Coronavirus mondo. Francia apre e Germania chiude?

In Francia il contagio sta calando e il governo già pensa a delle riaperture selettive a partire dal primo dicembre. Anche la Germania sembrava sulla stessa strada, ma la comunità scientifica ha frenato, auspicando di estendere le chiusure anche a dicembre. Intanto in queste ore è in corso il G20, dove si è discusso anche di una distribuzione solidale dei vaccini anche ai paesi con meno risorse.

Coronavirus mondo. Francia apre e Germania chiude?
Le ultime notizie sul contagio da coronavirus nel mondo e le contromisure che stanno adottando i paesi per constastare il virus.
4' di lettura

Il contagio di coronavirus nel mondo continua a propagarsi, ma a velocità diverse. La situazione è certamente migliore rispetto a due settimane fa, tanto che in Francia già si comincia a parlare di riaperture.

La collaborazione dei paesi è stata fondamentale per trovare un vaccino efficace e per contrastare, in senso lato, la piaga del coronavirus. Ne sono convinti tutti i leader mondiali che si sono riuniti, telematicamente, per il G20, quest’anno ospitato dal Qatar.

Un tema fondamentale su cui si è trovata convergenza è quello di riuscire a produrre e distribuire il vaccino in modo solidale, per farlo arrivare anche ai paesi con meno risorse. Queste le parole del presidente cinese Xi Jinping:

«Diversi membri del G20 hanno compiuto progressi nella ricerca, sviluppo e nella produzione di vaccini. Dobbiamo accelerare l’azione e sostenere l’Oms nella mobilitazione e nel consolidamento delle risorse e nella distribuzione dei vaccini in modo equo ed efficiente».

Germania

In Germania i governatori dei Laender erano fiduciosi che nel confronto di lunedì con la cancelliera Angela Merkel potessero trovare l’accordo per un allentamento delle misure per limitare il contagio da coronavirus. Arriva però oggi l’avvertimento della comunità scientifica che ne ha spento gli ottimismi.

Un gruppo di virologi tedeschi ha infatti invitato il governo a non allentare la stretta, anzi secondo il loro parere bisognerebbe estendere il lockdown già imposto anche per il mese di dicembre.

La motivazione è numerica: i dati non sono ancora calati come ci si sarebbe aspettato e quindi è ancora presto per cominciare a pensare a delle riaperture.

Gli ultimi dati sul contagio nel Paese riportano nelle ultime 24 ore altri 22964 contagi e 254 vittime. In Germania, dall’inizio dell’emergenza, sono morte con il coronavirus 13884 persone.

Regno Unito

Nel Regno Unito il contagio continua a propagarsi, anche se l’Indice Rt resta intorno a 1. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 19875 nuovi casi di coronavirus e 341 decessi. Le morti di oggi portano il totale a 54626.

In questa situazione il premier, Boris Johnson, si trova in isolamento. Ha dovuto seguire questa restrizione perché sei giorni dopo un incontro con il deputato Lee Anderson si è scoperto che quest’ultimo era positivo.

Johnson però non sembra affatto abbattuto dalla vicenda e ha inviato un videomessaggio a tutti i suoi ammiratori per invitarli a mantenere il distanziamento in quarantena, anche con i famigliari. Non ha neanche perso occasione per dare una stoccata ai suoi opponenti politici:

«Il sistema di tracciamento della Nhs, che sta migliorando sempre di più, ha ottenuto ciò che tanti dei miei nemici politici avrebbero voluto ottenere da molti anni, mettermi agli arresti domiciliari».

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Boris Johnson e Emmanuel Macron che discutono sulla Brexit.

Spagna

Salvador Illa, il ministro della salute spagnolo, ha dichiarato che i vaccini contro il coronavirus nel loro paese cominceranno a gennaio e, soprattutto, non saranno obbligatori.

Il paese ha già un piano di vaccinazione pronto e, secondo il governo, i cittadini hanno «un’altissima consapevolezza» riguardo ai benefici del vaccino. Renderlo obbligatorio potrebbe solo essere controproducente e generare delle tensioni sociali inutili.

Il primo ministro Sanchez è già proiettato al futuro dopo il Covid-19 e, durante la conferenza del G20, in corso in queste ore, ha dichiarato che i governi nazionali hanno davanti una grande possibilità:

«Abbiamo l’obbligo di ridurre al minimo le conseguenze della pandemia da Covid-19, il mondo affronta la più grande sfida da decenni e la più grande sfida per il pianeta è sconfiggere il virus per avere un futuro più verde e sostenibile, prospero ed eguale».

Francia

Il contagio in Francia ha subito un rallentamento e i posti letto negli ospedali cominciano a liberarsi. L’indice Rt è sceso sotto la soglia dell’1. Tutti segnali positivi che spingono il governo a pensare ad alcune riaperture selettive.

Il primo ministro Jean Castex, in un incontro con commercianti e artigiani, ha dichiarato che si può pensare ad alcune riaperture intorno al primo dicembre. Non c’è una data certa, che probabilmente arriverà alla fine della settimana prossima, perché si vuole avere la certezza che la discesa dei contagi sia un dato consolidato.

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