Coronavirus. Fino a maggio il virus sarà in circolazione

Coronavirus. Per il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, anche con il vaccino il virus sarà tra noi almeno fino a maggio: ma ora attenti alle feste di Natale. In questi giorni, ha dichiarato, «cerchiamo di abbattere il contagio e tutelare i nostri anziani». Ci sarà ancora qualche mese di sacrificio, poi usciremo dal tunnel.

Coronavirus. Fino a maggio il virus sarà in circolazione
Coronavirus. Per il presidente dell'Iss, Silvio Brusaferro, anche con il vaccino il virus sarà tra noi almeno fino a maggio: ma ora attenti alle feste di Natale.
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Natale sarà un’occasione per abbattere il contagio da coronavirus e difendere i nostri anziani, poi il vaccino: ma fino a maggio bisognerà rispettare le regole, inutile illudersi.

Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore della Sanità, conosce bene le dinamiche di questo coronavirus, ma anche le reazioni e la stanchezza degli italiani. Ci saranno altri sacrifici, ma almeno, rispetto a mesi fa, una luce si intravede. La fine non è lontana, il traguardo è la prossima primavera.

«L’obiettivo è arrivare a 50 casi per 100mila abitanti in una settimana, circa 5-6mila al giorno – ha dichiarato in una intervista a Repubblica -. Ora siamo poco sotto 200. Raggiunta quella soglia, potremo garantire in tutto il Paese il tracciamento sistematico per ciascun nuovo contagiato. Stiamo decrescendo costantemente, ma i numeri sono ancora troppo alti. Se riusciamo ad abbassare ancora la curva del contagio da coronavirus affronteremo il nuovo anno in modo più sicuro».

Abbassare quella soglia per gennaio significa anche tante altre cose: affrontare con maggiore sicurezza l’eventuale epidemia di influenza stagionale, far partire senza patemi la più grande campagna di vaccinazione di massa della nostra storia e ipotizzare con maggiore credibilità un ritorno a scuola di tutti gli studenti.

Restiamo il più possibile a casa

«Il messaggio è uno – continua Brusaferro -: dobbiamo stare il più possibile a casa con i nostri conviventi e limitare la mobilità e le aggregazioni. Siamo in fase di mitigazione e, per raggiungere l’obiettivo di abbattere i casi a 50 ogni 100mila, sono necessarie misure sociali. Più i provvedimenti sono restrittivi, più il numero dei contagiati da coronavirus e l’Rt si riducono rapidamente, cosa per noi fondamentale oggi ma anche e soprattutto in prospettiva futura».

«Il Natale in Italia – continua Brusaferro – comporta sempre grande mobilità e aggregazioni familiari e sociali tra persone che non vivono insieme. Purtroppo questi sono fattori di rischio per il coronavirus e comportano un significativo aumento del rischio di trasmissione, ancor più partendo dal numero attuale di persone positive».

Rispetto per la sicurezza dei nostri anziani

Anche perché è Natale e a maggiore ragione «dobbiamo avere grande rispetto per i nostri anziani – dichiara il presidente dell’Iss -. Se non sono conviventi ci si deve organizzare per non metterli a rischio. Se si va a trovarli va rispettato il distanziamento e va usata la mascherina ed evitato ogni altro rischio. Dobbiamo organizzarci per far sentire loro vicinanza, condivisione e affetto con altri strumenti. Sono loro che rischiano di pagare il prezzo più alto di una nostra distrazione. Io spero di trascorrere il Natale con la mia famiglia. Mia madre vorrei andarla a trovare, ma seguendo tutte le regole per evitare il contagio».

Organizzare bene il rientro in classe

Brusaferro si è pronunciato anche sulla riapertura delle scuole, che era stata ipotizzata dal governo il prossimo sette gennaio.

«Va premesso – ha detto – che le scuole sono una priorità. Hanno un’attenzione speciale da parte nostra e tutto il Paese è impegnato per tenerle attive e aperte. Sono state messe in campo una serie di misure, ed è in corso un lavoro a livello locale sulla mobilità che mira a evitare e a contenere il rischio di trasmissione del coronavirus nelle occasioni d’incontro prima e dopo le lezioni. Le fasi di ingresso e uscita sono altrettanto importanti e bisogna fare in modo che venga rispettato il distanziamento anche in quelle occasioni. Quindi bisogna organizzare afflussi e deflussi da scuola per ridurre l’affollamento dei trasporti nelle ore di punta».

Anche col vaccino bisognerà aspettare fino a maggio

Se c’è una luce in fondo al tunnel, se si può parlare di «maggio come fine possibile della pandemia da coronavirus», è solo perché i vaccini sono ormai in distribuzione. E in Europa bisogna solo aspettare qualche giorno, forse meno di una settimana per avviare le prime somministrazioni.

«È molto importante che siamo riusciti ad avere il vaccino contro questo coronavirus in tempi così brevi, è stata una conquista della scienza, della tecnologia – spiega Brusaferro -. La campagna all’inizio partirà con un numero limitato di dosi, poi seguiranno altri nuovi vaccini. Inoltre sappiamo che la piena efficacia della copertura, con il vaccino attualmente disponibile, si ha dopo una settimana dalla seconda dose, che viene fatta a circa 3 settimane di distanza dalla prima».

«Almeno fino a maggio – conferma Brusaferro – avremo una situazione in cui, pur aumentando progressivamente il numero dei vaccinati, la circolazione del coronavirus sarà ancora importante. Significa che nella prima parte del 2021 non potremo derogare alle regole che conosciamo».

Troppi morti? Ecco perché

Il presidente dell’Istituto Superiore della Sanità ha una idea precisa sul perché in Italia sia così elevato.

«Non bisogna valutare – spiega – solo i numeri assoluti dei morti ma l’eccesso di mortalità. Il dato è comparabile a quello di molti altri Paesi europei. Poi in Italia siamo molto anziani e in questa seconda ondata i decessi non sono più concentrati solo in alcune zone ma in tutto il Paese».

«Infine – conclude Brusaferro – purtroppo sappiamo che queste morti avvengono perlopiù tra persone anziane e fragili, e portatrici oltre all’infezione da coronavirus di molte altre patologie».

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