Coronavirus. Aperti a dicembre e chiusi a Natale e Capodanno

Coronavirus. La strategia del governo è sempre più chiara: si apre allo shopping ma si chiude nei giorni di festa perché le riunioni di famiglia sono ritenute più pericolose dei negozi, soprattutto se si rispettano le misure di sicurezza. Il calo dell'indice Rt viene guardato con cauto ottimismo: è un segnale positivo, ma occorre prudenza.

Coronavirus. Aperti a dicembre e chiusi a Natale e Capodanno
Coronavirus: la strategia del governo per dicembre sembra definitivamente chiarirsi con aperture dal 3 al 19 e poi feste blindate da Natale all'Epifania.
3' di lettura

Restrizioni a fisarmonica per salvare non il Natale, ma lo shopping. Obiettivo: ripresa dei consumi e riduzione dell’importo dei ristori destinati alle categoria danneggiate dalle restrizioni contro il coronavirus. Una scelta, quella che si appresta a fare il governo, che suscita qualche perplessità. Chiara la logica di dare una boccata d’ossigeno al commercio, meno chiara la strategia per contenere la diffusione del contagio da coronavirus. Al momento Conte e i suoi ministri continuano a dichiarare: è prematuro, nulla è ancora deciso.

Si chiude dal 19 all’Epifania

Il piano sul quale si discute è però conosciuto: riaprire nei primi giorni di dicembre e chiudere sabato 19. Chiusure che dovrebbero essere protratte fino a dopo l’Epifania, intorno al 10 gennaio. Alla base della scelta anche una consapevolezza maturata negli ultimi mesi: l’80% dei contagi da coronavirus avviene in famiglia. E quindi: i cenoni e le riunioni di famiglia sono più pericolose di un giro tra i negozi, soprattutto se si rispettano le norme: mascherine, distanze e niente assembramenti.

Evitare la terza ondata del coronavirus

Per l’esecutivo sarebbe questa la strada – le restrizioni durante i giorni di festa – per evitare una terza ondata del coronavirus con migliaia di contagi e morti, che a questo punto sarebbe un vero disastro, sociale ed economico. E quindi stringere i denti, con quel breve allentamento dicembrino, in attesa che i vaccini smettano di essere «promesse» o «candidati», e diventino qualcosa di concreto, reale, efficace.

Saranno feste blindate

Il Natale blindato con le cene «aperte» ai familiari più stretti è una strada dunque quasi obbligata. Poco conta che in questi giorni l’indice Rt sia in discesa, che diverse regioni siano già sotto la soglia dell’1 e che qualche altra da rossa sia già rientrata nei parametri della fascia arancione. Come abbiamo potuto constatare, basta poco per riaccendere la miccia e innescare una nuova cavalcata di contagi da coronavirus. E dunque, riassumendo: dal 3 al 19 dicembre ci potrebbe essere un allentamento delle misure per poi provvedere a restrizioni più severe dal 20 al 10 gennaio.

Il 3 dicembre nuovo decreto del governo

Le modalità di queste soluzioni a fisarmonica si stanno studiando proprio in questi giorni. Potrebbero rientrare del decreto del presidente del Consiglio dei ministri (Dpcm), che dovrebbe essere licenziato il 3 dicembre, ovvero dopo la valutazione, il 27 novembre, dell’impatto che hanno avuto le restrizioni decise a fine ottobre, quando si è decisa la divisione del Paese in tre fasce.

Su questa linea non ci sembra comunque ci siano delle divisioni all’interno del governo. Invocano tutti prudenza. La terza ondata del coronavirus è un incubo da evitare e resta il monito degli errori che sono stati commessi questa estate, quando il calo dei contagi aveva convinto tanti che il peggio era passato e il coronavirus solo un ricordo.

In realtà anche in quei giorni era risaputo che l’autunno sarebbe stato un banco di prova importante. Proprio come ora si è consapevoli dei rischi che si potrebbero correre eliminando o riducendo le restrizioni in vista dei prossimi e lunghi mesi invernali.

Le aperture di dicembre riguarderanno quindi in particolare negozi, centri commerciali e ristoranti. Con orari di apertura allungati e un coprifuoco spostato alle 23 se non alle 24.

Contagi in calo, ma prudenza

Ma sui dati degli ultimi giorni, come ha dichiarato ieri il presidente dell’Istituto superiore della sanità non si può e non si deve «cantare vittoria». L’Rt nazionale è all’1.18. Quattro regioni, Molise, Lazio, Liguria e Sardegna, sono sotto l’1. Ma è solo uno spiraglio, una piccola luce. Un segnale positivo dopo settimane di inarrestabile ascesa dei contagi da coronavirus. Serve anche il confronto con altri Paesi, la Francia soprattutto, dove dopo 15 giorni di lockdown la curva si è finalmente appiattita.

Gruppo WhatsApp offerte di lavoro, bonus, concorsi e news

Ricevi ogni giorno gratis i migliori articoli su offerte di lavoro, bandi, bonus, agevolazioni e attualità. Scegli il gruppo che ti interessa:

  1. Telegram - Gruppo esclusivo

  2. WhatsApp - Gruppo base

Seguici anche su Google | Facebook | Instagram



Come funzionano i gruppi?
  1. Due volte al giorno (dopo pranzo e dopo cena) ricevi i link con le news più importanti

  2. Niente spam o pubblicità

  3. Puoi uscire in qualsiasi momento: la procedura verrà inviata ogni giorno sul gruppo

  4. Non è possibile inviare messaggi sul gruppo o agli amministratori

  5. Il tuo numero di cellulare sarà utilizzato solo per inviarti notizie