sembra che la diffusione si sia stabilizzata, ma è ancora troppo presto per affermare che si sia superato il picco.

I dati di oggi sono in linea con quelli di una settimana fa, con 22609 nuove infezioni (5mila in più di ieri) e 251 decessi.

Serbia

Si aggravano le condizioni di salute del patriarca serbo Irinej, a capo della Chiesa ortodossa serba. Sotto la sua giurisdizione ricadono i fedeli che vivono in Serbia, Montenegro, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia e Croazia.

Irinej ha 90 anni e nei giorni scorsi aveva accusato dei problemi cardiaci che avevano portato diverse testate a comunicarne la morte. La smentita è però arrivata immediatamente.

Il patriarca è stato ricoverato il 4 novembre scorso perché risultato positivo al coronavirus dopo essere ritornato dal Montenegro, dove aveva assistito ai funerali del metropolita Amfilohje, capo della Chiesa ortodossa serba di Montenegro e morto per con il Covid-19.

Danimarca e Svezia

L’abbattimento di massa di milioni di visoni ha fatto sì che una possibile variante del Sars-CoV-2 venisse completamente sradicata. Ne sono quasi certi i membri della comunità scientifica danese che, certamente non a cuor leggero, avevano consigliato l’abbattimento di tutti gli esemplari.

L’ultimo contagio rilevato della variante del coronavirus risale alla metà di settembre. Ecco perché, nella regione dello Jutland, dove si concentra la maggior parte degli allevamenti di visoni, sono state allentate le misure di contenimento per un ritorno (quasi) alla normalità.

Cattive notizie però arrivano dalla Svezia, dove si è accesa una spia d’allarme. Sono stati ritrovati dei positivi al coronavirus in allevamenti di visoni. Sono immediatamente partite delle indagini per comprendere come gli allevatori abbiano contratto il virus e se questo sia stato trasmesso dagli animali.

Regno Unito

Il premier britannico, Boris Johnson, si è detto fiducioso di riuscire a garantire alle famiglie di potersi riunire nel periodo natalizio. La comunità scientifica ha sobbalzato alla possibilità di allentare le misure, ma il governo sembra intenzionato a seguire la sua strada.

L’attenzione sui dati non verrà meno, fanno sapere da Downing Street. La prossima settimana, quando si avranno altri dati per determinare la tendenza del contagio, verranno pubblicate le linee guida da seguire per incontrarsi durante le feste.

Il lockdown imposto nel paese durerà fino al 2 dicembre, nel frattempo Johnson insisterà sulla strada intrapresa per contrastare la diffusione del contagio: i test di massa. Un suo portavoce ha rivendicato il lavoro svolto, dichiarando:

«Abbiamo ormai testato oltre metà della nostra popolazione, più di qualunque altro Paese europeo».

USA

Nel giorno in cui arriva la notizia che gli Stati Uniti hanno superato la soglia dei 250mila decessi e degli 11 milioni di casi, nella contea di Adams County (Washington) c’è stato un cluster di 40 infetti in una festa per un matrimonio con 300 invitati.

Secondo gli analisti negli USA si sta verificando una terza ondata di contagi, visti i numeri dei giorni scorsi. Negli ospedali, al momento, ci sono 77mila ricoverati. Un numero altissimo che fa pensare, addirittura, a un possibile razionamento delle cure. Il direttore del sistema sanitario di St. Luke ha dichiarato:

«Mai nella mia carriera ho pensato che avremmo nemmeno preso in considerazione l’idea di razionare le cure negli Stati Uniti d’America».

Francia

La situazione epidemiologica in Francia sta lentamente rientrando. I segnali sono buoni, il picco sembra essere passato e ci sono sempre meno ricoverati negli ospedali. Nonostante tutto però abbassare la guardia sarebbe un errore.

È di questo avviso anche il ministro dell’economia, Bruno le Maire, che ha proposto di posticipare la giornata degli sconti, il Black Friday, al 4 dicembre al posto del 27 novembre. D’accordo anche il ministro del lavoro, Elisabeth Borne, che teme assembramenti nei negozi.

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Coronavirus Francia, il ministro delle finanze Bruno le Maire propone di posticipare il Black Friday per evitare assembramenti.

Contrari sono i rappresentanti delle imprese, che criticano la scelta presa con poco avviso e che lascerebbe impreparati i commercianti, i quali hanno già preparato i cataloghi per quel periodo.

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