Coronavirus. Le tre fasce: il nuovo decreto ufficiale

E' stato firmato nella notte il nuovo decreto che impone altre misure restrittive nel Paese. Saranno più blande nelle regioni che rientrano nella fascia verde, da lockdown in quelle nella fascia rossa. Una via di mezzo in quelle arancioni. Le diverse zone e tutti gli obblighi.

6' di lettura

La firma di Giuseppe Conte sul nuovo decreto è arrivata di notte, ed è stato forse il documento più discusso e sofferto. Una nuova dura stretta che fino a qualche mese fa sembrava improbabile. Scontri nel governo, con i presidenti di Regione infuriati. I rigoristi hanno dovuto cedere su tante cose. Il coprifuoco sarà alle 22 (e non alle 18). Una mediazione tra chi lo voleva alle 22 e chi alle 23. Per la cronaca, il presidente del Consiglio avrebbe preferito non imporlo per niente. Alla fine s’è scelta una via mediana, che scontenta tutti.

La caratteristica di questo nuovo decreto è la divisione in fasce (verde, arancione e rossa). Le restrizioni ulteriori scattano nelle ultime due, definite di «elevata gravità» e di «massima gravità». Il riferimento base di questo provvedimento è l’ormai arcinoto report dell’Istituto Superiore della Sanità, che aveva definito quattro scenari e le possibili conseguenze. Il primo, quello più favorevole, è stato ampiamente superato in tutto il Paese, restano gli altri tre scenari, le tre fasce appunto. Il livello rosso è quello del lockdown, con misure che ricordano il blocco di primavera.

Ma andiamo con ordine.

C’è attesa per oggi, quando sarà comunicato l’elenco delle regioni rosse, arancioni o verdi. La geografia del contagio sarà il punto di partenza per comprendere dove le restrizioni saranno totali e dove, tutto sommato, la vita continuerà a scorrere come in questi giorni (con qualche divieto in più).

Sono stati utilizzati 21 parametri per individuare le aree più esposte al contagio e dove il nuovo decreto dovrà imporre le eventuali zone rosse, i lockdown.

Da due giorni si rincorrono voci su quattro zone che sono a rischio blocco totale: Lombardia, Piemonte, Calabria e la provincia di Bolzano (che è praticamente già in lockdown). Sarebbero tutte inserite nella fascia rossa.

Nella fascia arancione ci sarebbero Campania, Puglia, Veneto, Liguria e Val d’Aosta.

Le altre regioni sono nella fascia verde, quella dove il contagio è ancora sotto controllo e non sta mettendo in affanno i sistemi sanitari.

La scelta delle tre fasce non piace ai governatori. Vincenzo De Luca, presidente della Campania, lo ripete da giorni. Lo ha fatto presente con una lettera al premier anche Stefano Bonaccini, governatore dell’Emilia Romagna. Che ha esposto a nome di tutti i colleghi tutte le sue profonde perplessità per una disposizione che «esautora il ruolo e i compiti delle Regioni e delle province autonome, ponendo in capo al governo ogni scelta e decisione».

Preoccupati per la tenuta sociale e l’ordine pubblico, i governatori hanno anche sollecitato al governo misure per ristorare le attività economiche penalizzate, la concessione dei congedi parentali e la sospensione delle tasse per il 2020 e 2021.

Boccia ha rassicurato: i ristori saranno immediati e le Regioni coinvolte nel processo decisionale.

Una rassicurazione che non ha rassicurato i governatori.

Per capire quali saranno le restrizioni nella vostra regione di residenza si dovrà attendere l’assegnazione dei colori, ovvero la valutazione ufficiale e definitiva che gli esperti e il governo daranno della situazione epidemiologica e sanitaria delle singole zone.

Le indiscrezioni sulle zone rosse e quelle arancioni sembrano comunque confermate.

Vediamo dunque cosa succede nelle tre fasce diverse.

Le zone verdi

Queste misure scattano in tutta Italia.

Rimane l’obbligo di mascherina all’aperto e al chiuso.

Il coprifuoco è alle 22

Si potrà uscire dunque dalle 5 alle 22. Chi si muove fuori da quella fascia oraria potrà farlo solo per «comprovate esigenze»: motivi di lavoro, salute o urgenza. Necessaria l’autocertificazione.

La capienza nei trasporti pubblici sarà ridotta al 50% (oggi è 80%).

Il governo raccomanda di non spostarsi, sia con mezzi di trasporto pubblici sia privati. Anche autobus, metropolitane e treni regionali potranno viaggiare con una capienza al 50%. Come i treni dell’alta velocità.

Scuole superiori chiuse

È prevista la didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività di laboratori potrà svolgersi in presenza.

A scuola con la mascherina

Fatta eccezioni per altre disposizioni regionali (come in Campania), è prevista l’attività in presenza per gli alunni delle scuole elementari e medie. Avranno l’obbligo di usare le mascherine.

Bar e ristoranti chiusi la sera e con asporto.

Rimane il divieto di apertura dopo le 18.

Anche musei cinema e teatri chiusi

Oltre ai cinema e ai teatri vengono chiusi anche i musei e le mostre.

I concorsi sospesi

Sono sospesi i concorsi. Vengono esclusi e per ovvi motivi dalla misura quelli per l’assunzione di nuovo personale sanitario. Sospesi anche gli esami per l’abilitazione professionale.

Centri commerciali

Tutti i centri commerciali resteranno chiusi nei fine settimana con l’esclusione di farmacie, alimentari, tabaccai ed edicole.

Le zone arancioni

Nelle zone arancioni c’è già un elevato rischio di diffusione capillare del contagio. In queste aree oltre ai divieti che sono previsti nelle aree verdi ce ne sono altri aggiuntivi. Questo divieti avranno una durata minima di 15 giorni, poi si valuterà la situazione epidemiologica e potrebbero essere mitigati, mantenuti o aggravati.

Divieto di ingresso

«È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori salvo che per gli spostamenti motivati». E quindi: lavoro, salute, studio (per la didattica in presenza) e necessità. Serve sempre sempre il modulo dell’autocertificazione. È sempre «consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza».

Spostamenti tra Comuni

«È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un Comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione». Anche in questo caso, salvo «comprovate esigenze». Sempre necessaria l’autocertificazione.

Bar e ristoranti

Resteranno chiusi «bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio» e «fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze».

Le zone rosse

Le Regioni che rientrano nelle zone rosse sono «caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto». Anche in questo caso, com’è ovvio misure restrittive aggiuntive a quelle nazionali. Come per la fascia arancione le misure saranno valide 15 giorni.

Divieto di ingresso e spostamento

«È vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati». Si potrà entrare e uscire e muoversi solo per «comprovate esigenze» (lavoro, salute, urgenze sempre con l’autocertificazione). È «consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza».

Negozi e locali

Sono chiusi i negozi ad eccezione di alimentari, edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie. Chiusi i centri di estetica. Chiusi anche bar e ristoranti tranne le consegne a domicilio, nonché fino alle 22,00 la ristorazione con asporto.

La scuola

Ad esclusione «dei servizi educativi per l’infanzia e del primo anno di frequenza della scuola secondaria di primo grado, le attività scolastiche e didattiche si svolgono esclusivamente con modalità a distanza». Resta «la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l’uso di laboratori».

Sport e attività motoria

Sono state sospese le attività sportive, non solo al chiuso ma anche nei centri all’aperto. È «consentito svolgere individualmente attività motoria in prossimità della propria abitazione nel rispetto della distanza di almeno un metro e attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale».

Parrucchieri e barbieri aperti

I parrucchieri e i barbieri resteranno aperti anche nelle aree rosse, ieri nelle bozze che circolavano prima dell’ultima stesura sembra certa la chiusura di queste attività commerciali.

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