Coronavirus. De Luca ci ripensa: salta il lockdown regionale

Non può essere adottato senza un adeguato piano di misure economiche del governo. Ha proposta la zona rossa per tutta l'area metropolitana di Napoli. Le scuole restano chiuse, e ha chiesto all'esecutivo congedi parentali per i genitori di bambini che frequentano le elementari. Sugli scontri di venerdì sera: la camorra non può fare affari con la regione controllata. A Conte ha proposto un nuovo piano per aiutare famiglie e imprese.

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Da Luca fa marcia indietro sul lockdown ma ipotizza una zona rossa per tutta l’area metropolitana di Napoli. Il blocco totale della Campania, ha sostenuto il governatore De Luca, non è possibile senza un adeguato piano economico. Nel frattempo il presidente della Regione si appresta a firmare una nuova ordinanza, anche sulla base del decreto del governo (dpcm), che dovrebbe essere emanato oggi. Bar e ristoranti: niente chiusura alle 18.

Tra i manifestanti un pezzo di camorra

Niente lockdown, dunque. Ma pugno duro – chiede il presidente campano – contro chi venerdì sera ha scatenato la violenza nel capoluogo campano durante proteste – altrimenti civili – innescate dall’annuncio del governatore di un imminente lockdown regionale.

«Sui fatti di Napoli – ha infatti dichiarato De Luca – chiediamo al governo di adottare misure rigorose e drastiche. Sono 5 anni che a Napoli avvengono queste gazzarre. Sono gli stessi che ci hanno aggredito tre anni fa a Pozzuoli e due anni fa ad Aversa. A Napoli l’agibilità democratica non è garantita da cinque anni, ieri c’era un pezzo di camorra che non può fare affari se la regione è più controllata. C’erano gli antagonisti a cui il comune dà ospitalità in alcune strutture comunali. In città serve un controllo militare dopo le 23».

Scuole chiuse, bar e ristoranti aperti fino alle 23

Stop al lockdown per la Campania, dunque. Ma avanti con altre restrizioni per evitare il collasso sanitario. Resta la didattica a distanza nelle scuole al 100%, niente alternanza. Il governatore ha poi espresso al governo, insieme ad altri presidenti di regione, la sua ferma opposizione («è una richiesta improponibile»), alla chiusura di bar e ristoranti alle 18. Il presidente De Luca confermerà la “chiusure” già previste nell’ordinanza regionale: alle 23.

E ha spiegato anche il motivo: «In assenza di una misura restrittiva generale non ha senso adottare norme che mettono in ginocchio intere categorie».

Niente lockdown, niente chiusura pomeridiana

Nella nuova ordinanza della Regione Campania, che dovrebbe essere ufficializzata tra oggi e domani, il presidente De Luca, conferma dunque la chiusura delle scuole. Misura ritenuta necessaria per contenere la diffusione del contagio da coronavirus, ma che è stata duramente criticata da un pezzo del governo, convinto che le scuole debbano «restare aperte ogni costo».

Congedi parentali ai genitori degli alunni delle elementari

C’è da dire che in Campania il livello delle infezioni, soprattutto da giovani ad anziani, è diventato preoccupante. Ed è questa una delle motivazioni che hanno spinto De Luca ad adottare una misura così forte. Resteranno aperti gli asili nido da 0 a 6 anni, e saranno consentiti i progetti delle scuole che coinvolgano bambini e ragazzi disabili o autistici, con la partecipazione volontaria di studenti o docenti. Il governatore ha anche chiesto all’esecutivo di inserire nel Dpcm misure straordinarie per la concessione di congedi parentali ai genitori degli alunni delle scuole elementari e un bonus per l’acquisto di computer.

Le scuole in Campania sono chiuse dal 15 ottobre. E resteranno chiuse.

Il governo non vuole il lockdown nazionale

La marcia indietro sul lockdown da parte di De Luca è venuta fuori ieri nel corso della Conferenza delle Regioni, alla quale hanno partecipato i ministri Speranza, Boccia e il commissario Arcuri. Il governo, in questa fase, non ha intenzione di assumere misure drastiche a livello nazionale, il che significa che al momento viene escluso un lockdown del Paese. Posizione che l’esecutivo mantiene da tempo, nonostante gli appelli che arrivano dal mondo scientifico e che consigliano di arginare subito e con le maniere forti il virus per non pagarne dopo, e con un dazio maggiore, le conseguenze.

Ma è proprio per questa posizione del governo che è del tutto improponibile il lockdown realizzato in una sola regione.

Aiuti a imprese, famiglie e pensionati

De Luca ha anche chiesto al governo di aiutare le categorie produttive, con una moratoria di tre mesi per i pagamenti ai fornitori e per i prestiti bancari. Per il settore edilizio ha proposto la possibilità di rilascio dei permessi a costruire per via informatica. E per la sanità una misura immediata che consenta la stipula di contratti con le strutture private accreditate per l’incremento dei posti letto.

E infine, ma per il presidente della giunta regionale campana è preminente, l’approvazione di un piano socio economico sul modello di quello varato nei mesi scorsi dalla Campania a sostegno di famiglie, imprese e pensionati.

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